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ottobre 24, 2010

CIBO: CEREALI INTEGRALI-RAFFINATI 3 A 1, LA RICETTA PER RIMANERE IN FORMA (E COMBATTERE IL GRASSO)

Più cereali integrali e meno cereali raffinati: sembra essere questa la ricetta del Jean Mayer USDA Human Nutrition Researcher Center on Aging (USDA HNRCA) della Tufts University pubblicata sull’American Journal of Clinical Nutrition per contrastare obesità, sindrome metabolica e diabete di tipo 2. Dallo studio emerge che diminuendo il consumo di cereali raffinati e aumentando quello di cereali integrali, nell’organismo umano diminuisce sia il grasso sottocutaneo che quello viscerale (quello più profondo che circonda gli organi intra-addominali) e si hanno maggiori probabilità di ridurre il rischio di incorrere in malattie cardiovascolari e metaboliche e nel diabete di tipo 2.

Pane e riso integrali al posto del pane e del riso bianchi, cereali integrali al posto di quelli raffinati, tanto per fare un esempio. “Il volume del grasso viscerale era di circa il 10% più basso nelle persone che hanno dichiarato di mangiare tre o più porzioni al giorno di cereali integrali e che hanno limitato la loro assunzione di cereali raffinati a meno di una porzione al giorno”, spiega Nicola McKeown, che ha guidato lo studio. Gli autori hanno anche osservato che i partecipanti che hanno consumato, in media, tre porzioni al giorno di cereali integrali ma hanno continuato a mangiare molti cereali raffinati non hanno mostrato una diminuzione nel volume del grasso viscerale: “Questo risultato implica – spiega McKeown – che è importante fare sostituzioni nella dieta, piuttosto semplicemente aggiungere cereali integrali”.

I ricercatori hanno esaminato dieta, stato di salute e accumuli adiposi di 2.834 uomini e donne tra i 32 e gli 83 anni rilevando che il consumo di cereali raffinati è in particolare legato alla presenza del grasso viscerale: “L’associazione persisteva – spiega Paul Jacques, co-autore della ricerca – dopo aver aggiustato i risultati con altri fattori legati allo stile di vita di altri come il fumo, l’assunzione di alcol, il consumo di frutta e verdura e l’attività fisica”. (ASCA)