Posts tagged ‘Spatuzza’

agosto 28, 2010

Schifani presunto mediatore fra la mafia e Berlusconi.

Ci fu un tempo in cui il senatore Renato Schifani non si occupava di politica. Faceva l’avvocato, civilista, e in questo ruolo agganciò spregiudicate conoscenze con uomini vicini a Cosa nostra. Erano i tempi in cui esibiva con orgoglio l’ormai mitico riporto in testa. Anni Ottanta, inizi dei Novanta. Epoca in cui l’allora intraprendente legale, che da lì a poco sarà eletto nel collegio siciliano di Altofonte-Corleone, avrebbe ricoperto un ruolo di prestigio, mediando i rapporti tra i fratelli stragisti Filippo e Giuseppe Graviano, e il duo Berlusconi-Dell’Utri. La notizia viene riportata sul numero dell’Espresso in edicola domani. A firmare l’articolo è Lirio Abbate, ex cronista dell’Ansa che l’11 aprile 2006 fu il primo a dare la notizia dell’arresto di Bernardo Provenzano. Si parla di “ombre inquietanti” che emergono dal passato. Di “spettri” ripescati dentro a trent’anni di storia di un uomo che ha girato i tribunali di mezza Italia difendendo i patrimoni dei boss mafiosi.

Ombre e sospetti riportati a galla dalle dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza. L’ex killer di Brancaccio, scrive l’Espresso, l’ottobre scorso davanti ai giudici di Firenze avrebbe parlato proprio di questo. Frasi messe subito a verbale e girate, per competenza, alla procura di Palermo. Documento top secret. Ma solo a metà. Una parte di queste pagine (le meno compromettenti) sono state messe agli atti del processo al senatore Marcello Dell’Utri (condannato a sette anni per concorso esterno).La trinagolazione Graviano-Schifani- Berlusconi, a quanto scrive l’Espresso, parte, poi, da molto lontanto. Dagli anni Ottanta. Periodo in cui il presidente del Senato tra i suoi assistiti aveva Giovanni Bontate, fratello di Stefano Bontate, il principe di Villagrazia ucciso a Palermo nel 1981 e che poco prima di morire era salito a Milano per investire 20 miliardi di lire. Denaro dei clan, di cui però si sono perse le tracce. E sotto la Madonnina, stando alla fonte anonima citata dal settimanale, Schifani ci veniva già a metà degli anni Ottanta per fare visita a Dell’Utri e al premier. Incontri cordiali in cui Berlusconi aveva il vezzo di chiamarlo “contabile”. Chissà perché?(il fatto quotidiano)

giugno 16, 2010

spatuzza: ora la mafia brinda.

Il pentito Gaspare Spatuzza in una lettera che L’espresso pubblica in questa pagina, commenta la decisione presa dalla commissione presieduta dal sottosegretario Alfredo Mantovano, di non ammetterlo al programma di protezione previsto per i collaboratori di giustizia. L’ex boss con le sue dichiarazioni, fino adesso riscontrate in ogni punto dalle procure di Palermo, Caltanissetta e Firenze, ha fatto riaprire importanti processi come quelli per la strage di Falcone e Borsellino, e poi per le bombe del 1993. E in base alle sue rivelazioni i pm hanno avviato nuove indagini su probabili depistaggi che ci sarebbero stati nell’inchiesta sulla morte del giudice Borsellino.

maggio 14, 2010

Annozero anteprima del 13 maggio 2010

dicembre 29, 2009

Il peggio e il meno peggiodel 2009

dicembre 7, 2009

I successi del ministro della paura.

Nuovo colpo assestato a Cosa Nostra. Oggi è stato arrestato a Catania Salvatore Caruso, reggente della cosca mafiosa Cappello.

Oggi Caruso, pochi giorni fa Nicchi e Fidanzati. Ma qual è, in tutto questo, il ruolo del governo?

Mi chiedo, e vi chiedo solo se gli arresti, materialmente, vengano compiuti dal governo, dal ministro Maroni, dal presidente del consiglio Silvio Berlusconi oppure se a portare in carcere boss e latitanti non sia invece il lavoro di polizia e pubblici ministeri che svolgono le indagini.

Sì, quei pubblici ministeri tanto attaccati dal presidente del consiglio, utilizzando quelle intercettazioni telefoniche preziosissime per le indagini. Gli stessi pm sono cattivi quando interrogano Spatuzza e bravi quando arrestano Nicchi.

Certo il governo sarebbe più credibile se non proponesse la  vendita dei patrimoni confiscati alla mafia e l’abolizione del “concorso esterno in associazione mafiosa”.

