Posts tagged ‘strage di piazza fontana’

dicembre 15, 2012

Anniversario della morte di un Santo Laico.Memento!

Giuseppe Pinelli, Morì il 15 dicembre 1969 precipitando da una finestra della questura di Milano, dove era trattenuto per accertamenti in seguito alla esplosione di una bomba a piazza Fontana, evento noto come Strage di Piazza Fontana.

dicembre 21, 2009

Buonanotte compagni.

Blowin’ in the Wind è il titolo di una famosa canzone di contenuto pacifista scritta da Bob Dylan nel 1962 e pubblicata la prima volta l’anno successivo nell’album The Freewheelin’ Bob Dylan.

Questo brano è da molti considerato il manifesto della generazione dei giovani statunitensi disillusi dalla politica portata avanti negli anni cinquanta e sessanta dal loro paese e sfociata dapprima nella guerra fredda e poi nella guerra del Vietnam.

Quando scrisse questo motivo, Dylan non era ancora quel paladino della controcultura che dopo pochi anni avrebbe rimesso in discussione – con la propria attività artistica di poeta e musicista – antichi pregiudizi e paure nuove; ma già allora – giovane cantastorie proveniente da un piccolo sobborgo minerario del Minnesota – era in grado di mostrarsi cosciente e padrone – in termini di comprensione del senso delle cose – dei nuovi pericoli derivanti dall’era atomica (i temi del fall out erano peraltro già stati illustrati con amara e sofferta poeticità dai cantori della beat generation, in primis Jack Kerouac ed Allen Ginsberg).

Buonanotte alla vedova Pinelli. Tutti si sono ricordati della strage di Piazza Fontana, nessuno dell’anarchico Pinelli.

Buonanotte a Di Pietro è l’unico che ancora crede che Berlusconi è un mascalzone da mandare in galera.

Buonanotte al terrorista mediatico Marco travaglio.

Buonanotte agli homeless di tutta Italia, per loro questa sarà una notte dura.

dicembre 21, 2009

Ricordare la strage di Piazza Fontana

L’attentato in Piazza Fontana, alla Banca dell’Agricoltura, è del 12 dicembre 1969; il triste bilancio sarà di 16 morti e 88 feriti. Le indagini si orientano da subito verso gli ambienti della sinistra, in special modo verso gli anarchici. Numerose persone vengono fermate il giorno stesso. Fra queste c’è Giuseppe Pinelli, che nella notte fra il 15 e il 16 dicembre cade dalla finestra dell’ufficio del commissario Calabresi, e muore poco dopo il ricovero al Fatebenefratelli. Nella stessa notte il Questore Marcello Guida ed il Commissario Calabresi danno la notizia durante una conferenza stampa. Secondo la loro versione Pinelli si è suicidato, in quanto sul suo conto gravavano pesanti indizi. Questa versione comincia presto a fare acqua da tutte le parti. Il 27 dicembre Licia Rognini (moglie di Giuseppe Pinelli) querela il Questore Guida per diffamazione. Ecco un estratto dall’intervista che Licia Pinelli rilasciò a Piero Scaramucci nel 1982 “… io ero sicura al mille per cento che Pino non avesse fatto assolutamente niente di quello di cui lo incolpavano e quindi sono partita prima di tutto querelando il questore Guida per quello che aveva osato dire. Dopo avrei pensato alla morte… Probabilmente ero imbevuta della mia educazione, delle mie letture. Pensavo: prima l’onore, poi il resto…”. Guida sarà assolto nel dicembre del 70. Nel giugno del 71 la vedova Pinelli denuncia Calabresi e tutti gli agenti presenti ai vari interrogatori cui fu sottoposto il marito fra il 12 ed il 15 dicembre 69 per omicidio volontario: il giudice istruttore è Gerardo D’Ambrosio, che manda avvisi di reato a tutti i denunciati. Il 27 ottobre 1975 D’Ambrosio chiude definitivamente la sua inchiesta. Le sue ricerche chiudono con poche certezze; esclude categoricamente che Pinelli si sia suicidato.   

Riposa in pace compagno!

dicembre 13, 2009

Un consiglio al Sindaco di Milano: resta a casa!

Tutto bene a Milano, fino a quando non hanno preso la parola loro: Moratti e Formigoni.
Finalmente la gente comincia a capire come stanno le cose. I catto-fascistoidi iniziano a non avere più vita facile.

ottobre 19, 2009

Una vera canagliata

Nel blog di Bobo Craxi, è comparso un post che paragona l’annunciato stato di agitazione dell’associazione Nazionale Magistrati con il comunicato dei nuclei Comunisti combattenti che contengono minacce contro Berlusconi, Fini e Bossi. Il pezzo dimostra ancora una volta se ce ne fosse stato bisogno da che parte sta o è meglio dire da che parte è sempre stato Bobo Craxi e il neo partito che si è precipitato a fondare non appena si è palesata l’ipotesi di un partito della sinistra.
Accostare la magistratura ai terroristi è una operazione scorretta e pericolosa. La magistratura è un potere dello Sato che nella lotta al terrorismo di ogni colore politico ed alla criminalità organizzata ha dato tutto il suo impegno e molti sono i magistrati che sono caduti nell’adempimento del loro dovere. I magistrati da sempre difendono lo Stato di diritto che la destra populistica- plebiscitaria di Berlusconi e Bossi, non perde occasione di calpestare. Questo stato di diritto si fonda sulla divisione dei poteri, mentre l’attuale governo da una parte esautora il Parlamento sovrano e dall’altra minaccia la magistratura, raccogliendo tutto il potere attorno all’esecutivo.
Il terrorismo invece è un movimento che fa della tensione e dell’eversione la regola del proprio agire. Dalla strage di Piazza Fontana ad oggi essi sono comparsi, stano a dirsi, sempre quando la sinistra tentava di organizzare una resistenza politica all’interno delle regole democratiche.
Delegittimare la magistratura è diventato uno sport molto praticato, negli ultimi tempi, ma non è uno sport che ci trova consenzienti. I socialisti sanno bene cosa è la magistratura e cosa sono i terroristi e non ci faremo incantare dalle sirene del figlio di un signore che invece di sedersi sullo scranno degli imputati ha preferito fuggire all’estero.
Beppe Sarno