Posts tagged ‘Times’

febbraio 9, 2012

la copertina che fa incazzare Silvio.

Ho affiancato la copertina dell’11 novembre scorso a quella del nuovo numero, da domani nelle edicole di mezzo mondo. In 3 mesi esatti siamo passati da …

L’uomo che sta dietro l’economia più pericolosa del mondo

… a …

Può quest’uomo salvare l’Europa?

settembre 26, 2010

Voglio diventare Anglicano.

«Non c’è nessun problema se una persona omosessuale diventa vescovo». Ma scontenta tutti pretendendo che mantengano il celibato, a differenza dei loro colleghi eterosessuali.

L’Arcivescovo di Canterbury, la massima autorità religiosa del Regno Unito e il capo della religione cristiana anglicana, ha detto in un’intervista al Times di non avere obiezioni all’ordinazione di vescovi apertamente omosessuali, a patto che sia rispettato il celibato. Secondo il Guardian, che come tutti i media britannici le ha dato ampio spazio, la dichiarazione di Rowan Williams susciterà reazioni e polemiche sia da parte dei fedeli conservatori che da quelli più progressisti, che non possono notare la differenza di trattamento con il clero eterosessuale a cui la Chiesa Anglicana non impone il celibato.

Messa in parole semplici, non c’è nessun problema se una persona omosessuale diventa vescovo. La questione è che ci sono delle regole storiche e tradizionali che ci si aspetta siano seguite. Quindi la vita privata del clero pone sempre una questione.

settembre 1, 2010

Franzen: “Scrittore socialista negli Stati Uniti d’America” –

Franzen: "Scrittore socialista negli Stati Uniti d'America" A cominciare dal titolo Freedom, l’aspetto più interessante ed entusiasmante del nuovo romanzo di Jonathan Franzen è la smisurata, incontenibile ambizione (il libro uscirà da Einaudi alla fine del prossimo febbraio e s’intitolerà Libertà, traduzione di Silvia Pareschi). Come annunciò in un saggio ormai celebre, scritto per spiegare le motivazioni delle Correzioni, lo scrittore ha intenzione di ridefinire radicalmente la narrativa americana. E ha il coraggio di proporre con impeto rivoluzionario il ritorno ad un’impostazione classica. Lo sguardo ironico e cupo, l’ambientazione del midwest, e la scelta di raccontare una famiglia caratterizzata da personaggi fragili e depressi ripercorrono gli stessi itinerari del libro che gli ha dato la fama, ma abbondano riferimenti inediti e sorprendenti: le saghe squisitamente americane di Updike, il senso di virile spaesamento degli eroi di DeLillo, il legame inesorabile tra vicende insignificanti ed un senso dell’esistente che rimane sempre grandioso come in Pynchon. E addirittura Guerra e Pace, citato esplicitamente, dal quale Franzen rimodella a modo suo un triangolo amoroso simile a quello tra Natasha, Pierre e il principe Andrej. Il tutto dominato da un senso doloroso dell’assurdo, che ricorda l’approccio esistenziale di David Foster Wallace, di cui Franzen è stato intimo amico e rivale.

Sono tutti elementi che hanno fatto di Freedom il caso letterario del decennio: Time ha dedicato la copertina( privilegio riservato in passato solo a Joyce, Nabokov, Updike, Salinger e Toni Morrison) con il titolo “Great American Novelist”; il New York Magazine ha parlato dell'”opera di un genio”, e il New York Times Book Review lo ha definito “un capolavoro”. Persino la temutissima Michiko Kakutani lo ha definito “indimenticabile”, e Obama lo ha indicato come propria lettura estiva. L’unica eccezione autorevole è rappresentata da Harold Bloom, che ha parlato di un autore sopravvalutato dalla critica. “(Repubblica.it)

aprile 11, 2010

Il Times riporta che gli arrestati di Emergency avrebbero confessato.

“Tutti e nove le persone arrestate hanno confessato,” il portavoce del governatore, Daoud Ahmadi, ha detto. “Sono stati accusati di legami con al-Qaeda e terroristi. Durante il raid abbiamo trovato esplosivi, comprese le bombe a mano, giubbotti suicidi e alcune armi, nascoste in scatole di medicine.

“Questi esplosivi sono stati contrabbandati in Helmand nascosti fra  forniture mediche. Essi hanno ammesso il loro crimine. Hanno confessato. Hanno detto che c’era un piano per compiere attacchi suicidi contro bazar affollati e volevano uccidere il governatore. ” Il nostro governo con una dichiarazione raccapricciante invece di assumere le difese dei medici arrestati si lancia in una dichiarazione dai forti contenuti diffamatori accusando Strada ed Emergency di fare troppa politica.

Quaderni Socialisti è solidale con Gino Strada e con i medici arrestati.

novembre 5, 2009

……e io pago!

soldati italaini in afghanistanDue giorni dopo la rivelazione del Times che le autorità italiane avrebbero pagato le tangenti, un importante funzionario americano ha confermato che “la questione [dei pagamenti] è stata sollevata con gli italiani”.

Il funzionario non avrebbe né confermato né negato che le rimostranze nei confronti del governo di Silvio Berlusconi sarebbero avvenute nella forma di una protesta diplomatica, ma alcuni funzionari della Nato hanno dichiarato al  Times che una lamentela di questa natura è stata fatta dagli americani a Roma lo scorso anno.

Il pagamento della tangenti italiane nell’agosto del 2008 dopo la morte di dieci soldati francesi per mano di un ampio contingente talebano a Sarobi, a est di Kabul. Le forzi francesi erano subentrate a quelle italiane, ma non erano al corrente dei pagamenti segreti degli italiani ai comandanti locali per fermare gli attacchi alle loro forze e hanno dunque sottovalutato il livello di rischio.

Il giorno dopo la denuncia del Times, un comandante talebano e due importanti funzionari afgani hanno anche detto che le forze italiane hanno preso accordi per evitare attacchi alle loro truppe.

Bruce Riedel, che quest’anno ha guidato il ripensamento della politica sull’Afghanistan da parte del presidente Obama e non è più all’interno dell’Amministrazione, ha dichiarato al Times di aver sentito accuse circa i pagamenti italiani nell’ultima settimana di settembre durante un viaggio a Parigi. Un uomo d’affari in stretti rapporti con il governo francese gli avrebbe detto che gli italiani stavano pagando i talebani “ma hanno dimenticato di avvertirci [i francesi]”, ha dichiarato Riedel.

Roma ha respinto la denuncia con irritazione. “Il governo Berlusconi non ha mai autorizzato né ha permesso alcuna forma di pagamento nei confronti di membri degli insorti talebani,” afferma una nota dell’ufficio del primo ministro italiano.

Ignazio La Russa, il ministro della Difesa italiano, ha insistito che le accuse sono assolutamente “spazzatura”. L’opposizione francese, in ogni caso, ha chiesto con urgenza una spiegazione al Parlamento, descrivendo i dettagli come “molto seri”.

Ieri Hervé Morin, il ministro della Difesa francese, ha dichiarato che l’idea che un esercito possa pagare gli insorti talebani per non attaccarli violerebbe la dottrina militare consolidata. Ha aggiunto: “Non ho motivo di mettere in dubbio le parole del governo italiano.”

im Reid su The Times, 17/10/2009