Posts tagged ‘trapianti’

luglio 1, 2013

Primo trapiantato di mano si fa amputare arto.

PRIMO TRAPIANTATO DI MANO SI FA AMPUTARE ARTO PRIMO TRAPIANTATO DI MANO SI FA AMPUTARE ARTO

Troppo forte il dolore, troppi i rischi: cosi’ Walter Visigalli ha deciso di farsi amputare la mano che nel 2000 a Monza si era fatto impiantare con un’operazione mai effettuata prima in Italia.

”A Marzo sono cominciate le crisi di rigetto piu’ intense – ha detto Pierangela Riboldi, la moglie di Visigalli – Da quel momento e’ stato un massacro di cortisone ma il rigetto non si e’ fermato. Alla fine, il bivio era tra cancrena e setticemia”.

”Dopo due episodi di rigetto molto importanti abbiamo deciso insieme (cosi’ come avevamo messo nel conto quando si fece il trapianto) che non era il caso di rischiare la vita e molto serenamente e’ stata asportata la mano ricevuta 13 anni prima”, ha spiegato Marco Lanzetta, il chirurgo che aveva realizzato l’intervento. ”Il tutto e’ durato poche decine di minuti – ha aggiunto – con una operazione in anestesia locale. Ora si apre una fase nuova”.

aprile 18, 2013

Cuore nuovo da Grecia per salvare bimbo, trapianto riuscito.

Trapianti Trapianti

E’ tecnicamente riuscito il trapianto di cuore effettuato su un bimbo di 18 mesi all’ospedale infantile Regina Margherita di Torino. Il piccolo paziente, genovese, a cui e’ stato trapiantato l’organo arrivato nella notte dalla Grecia, si trova ora in terapia intensiva. Era ricoverato dallo scorso novembre per una cardiomiopatia dilatativa e a dicembre gli era stato impiantato un cuore artificiale.

Il cuore e’ stato donato da un bimbo della stessa eta’ morto a Patrasso, ed e’ arrivato nella notte su una Air Ambulance dalla Grecia all’Italia.

Il bambino e’ stato operato dall’equipe del dottor Carlo Pace Napoleone, che il mese scorso ha eseguito con successo un analogo trapianto su una bambina.

Mag 12, 2012

BPCO: il CNR conferma la piena responsabilità del fumo, scatenante la grave patologia.

I del gruppo di Immunopatologia e farmacologia sperimentale dell’ dell’Istituto di biomedicina e immunologia molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibim-) di Palermo hanno identificato nuovi meccanismi molecolari alla base della della cronica ostruttiva (), una patologia disabilitante che, secondo diversi studi, è in costante aumento ed è destinata a diventare la terza causa di morte entro il 2020.

 
Lo studio è stato condotto in collaborazione con i dell’Istituto mediterraneo per i e terapie ad alta specializzazione (Ismett) di Palermo e dell’Università di Pittsburgh. I risultati della ricerca ‘Beta defensin-2 is reduced in central but not in distal airways of smoker COPD patients’, sono stati pubblicati recentemente su PlosOne.
“La è una malattia infiammatoria e ostruttiva delle vie aeree”, spiega Elisabetta Pace dell’Ibim- di Palermo. “La reazione infiammatoria, specie se di notevole intensità, oltre a comportare una distruzione tissutale, può interferire con i normali processi riparativi causando profonde alterazioni dell’architettura del tessuto. Sebbene sia noto che il di è il principale fattore di rischio, i meccanismi molecolari coinvolti nella di questa patologia, invece, sono poco noti”.

Mag 18, 2011

Epatite C: Egitto detiene il record di infezioni. L’Italia guida progetto cooperazioni.

L’Italia a capo della squadra Ue di esperti di al che farà scuola all’Egitto, Paese con il record mondiale di diffusione dell’.

Si chiama progetto e prevede una cooperazione internazionale che durerà due anni: i camici bianchi italiani ed europei garantiranno la formazione, esporteranno tecnologie e monitoreranno le performance dei colleghi egiziani. Si tratta della prima esperienza di questo genere promossa e finanziata dall’Unione europea in applicazione delle Direttiva sui varata nel 2010 (norma che esorta alla cooperazione internazionale per diffondere le competenze medico-scientifiche).
L’Italia sarà capofila del programma medico-scientifico e sanitario destinato al bacino del Mediterraneo, a partire appunto dall’Egitto, un Paese dove la prevalenza dell’ va dall’11 al 14% e rappresenta un problema sanitario e sociale molto sentito, dal momento che il 40% dei di è causato proprio da questo . “Studi condotti nei villaggi sul delta del Nilo – spiegano gli esperti durante un incontro oggi a Milano – dimostrano che addirittura circa la metà degli abitanti al di sopra dei 35 anni è entrata in contatto con il ”. Il progetto è stato presentato in apertura del congresso della Società italiana per la sicurezza e la qualità nei (Sisqt), in corso a Firenze fino a venerdì.

aprile 5, 2011

Primo cuore pulsante da cellule staminali

Potrebbero mancare poche settimane al primo battito di un umano fatto crescere a partire da di un paziente. Lo hanno affermato i ricercatori dell’universita’ del Minnesota, secondo cui entro pochi anni potrebbe essere possibile far crescere interi organi adatti ai .La tecnica ideata dagli esperti statunitensi, presentata al meeting dell’American College of Cardiology in corso a New Orleans, consiste nel prendere il da una persona morta ‘lavandone via’ tutte le e lasciando solo la struttura in che le sostengono. A questo punto si iniettano nello ‘scheletro’ del milioni di prelevate dal paziente, e lo si mette in un ambiente adatto alla crescita.

