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luglio 2, 2011

Elezioni regionali Piemonte 2010: si va verso l’annullamento delle elezioni.

L’esito sembra scontato: in qualche momento, tra il 2012 e il 2013 (o molto prima: l’autunno prossimo in caso di decisione favorevole della Consulta), il giudice amministrativo avrà tutti gli elementi per decidere sull’ammissione della lista di Michele Giovine alle elezioni regionali piemontesi. Se le firme sono false, la lista dovrà essere esclusa. Con la sua esclusione, Roberto Cota verrà quasi certamente privato dei 27.000 voti ricevuti mediante la lista (il TAR Piemonte ha già deciso in questo senso riguardo alla lista Scanderebech e il Consiglio di Stato non ha cassato la decisione sul punto). Senza quei 27.000 voti, la vittoria sarebbe andata a Mercedes Bresso ed alla coalizione di centrosinistra: sarà quindi inevitabile annullare il voto e ripetere le elezioni.

ottobre 15, 2010

Si mette male per Cota.

In Piemonte la Lega è preoccupata:il riconteggio del Tar vede in vantaggio Bresso

“Si mette male”, ha detto Umberto Bossi. Nella regione guidata da Cota del Carroccio potrebbe prospettarsi la necessità di rifare le regionali.Se Umberto Bossi dice che “in Piemonte si mette male” ha le sue buone ragioni, anche perché il bello, dal punto di vista di chi ha perso le elezioni regionali di Marzo, deve ancora venire. C’è il rischio, per il presidente leghista Roberto Cota, di vedersi scavalcare da Mercedes Bresso. Tutto sarebbe da rifare. Di questo Bossi è preoccupato.

A maggio, il presidente uscente della Regione, con una sparuta compagine di ricorrenti (tra cui l’Udc, ma non il Pd), denuncia al Tar del Piemonte irregolarità nella presentazione di alcune liste a sostegno di Roberto Cota, che a marzo aveva vinto le regionali con uno scarto minimo di poco più di novemila voti.

Da allora si sono susseguite numerose udienze tra il Tar a Torino e il Consiglio di Stato a Roma. Il 15 luglio scorso i giudici amministrativi torinesi hanno comunque accolto due ricorsi della Bresso contro altrettante liste a sostegno del centrodestra. Si tratta di “Al Centro con Scanderebech” (già ribelle dell’Udc, espulso dal partito, planato a Montecitorio in sostituzione di Michele Vietti eletto vicepresidente del Csm, passato al Pdl ma rientrato proprio da pochi giorni nei ranghi di Casini) e “Consumatori per Cota”. Queste due liste, secondo la decisione del Tar confermata dal Consiglio di Stato, si sono presentate alle elezioni senza averne titolo, poiché – sfruttando una norma della legge regionale – hanno omesso di raccogliere le firme necessarie dichiarando il collegamento con una lista già esistente in Consiglio regionale. Peccato che Deodato Scanderebech (autentico “ras” torinese delle preferenze) avesse dichiarato il collegamento con L’Udc (che sosteneva Bresso) dopo esserne stato espulso.

Situazione analoga per la microlista “Consumatori”. In totale fanno 14 mila voti (12 mila e passa per Deodato) di cui il Tar ha ordinato il riconteggio. Bisogna verificare se gli elettori hanno dato la loro preferenza solo alla lista annullata o anche al presidente Cota (nel qual caso il voto è valido).