Posts tagged ‘spending rewiew’

settembre 10, 2013

L’austerità sta piantando i semi della prossima crisi.

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Le politiche di austerità hanno peggiorato la competitività dei paesi periferici dell’Eurozona. Se ci sarà la ripresa, gli squilibri futuri delle bilance dei pagamenti potrebbero quindi essere più profondi di quelli alla base della crisi dei debiti sovrani.

di Francesco Saraceno – OFCE – SciencesPo Parigi e Luiss Scuola di Economia politica europea, Roma

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Mag 30, 2013

L’austerità? Condannata.


Matteo Mascia – I magistrati della Corte dei Conti hanno condannato l’austerità e la politica dei tagli lineari alle spesa pubblica.
Le scelte politiche degli ultimi cinque anni sono state responsabili di difficoltà che avrebbero potuto essere evitate con una strategia differente. I giudici hanno accusato Governi e Parlamento numeri alla mano, così come si dovrebbe fare neVisualizza altro

gennaio 20, 2013

Spesa pubblica: nessun taglio da Monti. Anzi è cresciuta di 32,6 miliardi

”Nessun taglio tangibile al bilancio statale. La spesa dello Stato nei primi 11 mesi del 2012, e’ aumentata di ben 32,6 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente con una crescita dell’8,7%”. E’ quanto si legge in una nota di Unimpresa, il cui presidente, Paolo Longobardi, sottolinea ”la sensazione che i sacrifici siano stati imposti a imprese e famiglie mentre la preannunciata dieta per il bilancio pubblico non si e’ vista”. Nello stesso arco temporale, le entrate dello Stato sono cresciute di 17,5 miliardi, in salita del 4,9%. Sono questi i principali risultati di un’analisi condotta dal Centro studi Unimpresa, sugli effetti della spending review varata nel 2012 dal Governo tecnico. Tra gennaio e novembre dello scorso anno, i pagamenti dello Stato – vale a dire spese correnti e spese in conto capitale, voci in cui non sono ricomprese le uscite degli enti territoriali (comuni, province, regioni) ne’ quelle per interessi sul servizio del debito – hanno toccato quota 406,3 miliardi di euro; nei primi 11 mesi del 2011 l’asticella si era fermata a 373 miliardi. Quanto al gettito, il bilancio statale ha registrato nel periodo entrate complessive per 373,2 miliardi; tra gennaio e novembre del 2011 gli incassi di bilancio erano stati pari a 355,7 miliardi. il prossimo Governo deve voltare pagina e cambiare linea: l’austerity sta massacrando l’economia italiana e se andiamo avanti cosi’ usciremo difficilmente dalla recessione”.

dicembre 2, 2012

Sanità. Una agenda malthusiana per il governo Monti.

Stefano Porcari – L’agenda Monti punta a destrutturare dolorosamente il sistema sanitario pubblico, anche a costo di fare male ai soggetti privati che fino ad oggi lo hanno affiancato ar…Visualizza altro

Mag 5, 2012

Spending rewiew: i conti (loro) tornano.

Tempo di Spending Review, ossia revisione delle spese del Governo.

E per l’incarico, Mario Monti ha designato Enrico Bondi , esperto (così si legge) in risanamento di grandi imprese, dalla Montedison alla Parmalat.

Ma, accanto alle notizie riguardo ai tempi stretti con i quali il nuovo commissario straordinario dovrà agire  (entro 15 giorni dalla nomina, prevista la presentazione di un cronoprogramma alla presidenza del Consiglio), ecco spuntare la “macchia” che in queste ore sta facendo il giro del web:

Monti assume Bondi che aveva assunto suo figlio (in Parmalat).
Leggiamo da Dagospia:

Padri e figli, tecnici e consulenti, spending review e i soliti incroci delle famiglie che contano (i miliardi di euro): nemmeno il tempo di sedersi sulla nuova poltrona di commissario per i tagli agli acquisti di beni e servizi nella Pubblica amministrazione ed ecco che arriva il primo spiffero maligno su Enrico Bondi.

Fu proprio il neocommissario, infatti, ad assumere nel 2009 (quando era all’opera in Parmalat) il figlio di Mario Monti, Giovanni, in azienda.
Montino, all’epoca, era intristito: a 38 anni, con una laurea alla Bocconi e un Master in Business administration alla prestigiosa Columbia University di New York si era annoiato della vitaccia che conduceva tra lavoretti da precario qualunque.

Qualche esperienza in investimenti bancari alla banca d’affari Goldman Sachs, poi un posto in Citigroup e il passaggio alla Morgan & Stanley, alle prese con le transazioni economico-finanziarie sui mercati di Europa, Medio Oriente e Africa, in collegamento diretto con gli uffici centrali di New York. Nel 2009 la chiamata di Bondi: Giovannino arriva a Parmalat come top manager, per volontà dell’amico (di famiglia) Enrico, e si stabilisce in città con moglie e figlio.

Pochi mesi fa la doccia fredda: con l’ingresso di Lactalis viene sostituito quasi tutto il management “bondiano” e Giovannino Monti perde la sua scrivania. Dimissioni? Licenziamento? Non si sa e non si è mai saputo ufficialmente.
E oggi? E oggi babbo Mario chi sceglie per tagliare le spese della pubblica amministrazione? Ma Enrico Bondi, naturalmente, e i conti tornano.
A chi? A loro naturalmente…”

Mag 3, 2012

Perché la spending review è sbagliata.

Spending review, revisione della spesa. E’ questo il mantra degli ultimi giorni, con la nomina della commissione formata dai tecnici Bondi, Amato e Giavazzi. Sull’argomento le battute sono sin troppo facili: un governo di tecnici che nomina altri tecnici (di cui però uno è in realtà anche un politico).

Al di là di ciò, la spending review significa una cosa semplice: tagli alla spesa. Attenzione: l’obiettivo del governo non è la riqualificazione della spesa stessa, attraverso l’eliminazione delle spese meno produttive e l’utilizzo delle somme così risparmiate per investimenti e spese più utili. L’obiettivo dichiarato è diminuire la spesa pubblica.

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