Posts tagged ‘the dark side of the moon’

luglio 14, 2013

Syd Barret , The Madcap Laughs.

Roger Keith “Syd” Barrett (Cambridge, 6 gennaio 1946Cambridge, 7 luglio 2006) è stato un cantautore, chitarrista, compositore e pittore britannico, fondatore dei Pink Floyd e primo leader dal 1965 al 1968, quando lasciò il gruppo. Prima di ritirarsi a vita privata incise due album da solista, The Madcap Laughs e Barrett, pubblicati nel 1970.[1] La sua vicenda influenzò parte della successiva produzione del gruppo, in particolare album come The Dark Side of the Moon, Wish You Were Here e The Wall. A lui è dedicato il brano Shine On You Crazy Diamond.

 

Maggio 12, 2010

Buonanotte compagni.

Stasera parliamo dei Genesis. Chi non ha sentito un brano di Selling in England by the pound? Siamo nel 1973 e Peter Gabriel, Tony Banks, Micke Rithefort incontrano Phill collins e Steve Hacketted esce questo album che perfetto è dir poco.  Non a caso il primo paese dove i Genesis finiscono primi in classifica e l’Italia. Paese di grandi intenditori anche se patria delle canzonette. E’ un grido di dolore dell’uomo moderno che raggiunge una perfetta sintesi mai eguagliata. La tecnologia al servizio della poesia assoluta.

Maggio 7, 2010

Buonanotte compagni.

The dark side of the moon è un album che segna la storia della musica rock. Come tanti altri, qualcuno dirà. E’ vero! La musica rock va avanti per scoperte epocali, per scossoni forti.  Non è un divenire piano, ma tutto e il contrario di tutto. Allora ben vengano i Beatlees i Rollig Stones e tanti altri, sempre più avanti sempre verso nuove frontiere. Senza la musica non si può vivere e se naufragassimo in un’isola deserta la musica è quello che dopo un pò mancherebbe di più.La musica segna con tappe inconfondibili la nostra vita. La musica parla di noi, delle nostre gioe, delle nostre paure, dei nostri sogni e dei nostri desideri. Nei nostri tempi la musica anche grazie ad internet è senza barriere, ascoltabile all’infinito. Ditemi quale canzone avreste voluto sentire e non avete scovato da qualche parte. Solo il mio amico Antonio cerca un brano che non sono riuscito a trovare. Forse, però, non ricorda bene il titolo. Oggi grazie a internet siamo tutti musicisti. Anche io, con questa improvvisata storia del rock, che  serve a ripercorrere le strade della mia giovinezza.La musica è bella trasparente, inafferrabile fisicamente inesistente eppur sempre presente. tutto questo grazie a chi come i Pink Floyd ha percorso strade nuove per indicarci il cammino. In un epoca in cui tutto è a pagamento, anche l’acqua, la musica è diventato patrimonio universale libero, ed è una grande rivoluzione.

marzo 31, 2010

Questo è il nuovo.

Alla sinistra servono nuove visioni: consiglio di ascoltare i  Pink Floyd   (Great gig in the sky)
The Dark Side of the Moon è la colonna Sonora della mia adolescenza!
Non ero hippie, ma amavo riflettere sugli stati d’animo, esplorare stati della coscienza alternativi, andare lontano con la mente e poi ritornare. Si poteva viaggiare con la musica anche senza LSD!
Bastava ascoltare l’Album dei Pink Floyd  dall’inizio alla fine e la stanza non aveva più confini; si entrava in un caleidoscopio di musica sublime, di sensazioni meravigliose che aprivano la mente facendola spaziare in un universo senza tempo e confini.
Questo viaggio meraviglioso si ripete ancora oggi e diventa anche l’occasione per riflettere sulla condizione umana perché, oltre alle voci ed ai suoni, anche i testi dell’album si concentrano sulle paure e sui problemi della vita quotidiana: la nascita e la morte, l’invecchiamento ed il tempo che passa (Time), l’avidità ed il consumismo (Money), il conflitto con gli altri determinato dal non voler mai mettersi in discussione (Us and them).
Nell’invitarvi ad ascoltare tutto l’album, vi propongo the Great gig in the sky che è divenuta celebre in tutto il mondo per il lungo assolo vocale eseguito da Clare Torry. Il brano è la naturale prosecuzione di Time: gli uomini si rendono conto di aver sprecato troppo tempo nella propria vita e inevitabilmente restano spaventati all’idea che dovranno morire, spesso senza aver avuto il tempo di realizzare tutti i progetti pensati. ” Perché dovrei averne paura della morte?” La risposta a questa domanda è filosofica: la paura della morte è insensata « … non ho paura di morire! In qualsiasi momento accadrà… non mi interessa. Non c’è una ragione… devi andartene prima o poi ».(già c’è, ma non gli dite niente.)