Posts tagged ‘treviso’

giugno 10, 2013

Ma che bella giornata!

Amministrative 2013: la Lega Nord, tra tumulti interni e flop elettorali, ne esce ridotta in cenere. Ma ecco cos’aveva dichiarato nelle ultime settimane lo “Sceriffo” Gentilini, che rappresentava l’ultima, residua speranza del partito, svanita oggi, in una storica sconfitta:

– “Mi riprendo il Comune! E’ il mio Ventennio! Me lo ricordo il Duce, avevo 9 anni, quando arrivò ad inaugurare l’aeroporto il cuore mi batteva forte, c’era una folla oceanica!… Certo che ha fatto cose buone, vorrei vedere: le paludi pontine, la gioventù, le pensioni…”

– “Il mio popolo mi ha votato in una maniera strepitosa, vincerò! Ora farò ‘la santa alleanza’ con il centrodestra, a Treviso l’egemonia comunista nessuno la vuole. La falce e martello, il potere bolscevico qui non ci sta assolutamente bene. Con quelli al Governo anche Treviso sarebbe una città dove si dà la cittadinanza a chi nasce sugli arenili delle spiagge, dove sparirebbe il reato di clandestinità, dove si appoggerebbe chi occupa abusivamente alloggi pubblici”

(Cantando l’inno dei balilla) “Mai rinnegate le mie origini. Io me ne frego. Di tutti, anche dei capi. Io sono la speranza contro i trinariciuti che stanno riemergendo: i comunisti sono andati a votare in massa, io alzerò la linea Maginot contro chi sta sovvertendo l’ordine naturale delle cose. Io sono un crociato sansepolcrista che erigerà un muro contro la dittatura comunista”

dicembre 13, 2009

Sacerdoti stranieri? No grazie

“Sacerdoti stranieri? No grazie». A dire la sua sui sacerdoti non italiani alla guida delle parrocchie è il vicesindaco Gentilini, che si giustifica così: «Finirebbero per essere semplici funzionari ecclesiastici – dice Gentilini – Il parroco invece deve conoscere la sua gente».

Tutto questo viene detto mentre svela il crocifisso di ferro nel giardino di palazzo Rinaldi, opera da lui voluta dopo la polemica sul simbolo sacro nata dopo la sentenza di Strasburgo.

Dichiarazioni fatte a margine della cerimonia quelle di Gentilini. «Giudico negativa la carenza di sacerdoti – premette il vicesindaco – Quando un parroco deve gestire più parrocchie, non si radica nel territorio. Devono conoscere i loro cittadini». Cosa che, secondo Gentilini, non può fare un super-parroco né tantomeno un sacerdote di origine straniera, figure sempre più diffuse in zone come Genova e Firenze e che talvolta, con la loro presenza, «tamponano» la crisi di vocazioni dei nostri connazionali.

«Gli stranieri non conoscono le tradizioni», dice il prosindaco. Sopra di lui si erge il crocifisso in ferro battuto opera di Claudio Rottin, artista di Carbonera, voluto dal vicesindaco dopo la sentenza del Parlamento europeo che vieterebbe la presenza del simbolo cristiano nelle classi e contro cui la Lega ha combattuto un’aspra battaglia.
«Riaffermiamo così la nostra cristianità» dice Gentilini. Alla cerimonia mancano rappresentanti del clero. Il crocifisso è stato messo nel giardino di palazzo Rinaldi in tutta fretta, prima di Natale, e pare senza particolari autorizzazioni o richieste.

All’ombra della croce Gentilini si lascia andare anche a un commento sul probabile nuovo vescovo di Treviso, il francescano Gianfranco Agostino Gardin. «Sono contento – dice -. Spero introduca uno spirito innovativo, ma senza disconoscere la tradizione. E poi la chiesa deve guadagnarsi la simpatia dei giovani».

Chi a sinistra si illude di poter dialogare con questa gente è servito. Il razzismo e la xenofobia sono il tessuto connettivo della lega e del PDL.Fermiamoli finchè siamo in tempo. Il crocefisso per la lega è solo un’icona dietro cui nascondersi. I cattolici non hanno bisogno di simboli ma di fede.