Ma si sa di fronte all’ interesse di Berlusconi  di  evitare una futura imputazione e di salvare il suo sodale  Marcello Dell’Utri, non c’è lotta alla mafia che tenga. Inoltre è storia vecchia finchè si colpiscono  le famiglie di Cosa Nostra il gioco è molto duro e i magistrati e a polizia sono eccellenti, ma quando si metterà nel mirino la “borghesia mafiosa”: cioè chi ha protetto gli interessi criminali, ricavandone degli utili, entreranno in gioco i poteri forti e saranno difesi. <improvvisamente i magistrati diventeranno “toghe rosse” ed i poliziotti onesti verranno trasferiti. Magari qualche magistrato ci rimetterà la vita, ma il governo non lascerà indietro nessuno.

dicembre 4, 2009

Tortora e Berlusconi, che differenza!

Alcuni anni fa il più popolare presentatore televisivo dell’epoca, Enzo Tortora, veniva arrestato con l’accusa di essere un componente della Nuova Camorra Organizzata, clan malavitoso facente riferimento a Raffaele Cutolo. Le accuse si basavano sulle dichiarazioni dei pregiudicati Giovanni Pandico, Giovanni Melluso detto “Gianni il bello”, Pasquale Barra, noto come assassino di galeotti quand’era detenuto e per aver tagliato la gola, squarciato il petto e addentato il cuore di Francis Turatello. L’accusa si basava, di fatto, unicamente su di un’agendina trovata nell’abitazione di un camorrista con su scritto a penna un nome che appariva  essere, all’inizio, quello di Tortora. Solo dopo sette mesi di carcere a Tortora vennero concessi gli arresti domiciliari per motivi di salute. Dopo essere stato eletto deputato Europeo con le liste del Partito Radicale, Tortora venne condannato a dieci anni di carcere solo sulla base delle accuse dei pentiti. La Corte d’appello di Napoli rese giustizia al Presentatore assolvendolo con formula piena. il 17 giugno 1987, a quattro anni esatti dal suo arresto la corte di Cassazione confermò definitivamente la sentenza della corte d’appello. Molti all’epoca presero le distanze da Enzo Tortora e nessuno ad eccezione di  Enzo Biagi e poi tardivamente di Giuliano Ferrara si espresse pubblicamente a sostenere l’assurdità delle accuse rivolte al presentatore. Spero che le accuse di Spatuzza siano infondate quanto quelle di Pandico e gli altri accusatori di Tortora, ma comunque la differenza fra gli atteggiamenti nei confronti di Tortora e quelli di Berlusconi lasciano sconcertati. Berlusconi è stato assolto a prescindere dall’opinione pubblica indipendentemente da ogni riscontro. La stampa, la televisione, il mondo politico si indigna al solo sentire il nome di Spatuzza. All’epoca nessun garantista si pronunciò con altrettanto sdegno a favore di Enzo Tortora, nessuno chiesa la riforma della giustizia, nessuno si ricordò, a parte i radicali, dei precedenti penali degli accusatori. Eppure l’accusa contro Tortora era molto meno grave di quella nei confronti di Berlusconi e la magistratura non ha cominciato ancora a indagare. Peraltro di questo clima assolutorio sta godendo anche il senatore Dell’Utri già condannato in primo grado a nove anni di carcere. Tortora era solo un presentatore, Berlusconi è il padrone.

dicembre 4, 2009

Il grillo e i socialisti.

Oltre al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il pentito Gaspare Spatuzza a Torino cita anche l’imputato, il senatore Marcello Dell’Utri. ”C’e’ di mezzo un nostro compaesano, Dell’Utri”, ha detto Spatuzza, citando Graviano. ”Grazie alla serieta’ di queste persone – ha aggiunto – ci avevano messo praticamente il Paese nelle mani”. Io non so se Berlusconi sia veramente implicato in questa sporca faccenda. Sinceramente mi auguro che non lo sia. Non per lui, ma per noi italiani, perché dovremmo ammettere che abbiamo un Presidente del Consiglio colluso con la mafia. Cioè, dovremmo ammettere che la criminalità organizzata è riuscita ad infiltrasi nei livelli più alti delle istituzione. Questo significherebbe che saremmo giunti ad un punto di non ritorno.

