Posts tagged ‘The Guardian’

aprile 3, 2020

La crisi del #Covid19 è l’occasione per ripensare il capitalismo

coronavirus-gov.jpg

di Mariana Mazzucato

da The Guardian (trad. Keynesblog.com)
Viviamo una crisi di portata mondiale. La pandemia di Covid-19 si sta rapidamente diffondendo in tutti i paesi, con una scala e una gravità che non si vedono dalla devastante influenza spagnola del 1918. A meno che non venga intrapresa un’azione coordinata globale per contenerla, il contagio diventerà presto anche economico e finanziario.
L’entità della crisi richiede ai governi di intervenire. E così è. Gli stati stanno iniettando stimoli nell’economia mentre cercano disperatamente di rallentare la diffusione della malattia, proteggere le popolazioni vulnerabili e contribuire a creare nuove terapie e vaccini. Le dimensioni e l’intensità di questi interventi ricordano un conflitto militare: questa è una guerra contro la diffusione del virus e il collasso economico.
Eppure c’è un problema. L’intervento necessario richiede una struttura molto diversa da quella scelta dai governi. Dagli anni ’80, ai governi è stato detto di fare un passo indietro e lasciare che fossero le imprese a orientare la creazione di ricchezza, intervenendo solo allo scopo di risolvere i problemi quando si presentano. Il risultato è che i governi non sono sempre adeguatamente preparati e attrezzati per affrontare crisi come Covid-19 o l’emergenza climatica. Partendo dal presupposto che i governi devono attendere fino al verificarsi di un enorme shock sistemico prima di decidere di agire, tutto ciò che è stato approntato strada facendo si rivela insufficiente.

Continua a leggere »

maggio 22, 2013

Pesca, la strage dei mari: l’Europa non è autosufficiente.

I mari del mondo sono sempre più spopolati e gli effetti della pesca non controllata degli ultimi 100 anni sono sempre più devastanti per le popolazioni ittiche.

Pesca, la strage dei mari: l'Europa non è autosufficiente

L’Italia ha intaccato le sue riserve di pesce già a metà aprile, dal 18 maggio è invece la Francia ad “attingere” in eccedenza dai propri mari. Lo spopolamento dei mari sembra ormai essere un trend senza via di ritorno: in Europa solo Irlanda, Estonia ed Olanda possono dichiararsi quasi autosufficienti in fatto di pesca.

Un paradosso, per un continente che ha tratto dal mare le forze necessarie, lungo tutta la sua storia, ad espandersi su tutto il mondo: un declino, quello della popolazione ittica, che conta innumerevoli risvolti negativi, primo su tutti la vivibilità delle acque e il mantenimento degli ecosistemi marittimi.

Per rendersi conto della velocità con cui i nostri mari si vanno spopolando basta prendere il trend statistico relativo alla francia: nel 1990 il Fish Depandance Day era stato il 6 settembre, nel 2011 il 13 giugno e nel 2012 il 21 maggio.

Un trend che il quotidiano britannico The Guardian ha fotografato in questa infografica decisamente accattivante: dal 1910 si è perso il 78% dei pesci predatori di grossa taglia, mentre sono aumentati del 133% i pesci di piccola taglia, non predatori, che altra attività non fanno che riprodursi.

Di questo passo, è evidente la portata del problema: secondo la New Economics Foundation (Nef), una fondazione indipendente con sede a Londra, se smettessimo adesso di pescare in modo indiscriminato ben 43 specie di pesci si salverebbero nei prossimi 5 anni.

marzo 1, 2013

..e all’estero si fanno tante risate.

Da New York a Berlino, da Amsterdam a Londra, dal National Post al Times, ecco come i vignettisti di tutto il mondo hanno preso l’ottimo risultato elettorale del Cavaliere. Sempre per quella storia dell’autorevolezza.

(anche sul sito dell’Espresso)

The Times, Regno Unito:

Kleine Zeitung, Austria:

 

The Guardian, Regno Unito: