Posts tagged ‘stress’

luglio 21, 2011

Cardiomiopatia da stress: registrata incidenza consistente e subdola, superando ogni aspettativa.

da : subdola e più diffusa del previsto
La risonanza magnetica mostra una sofferenza cardiaca anche in assenza di precedenti fattori di chiaramente identificabili.

La da , una forma di scompenso cardiaco indotta da eventi stressanti, sembra avere caratteristiche cliniche ben più ampie di quanto riportato finora, e pare coinvolgere soggetti giovani e adulti senza un fattore scatenante identificabile. È questo il risultato apparso sull’ultimo numero della rivista JAMA a firma di Ingo Eitel e colleghi dell’Università di Lipsia, in Germania.

La da (CS) colpisce in primo luogo le donne in postmenopausa ed è caratterizzata da un’acuta, profonda ma reversibile del sinistro in assenza di una significativa .

Eitel e colleghi hanno condotto un nuovo studio per definire in modo esaustivo lo spettro clinico della CS per esaminare l’utilità di un insieme di criteri basati sulla risonanza magnetica funzionale che potrebbero consentire ad aiutare nelle decisioni diagnostiche nei casi di sospetta CS.

febbraio 10, 2011

Sport, il parco batte la palestra.

Aiuta a combattere l’ansia, dona energia e buonumore. Lo sport è un toccasana ma, per ottenere il massimo del risultato da una sessione di esercizi è meglio allenarsi all’aria aperta che in palestra. La conferma sugli indiscussi benefici dell’attività fisica arriva da ricerca inglese pubblicata su Environmental Science and Technology’. Con un po’ di movimento si scarica la tensione muscolare, che dà una sensazione di malessere al soggetto, e si stimola la produzione di endorfine, i cosiddetti ormoni della felicità, che promuovono una sensazione di benessere per il corpo e per la mente. Ma, dopo aver analizzato e incrociato i dati di undici studi sull’argomento, gli esperti non hanno dubbi e aggiungono: le persone che preferiscono il parco al tapis roulant possono beneficiare maggiormente degli indiscussi effetti positivi del movimento. (repubblica.it)

ottobre 23, 2010

Il buon cibo per vincere stanchezza, insonnia e stress: castagne, pere e pistacchi

A ottobre la natura ci mette a disposizione frutti ricchi di sostanze benefiche che vincono stress, stanchezza e insonnia, migliorando la memoria, capacità di concentrazione e lucidità mentale.

Con i dolci giusti produci serotonina
Basta un semplice dolcetto, come la mousse di castagne oppure una banana o una fetta di ananas, per stimolare direttamente la produzione di serotonina, che può essere convertita dall’ organismo in melatonina, importantissima nella regolazione del ciclo sonno- veglia.

Non avete in casa nessuna di queste delizie? In questo caso, il classico latte caldo con due cucchiaini di miele raggiungerà lo stesso obiettivo. Il latte, oltre al triptofano, contiene anche altre sostante calmanti (morfino-simili), capaci di attenuare nervosismo ed eccitazione, mentre il miele rafforza l’ azione della bevande, Ma può andar bene anche un cubetto di cioccolato fondente alle mandorle, ideale in caso di risveglio notturno.

La pasta al peperoncino è un buon rimedio antinsonnia
Sette pistacchi al giorno e dormi bene, ricchi di tritofano, i pistacchi sono utili per rasserenare l’ umore e ridurre l’ ansia, purchè consumati al naturale, senza sale aggiunto. Mangi castagne e l’ ansia se ne va. oppure Una mouse di castagne per un dopocena rilassante.E’ ricca di triptofano che aiuta a ridurre più serotonina rilassante, vitamine B antiansia e zucheri dall’ azione anti stress.
Frullato di pera e latte per contrastare stanchezza e insonnia.
La pera, grazie all’ apporto di fruttosio e di glucosio, può costituire una valida riserva di energia per il nostro corpo, da sfruttare in maniera particolare contro la spossatezza tipica dall’ autunno.

luglio 23, 2010

Un gene responsabile della reazione a catena che dall’ansia porta alla fame sregolata.

Potrebbe essere lo stress della vita moderna a spingerci a mangiare piu’ cibi grassi e zuccherati, facendoci ingrassare. Almeno secondo un gruppo di ricercatori dell’Istituto Weizmann di Israele, dopo aver scoperto il ‘gene dell’ansia’ che, quando ‘acceso’, provoca stress e aumenta la nostra voglia di mangiare dolciumi e cibi grassi. “Abbiamo dimostrato che le azioni di un singolo gene in una sola parte del cervello possono avere effetti profondi sul metabolismo di tutto il corpo”, ha detto Alon Chen, neuroendocrinologo che ha coordinato lo studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences. “In sostanza, lo stress potrebbe farci diventare grassi”, ha sottolineato.“Lo stress influenza sicuramente ogni sistema del corpo”, ha detto Chen. “Non solo provocando ansia, depressione e disturbi da stress post-traumatico, ma influenzando sindromi metaboliche come l’obesita’”, ha aggiunto. Nello studio i ricercatori hanno scoperto che c’e’ un ‘interruttore genetico dello stress’ che sembra portare a diabete e a obesita’. I ricercatori israeliani hano creato un proprio metodo per cambiare l’attivita’ di questo gene nel cervello, provocando il rilascio di una proteina chiamata ‘Ucn3′. Hanno quindi scoperto che l’aumento dei livelli di Ucn3 provoca ansia e cambiamenti nel metabolismo. Con l’aumento dei livelli di Ucn3, gli organismi dei topi (su cui e’ stato condotto lo studio) utilizzano piu’ zuccheri e meno acidi grassi, e crescono i ritmi metabolici, mostrando i primi segni del diabete di tipo 2. Secondo i ricercatori, grazie a questa scoperta, gli scienziati possono lavorare alla realizzazione di farmaci che combattino lo stress e l’ansia, e di conseguenza anche l’obesita’ e le malattie a essa correlate.(liquidarea)

marzo 23, 2010

La solitudine fa male al cuore

solitudineRicercatori dell’University of Chicago, hanno scoperto una relazione tra ipertensione e solitudine.

In un campione di 229 volontari tra i 50 e i 68 anni, gli scienziati americani hanno infatti rintracciato un legame diretto – e indipendente rispetto ad altri fattori di rischio come indice di massa corporea, consumo di alcol e sigarette, storia clinica del paziente – tra l’aumento della pressione nei vasi sanguigni e il senso di depressione e stress dovuto all’isolamento sociale.
I partecipanti al test sono stati monitorati per 5 anni e hanno dimostrato che chi tra gli intervistati sottoscriveva affermazioni quali “Le mie relazioni interpersonali sono superficiali” o “Non mi sento in sintonia con la gente intorno a me” presentava livelli di ipertensione più alti in media di 14,4 punti.(takareblog)