I ricercatori guidati da Doris Taylor hanno notato che le ‘riconoscono’ la struttura e cominciano a differenziarsi nei vari tessuti: “I cuori che stiamo ‘coltivando’ stanno crescendo bene, e ci aspettiamo i primi battiti nelle prossime settimane – spiega l’esperta – ci sono ancora diversi ostacoli da superare prima di avere un organo pienamente funzionante, ma credo che un giorno sara’ possibile costruire un organo intero pronto per il trapianto”.

novembre 1, 2010

Fegato in laboratorio: ottimo risultato per medicina rigenerativa.

Per ora e’ un fegato ‘bonsai’, piu’ piccolo di quelli adulti, ma e’ perfettamente funzionante, e la speranza e’ che ‘coltivandolo’ ancora, per poi impiantarlo nell’uomo, assuma le proporzioni e le funzionalita’ normali. Si tratta comunque del primo fegato creato in laboratorio, un passo avanti fondamentale nella storia dei trapianti. C’e’ riuscito l’Istituto di medicina rigenerativa del Wake Forest University Baptist Medical Center di Winston-Salem, nel North Carolina, che ha creato un fegato in miniatura con tutte le funzionalita’ del fegato umano, almeno in laboratorio. Ora la scommessa sara’ vedere se e come funzionera’ l’organo trapiantato in un modello animale. Il fine ultimo della ricerca, che sara’ presentata domenica al congresso annuale dell’Associazione americana per lo studio delle Malattie del Fegato a Boston, e’ quello di fornire una soluzione alla carenza di donatori di fegato disponibili per i pazienti che hanno bisogno di trapianti. Inoltre i ‘microfegati’ creati in laboratorio potrebbero anche venire usati per testare la sicurezza di nuovi farmaci.(liquidarea)

giugno 15, 2010

Nuova opportunità terapeutica per prevenire la reinfezione da virus dell’epatite B.

La ricerca medica ha messo a punto una nuova opportunità terapeutica per prevenire la reinfezione da virus dell’epatite B (HBV) in pazienti sottoposti a trapianto di fegato per insufficienza epatica provocata dal virus stesso.
Si tratta di una immunoglobulina autosomministrabile sottocute 1 volta a settimana, in modo indolore e assolutamente autonomo
Al contrario, i trattamenti finora disponibili implicavano il trasferimento in ospedale, come nel caso della somministrazione endovenosa (EV), o comunque l’assistenza domiciliare, come nel caso della somministrazione intramuscolo (IM).
Il trattamento con la nuova immunoglobulina comincia dopo il trapianto di fegato: una volta stabilizzati i livelli di anticorpi nel sangue e dopo essere stato addestrato, il paziente può continuare il trattamento in completa autonomia, con iniezioni sottocute 1 o 2 volte a settimana (per I pazienti sopra I 75 kg)..
Un costante monitoraggio, poi, consentirà di verificare che i livelli del principio attivo nel sangue restino sufficientemente alti.
Il paziente, infine, sarà  invitato a tenere un diario del trattamento e verrà istruito sulle misure da adottare in caso di eventi avversi gravi.
Il principio attivo del nuovo farmaco, l’immunoglobulina umana anti-epatite B, è un anticorpo purificato estratto dal sangue umano che viene sottoposto ad un’ulteriore fase di purificazione mediante la nano filtrazione a 20 nanometri, la quale permette l’eliminazione di  virus e agenti patogeni di piccoli dimensioni. Questa esclusiva tecnica per i prodotti per i trapianto di fegato della Biotest evidenzia l’interesse dell’azienda a migliorare costantemente gli standard di sicurezza e qualità.
Gli anticorpi sono proteine presenti naturalmente nel sangue che aiutano l’organismo a combattere le infezioni e altre aggressioni esterne. La nuova immunoglobulina previene la reinfezione da epatite B mantenendo sufficientemente alti i livelli delle immunoglobuline umane anti-epatite B nel sangue, in modo che queste possano legarsi al virus e distruggerlo.
giugno 15, 2010

Tessuto epatico ricreato artificialmente: con le cavie funziona.

Funzionano, almeno sulle cavie, le prime ‘toppe’ create artificialmente per riparare i danni al fegato. Lo afferma un articolo pubblicato da Nature Medicine, secondo cui lo stesso metodo potra’ essere usato un giorno per produrre interi organi perfetti per i trapianti. I ricercatori del Massachussets General Hospital hanno preso delle porzioni di fegato delle cavie ‘lavandole’ dalle cellule e lasciando soltanto una struttura di sostegno formata da collagene e vasi sanguigni. Nella ‘toppa sono stati inseriti degli epatociti, un tipo di cellula del fegato, che hanno ‘ripopolato’ la struttura.

Il tessuto cosi’ ottenuto e’ stato poi trapiantato nel fegato di alcuni topi, dove ha funzionato perfettamente per qualche ora.

Per quello che ne sappiamo e’ la prima volta che si costruisce una porzione di fegato in laboratorio – spiega Korkut Uygun, uno degli autori – anche se ci vorra’ ancora molto lavoro prima di ottenere delle ‘toppe’ utilizzabili sull’uomo. Il problema principale da risolvere e’ che quelle che abbiamo realizzato hanno funzionato per poche ore, ma e’ comunque un ottimo inizio’.