Non è accettabile il bombardamento mediatico per far passare l’idea che Spatuzza essendo un criminale della peggiore specie, ed è vero, non può dire cose vere. Magari fosse così. Non si può però cercare un’assoluzione al di fuori dei referenti istituzionali che debbono decidere se ciò sia vero oppure no. Questi referenti sono i magistrati e nessun altro. Anche questa volta non sarà così. Berlusconi si è già assolto a prescindere. Vergognosa la performance di Carlo Rossella su radio due che si esibito in una aggressione alla stampa ostile a Berlusconi. Da un giornalista ci si aspetta comportamenti più equilibrati. Ma si sa gli amici di Berlusconi si distinguono per gli eccessi.

Vale la pena di registrare due interventi: il primo del socialista clandestino, cioè Bobo Craxi, il quale in tutta questa storia, che è una storia drammatica, non riece a far altro che aggredire Di Pietro, colpevole di giustizialismo, e i giovani del No B day, questi ultimi non si sa colpevoli di cosa. L’altro intervento è quello del segretario nazionale del Psi, Nencini, il quale ha fatto un appello contro il No B. day. L’appello è manco a dirlo è contro il giustizialismo ed è una spocchiosa sequela di luoghi comuni. Dalle nostre parti c’è un’espressione molto pittoresca per definire la gente come Nencini, cioè quella gente che si fa forte nascondendosi: ‘o relle ngoppa a pantosca, cioè a dire il grillo sulla zolla: cioè di chi  sembra più grande solo perché  salito su una zolla di terra.

dicembre 1, 2009

Il Fini parlante

Fini: “Qualche giorno fa rileggevo un libro sull’Italia giolittiana e a Giolitti, che era considerato il ministro della malavita, un oppositore gli disse: ‘Lei rappresenta lo stato… participio passato del verbo essere’. Efficace, no?”

Trifuoggi: “Potrebbe essere riesumata”

Fini: “Infatti non escludo di farlo, citando la fonte… prima o poi lo faccio”

Fini (riferendosi ad Aldo Pecora): “Lui è un creativo nato, perché il movimento lo ha chiamato ‘Ammazzateci tutti’… e sì… il talento è quello”

Pecora nell’ambito del suo discorso afferma: “Noi siamo di passaggio, qua nessuno è eterno, non si vive in eterno”

E allora Fini commenta: “… se ti sente il Presidente del Consiglio si incazza”

Fini: “Sono un ragazzaccio io… come dicevano i greci… poco se mi giudico molto se mi confronto… è così, sembra una battuta invece è una massima di vita. E’ l’umiltà e nello stesso tempo la consapevolezza di vivere”

Fini: “Per i ragazzi come questi (riferendosi a Pecora) .. è chiaro che una delusione a 23 anni, non alla nostra età, ti toglie qualunque possibilità di credere nella vita”

Fini, rivolgendosi a Pecora: “Con la giacca e la cravatta sei ancora più bravo”

Fini: “E’ che con i ragazzi non parli con le parole ma con gli esempi”

Fini: “Il riscontro delle dichiarazioni di Spatuzza (ndr il pentito Gaspare Spatuzza)… speriamo che lo facciano con uno scrupolo tale da… perché è una bomba atomica”

Trifuoggi: “Assolutamente si… non ci si può permettere un errore neanche minimo”

Fini: “Si perché non sarebbe solo un errore giudiziario, è una tale bomba che… lei lo saprà .. Spatuzza parla apertamente di Mancino, che è stato ministro degli Interni, e di …… uno è vice presidente del CSM e l’altro è il Presidente del Consiglio…”

Trifuoggi: “Pare che basti, no”

Fini: “Pare che basti”

Trifuoggi: “Però comunque si devono fare queste indagini”

Fini: “E ci mancherebbe altro”

Fini: “No ma lui, l’uomo confonde il consenso popolare che ovviamente ha e che lo legittima a governare, con una sorta di immunità nei confronti di… qualsiasi altra autorità di garanzia e di controllo… magistratura, Corte dei Conti, Cassazione, Capo dello Stato, Parlamento… siccome è eletto dal popolo…

Trifuoggi: “E’ nato con qualche millennio di ritardo, voleva fare l’imperatore romano”

Fini: “Ma io gliel’ho detto… confonde la leadership con la monarchia assoluta…. poi in privato gli ho detto… ricordati che gli hanno tagliato la testa a… quindi statte quieto”

Fini applaude Nino Di Matteo ed esclama “Bravo”

Nino Di Matteo, sostituto procuratore della Direzione Nazionale Antimafia di Palermo, con il collega Antonio Ingroia, sta raccogliendo le dichiarazioni di Massimo Ciancimino (ndr figlio di Vito) sulla trattativa avvenuta nel ’92 fra Cosa nostra e pezzi dello Stato.

Fonte LA REPUBBLICA