Posts tagged ‘trastuzumab’

giugno 4, 2012

Chemioterapia: un farmaco “postino”, che amplifica l’efficacia delle cure perché veicola il principio solo alle cellule malate.

Un vero e proprio “ ”, capace di portarsi sulle spalle il “addormentato”, entrare nella (e solo in quella), e li’ sganciare il che si attiva e inizia a distruggerla, con una superiore efficacia e soprattutto una minore tossicita’.

 

I dati sul nuovo dal meccanismo rivoluzionario, T-DM1, sono stati presentati al congresso mondiale di oncologia Asco a Chicago: si tratta in realta’ di un doppio che agisce contro il carcinoma mammario HER2 positivo: , il biologico che funge da “”, e la , il portato a destinazione nelle cellule malate. Lo studio ha mostrato che il rischio di peggioramento della malattia, o di morte, si e’ ridotto del 35% in coloro che hanno ricevuto il T-DM1 rispetto a chi e’ stato trattato con chemioterapia a base di lapatinib in aggiunta a capecitabina.

aprile 3, 2012

Carcinoma mammario: nuova soluzione sottocutanea del farmaco.

Presentati i risultati dello studio di fase III, HannaH, condotto su donne affette da in stadio precoce ( – early breast cancer) HER2-positivo, che per la prima volta dimostrano come una nuova via di somministrazione di , ovvero quella sottocutanea (SC), consenta di ottenere un’efficacia (sulla base della risposta patologica completa (pCR); completa eradicazione delle cellule tumorali nel seno) paragonabile alla via di somministrazione del farmaco per via endovenosa (EV), utilizzata attualmente.

 

SC potrebbe fornire una maggiore praticita’ alle pazienti rispetto al metodo tradizionale EV, grazie alla via di somministrazione meno invasiva e a tempi di somministrazione piu’ rapidi (5 minuti rispetto a 30 – 90 minuti dell’infusione). Lo studio HannaH ha dimostrato inoltre che con la somministrazione sottocutanea si ottengono concentrazioni medie di nel sangue (farmacocinetica, PK) paragonabili a quelle della formulazione per via endovenosa. Il profilo di sicurezza globale in entrambi i bracci dello studio HannaH e’ stato in linea con quello previsto per il trattamento con e chemioterapia standard in questa indicazione. I risultati sono stati presentati all’8th European Breast Cancer Conference (EBCC-8) di Vienna durante la sessione del keynote symposium.

ottobre 24, 2010

Tumore al seno: cure mirate con guarigioni fino all’80 percento.

  Il tumore al seno colpisce piu’ nel ricco nord-est: Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino Alto Adige condividono un tasso (standardizzato) di 131 casi ogni 100.000 abitanti, contro la media italiana di 93. Sono pero’ in linea con il resto del Paese rispetto alle possibilita’ di guarire: in Italia oggi 8 pazienti su 10 superano il tumore, anche quando e’ particolarmente aggressivo, di tipo HER2-positivo, una forma che 10 anni fa non dava molte speranze. Merito della diagnosi precoce e dei farmaci biologici mirati sul bersaglio. Una ‘strategia di attacco’ che dal seno si sta estendendo ad altre neoplasie, in primo luogo quella dello stomaco. In questo caso, la distribuzione geografica e’ completamente diversa, con le regioni del centro in testa alla classifica di dove ci si ammala di piu’. La ‘mappa’ del rischio emerge dal convegno nazionale ‘Breast and Gastric cancer: dai bersagli molecolari alle applicazioni cliniche’, oggi e domani a Bardolino, Verona, con alcuni tra i maggiori esperti italiani. “Le cause della piu’ alta incidenza del carcinoma della mammella in queste regioni sono in gran parte ignote”, ha spiegato il prof. Marco Venturini direttore dell’oncologia medica dell’ospedale Sacro Cuore di Negrar, Verona, presidente eletto dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) e chairman del convegno. Ma, ha aggiunto l’esperto, “la tendenza ad avere figli in eta’ avanzata, piu’ spiccata al settentrione, e’ uno dei fattori piu’ sospetti, cosi’ come stili di vita scorretti: poco movimento, abitudine al fumo, errata alimentazione, eccessivo consumo di alcol”. Oggi pero’ le donne, ha sottolineato Venturini, “possono contare su cure piu’ efficaci e sicure, in particolare sul trastuzumab, uno dei primi farmaci biologici ‘intelligenti’ messi a punto contro il cancro. Una molecola dai risultati rivoluzionari – ha spiegato Venturini – che in un solo decennio di pratica clinica ha cambiato in maniera radicale la storia naturale della neoplasia”.

aprile 15, 2010

Tumori del seno: test molecolari per capire quali caratteristiche e cure.

E’ la personalizzazione della terapia la strategia-chiave nella lotta al tumore al seno. Almeno per 10 mila delle 38 mila donne che si ammalano ogni anno: positive al recettore HER2, possono essere salvate grazie a un farmaco mirato, un anticorpo chiamato trastuzumab, che ha gia’ consentito di ridurre la loro mortalita’ del 30% circa.
E’ quanto emerso in occasione della Conferenza Nazionale dell’Associazione Italiana Oncologia Medica (Aiom) che si e’ aperta oggi a Catania.
”Le caratteristiche biologiche del tumore – spiegano gli oncologi – sono la chiave per ‘disinnescarlo’: l’esempio del recettore HER2 dimostra come un test di laboratorio sia riuscito a cambiare la storia naturale del cancro del seno”.
Tuttavia, a 10 anni dall’introduzione del test nella pratica clinica, il margine di errore di interpretazione resta del 20%. ”Le ragioni principali – spiega Pierfranco Conte, direttore del Dipartimento di Oncologia del Policlinico di Modena e Reggio Emilia – sono organizzative. E’ fondamentale, ad esempio, che la ricerca venga eseguita subito dopo il prelievo del campione, per evitare che si deteriori. Indispensabile la competenza del personale ma anche la frequenza con cui si esegue l’esame, e servono procedure di verifica della qualita’ del test che, inoltre, va ripetuto nel tempo”.
Il test HER2, sottolinea l’AIOM, puo’ fare da apripista per altri tumori, esprimendosi anche in altri organi. Fondamentale, secondo Carmelo Iacono, presidente dell’AIOM, e’ inoltre ”ripensare l’intero sistema assistenziale per adeguarsi ai progressi terapeutici. In primo luogo, con un piu’ stretto link fra laboratorio e reparto. AIOM gia’ si e’ mossa, prima in Europa, nel definire una collaborazione strutturata con i patologi, con l’obiettivo di ottenere diagnosi sempre piu’ rapide ed accurate”