Posts tagged ‘stati Uniti’

giugno 9, 2013

CYBERSICUREZZA: SCANDALO PRISM IN USA, MA L’ITALIA FA ANCHE PEGGIO.


Dunque, secondo quanto riferiscono notizie di stampa, il “Grande fratello” americano spiava il mondo intero. E’ quanto sta emergendo dallo scandalo che ha preso avvio dalle intercettazioni telefoniche dei clienti di Verizon e si è esteso al web.

“Prism“, il programma messo a punto dall’intelligence americana nato dalle ceneri delVisualizza altro

maggio 30, 2013

Deficit pubblico eccessivo? No, è troppo basso.

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Normalmente, a causa dei riequilibratori automatici, deficit e disoccupazione presentano un andamento molto simile. Ma dalla seconda metà del 2010 in Europa è successo qualcosa di totalmente differente. 

di Andrea Terzi* per Keynes blog
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maggio 14, 2013

Sono esseri umani, non spazzatura.

marzo 30, 2013

Salari minimi, cosa ne pensano gli economisti?

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Nel modello neoclassico il salario minimo sopra il punto di equilibrio tra domanda e offerta di lavoro provocherebbe disoccupazione

Il blog della Chicago Booth (sì proprio quella dove insegna Luigi Zingales) ha domandato ad un panel di economisti delle maggiori università statunitensi cosa pensassero dell’aumento a 9$/ora del salario minimo federale, proposto da Obama, che sta facendo discutere da mesi gli Americani. I risultati sono sorprendenti solo per chi crede ingenuamente che l’economia sia una scienza esatta: la professione economica non sa decidere che effetto questa misura potrebbe avere sull’occupazione.

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marzo 16, 2013

La grande separazione tra finanza ed economia reale.

bolla-finanziaria-280Kemal Derviş, già ministro dell’Economia della Turchia e Amministratore del programma UNDP delle Nazioni Unite, punta il dito sul ritorno del bel tempo nelle borse di tutto il mondo, che hanno superato i livelli pre-crisi. Nel frattempo però, l’economia reale continua a languire: l’Europa è in recessione e negli USA il recupero è estremamente lento, mentre il salario reale dei lavoratori americani è crollato significativamente e non sembra voler risalire. Sembrano le condizioni ideali per una nuova bolla finanziaria globale.

di Kemal Derviş, da Project Syndicate

Dalla seconda metà del 2012, i mercati finanziari hanno registrato un forte recupero in ogni parte del mondo. Negli Stati Uniti, la media industriale del Dow Jones ha raggiunto un massimo storico all’inizio di marzo, con un incremento di quasi il 9% rispetto allo scorso mese di settembre. In Europa, i “cannoni d’agosto” del presidente della Bce Mario Draghi si sono rivelati molto efficaci. Draghi, infatti, è riuscito a far dimenticare lo scivolone dell’euro promettendo un acquisto di bond dei governi membri potenzialmente illimitato. Tra il 1° settembre e il 22 febbraio, l’indice FTSEurofirst è salito di quasi il 7%. Anche in Asia, sempre da settembre, i mercati finanziari hanno segnato un rialzo, quello giapponese in particolare.

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febbraio 9, 2013

L’Europa antifederale.

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di Francesco Saraceno (*)

La telenovela europea si è arricchita di due nuovi episodi nel corso degli ultimi mesi. Il primo è l’accordo sull’unione bancaria. Il secondo è l’accordo sul bilancio dell’UE per il periodo 2014-2020. Cosa lega questi due episodi?

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dicembre 18, 2012

Perché l’Europa è in crisi e gli Stati Uniti sono in ripresa?

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Paolo Mesasse, in un articolo per Economonitor (qui il Italiano su Linkiesta) analizza alcuni grafici molto interessanti sulle differenze tra Stati Uniti ed Europa. Li presentiamo e commentiamo in modo un po’ diverso rispetto a quello dell’autore dell’articolo.

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novembre 20, 2012

Più Europa? L’UE taglia il suo bilancio, è gara di austerità tra Bruxelles e stati membri.

La vicenda del bilancio dell’Unione Europea dimostra che la retorica del “più Europa” non basterà a salvare l’UE dalla recessione, né assicurerà la tenuta dell’Euro. Forse è tempo che i decisori politici, o coloro che si candidano a diventarlo, passino al conflitto aperto, se davvero ritengono che l’Unione e l’Euro possano e debbano essere salvati.

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agosto 21, 2012

Assange libero!

SECURED LEAKS

Pitch SECURED LEAKS

 

Sweden pursues the protection of secure relationships

luglio 21, 2012

Nemo propheta in patria.

Robert Skidelsky

Vi sono circostanze politiche ed istituzionali che possono determinare il segno e la durata delle politiche economiche, più di qualsiasi altro fattore. E’ questo il messaggio che Robert Skidelsky, noto biografo di Keynes, trasmette dalla testata progressista “The New Republic”, tracciando un profilo comparato di quanto avvenuto negli Stati Uniti e nel Regno Unito in materia di politiche di intervento di stampo keynesiano, a partire dal periodo dell’attuale crisi e guardando a ritroso fino al periodo immediatamente successivo al secondo dopoguerra. Continua a leggere »