Posts tagged ‘termovalorizzatore di acerra’

novembre 2, 2010

Napoli, sale la marea della spazzatura la Protezione civile lascia la città.

Stavolta il miracolo sembra avvenuto al contrario. Con una marea montante di immondizia su marciapiedi e portoni, la moltiplicazione dei fronti di rivolta e dei conflitti istituzionali. “Tre giorni ancora e Napoli sarà pulita”, aveva assicurato il premier Berlusconi giovedì, giorno del ritorno sulla scena dei rifiuti, nel termovalorizzatore di Acerra. Scaduto ampiamente il termine, la situazione precipita a Napoli e appare gravissima in provincia. Ma la Protezione civile saluta e se ne va.
Seimila tonnellate restano complessivamente in strada, mentre continuano gli scontri e i disordini. Dinanzi all’impianto di Taverna del Re, temporaneamente riaperto a Giugliano, si contano quattro feriti: un carabiniere contuso negli scontri, due autisti di compattatori picchiati dalla folla e, il più grave, un ragioniere di 38 anni a cui un poliziotto ha spaccato il setto nasale. È da questo inferno, con i cittadini tornati ovunque sul piede di guerra, che si dilegua con mossa fulminea lo staff del sottosegretario Guido Bertolaso.
Il capo della Protezione civile, spiega in una nota che essendo ormai “esaurito il suo compito” nella definizione della sola questione Terzigno (con la firma dei 18 sindaci dell’area), è tempo di andare. Certo, dopo aver passato nel pomeriggio, nella Prefettura di Napoli, “tutte le iniziative tecniche e operative utili” affinché gli enti locali competenti operino “nelle migliori condizioni”. Tocca dunque a Regione, Provincia e Comune di Napoli, arrivederci. Risultato: qualche istante dopo l’annuncio, in serata, ecco l’Sos drammatico del vertice della Provincia di Napoli. “Cava Sari, a Terzigno, almeno quella, deve riaprire. Ogni giorno è buono, così non possiamo farcela”, ammonisce il presidente Pdl Luigi Cesaro sull’orlo di una crisi di nervi(Repubblica.it).

ottobre 29, 2010

Prima di Annozero 28 10 2010 Il miracolo no! 1/13

settembre 20, 2010

Flash mob: scende in piazza la Napoli che vuole respirare

Gli striscioni testimoniano provenienze e tematiche diverse. Quello del Wwf recita “Difendi la natura, difendi il tuo futuro”, quello di Assocampania Felix di Giugliano “Riciclare è meglio che bruciare”. A mezzogiorno davanti a Palazzo San Giacomo i duecento e più chiamati a raccolta dall´associazione “Napolipuntoacapo” hanno messo in scena un´azione di “flash mob”: si sono stesi a terra fingendosi morti per l´aria che si respira a Napoli. Mentre la città mostra per l´ennesima volta la sua faccia meno “ecologica” con le strade invase da rifiuti non differenziati, l´associazione “Napolipuntoacapo” ha organizzato l´happening per “un respiro civico profondo”. Invece di disperdersi, però, sono rimasti al banchetto con gli striscioni, per rispondere alle domande dei passanti. Hanno aderito Cisl, Croce Rossa, Onde civiche e alcune associazioni ambientaliste. Il sit in era per chiedere più verde, prolungamento di orari per metrò e funicolari, asfalti ecologici, auto blu cambiate in mezzi elettrici. Ma anche un consiglio comunale “dedicato” alla qualità dell´aria, numero verde “sos roghi tossici” e pronto intervento delle forze dell´ordine e un´analoga politica a salvaguardia dell´ambiente anche nel porto e in materia di termovalorizzatori.(la voce dell’emergenza)

settembre 19, 2010

A Napoli torna l’emergenza rifiuti.

Appuntamento a lunedì: la fine dei lavori in corso alla discarica di Chiaiano consentirà di turare l´ennesima falla apertasi nella diga dei rifiuti negli ultimi giorni. Questa almeno la versione del Comune, smentita però clamorasamente dal generale Mario Morelli, responsabile della unità operativa lasciata a Napoli da Bertolaso, che scarica invece le colpe su Asìa. Intanto si è saputo che a fine agosto una busta con due proiettili e una lettera di minacce ha raggiunto il professor Giovanni Perillo, direttore tecnico delle due società provinciali di Napoli e di Caserta che devono gestire il ciclo integrato e i lavoratori del disciolto Consorzio unico di bacino, per i quali si prevedono circa 400 esuberi da trattare con cassa integrazione.
È caos nel mondo dei rifiuti. La città si è svegliata ieri con spazzatura ovunque: piazza Municipio e piazza Plebiscito, via Chiatamone e Santa Lucia, Vomero, Colli Aminei. Nel centro storico un asilo nido, il “Pasquale Scura”, è rimasto bloccato: l´ingresso principale è già ostruito da sei mesi da una palma pericolante che attende di essere abbattuta, ieri anche l´ingresso laterale è diventato off-limits causa spazzatura. Bambini e genitori hanno dovuto fare dietrofront. Il quantitativo non rimosso era stimato intorno alle 200 tonnellate. Le cause, secondo l´assessore Paolo Giacomelli, erano negli impianti: lavori a Chiaiano; il termovalorizzatore di Acerra che per altri due mesi circa avrà una sola delle tre linee in funzione; gli Stir, che ovviamente stentano a far uscire il loro lavorato per far posto a altri rifiuti. Giacomelli garantiva: «Faremo ogni sforzo per cercare di recuperare la situazione» e l´amministratore delegato di Asìa, Daniele Fortini, riferiva che per lunedì Chiaiano sarà di nuovo a pieno regime e «i flussi torneranno normali».