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gennaio 21, 2010

La ricerca Eurocare-4: “Dopo un cancro si torna a vivere”

 

In Europa più del 50% delle donne e il 45% degli uomini sopravvivono almeno cinque anni dopo la diagnosi di un tumore. Lo dice lo studio sulla sopravvivenza del paziente oncologico pubblicato sull’European Journal of Cancer e condotto dal’Istituto nazionale tumori di Milano e dell’Istituto superiore di sanità

 Lo studioha analizzato e confrontato la sopravvivenza di più di tre milioni di pazienti oncologici in 23 paesi europei. Al progetto hanno collaborato 83 registri tumore che hanno fornito i dati di sopravvivenza delle persone a cui è stato diagnosticato un cancro nel periodo 1995-2002.

I NUMERI IN EUROPA 

Globalmente in Europa più del 50% delle donne e il 45% degli uomini sopravvivono almeno cinque anni dopo la diagnosi di un tumore. Per il cancro del testicolo o il linfoma di Hodgkin (per i quali esistono oggi terapie efficaci) la sopravvivenza a cinque anni raggiunge il 90%. Per il carcinoma alla mammella, grazie alla diagnosi precoce e ai progressi terapeutici, in media l’80% delle donne Europee sopravvive almeno cinque anni, con valori vicini al 90% nei paesi nordici, e in alcune regioni francesi e del nord-centro Italia.

IN ITALIA SI SOPRAVVIVE DI PIU’, MA CON DIFFERENZE TRA NORD E SUD

L’Italia si colloca molto bene nel confronto con gli altri paesi, con valori di sopravvivenza dei propri pazienti sempre simili o superiori alla media europea. Ma i pazienti delle regioni del Nord e del Centro hanno una prognosi migliore dei pazienti che si ammalano e sono curati nelle regioni del Sud, paragonabile a quella rilevata nei paesi europei a standard più avanzato. 

GLI ANZIANI PEGGIO DI TUTTI

La prognosi dei pazienti oncologici peggiora con l’avanzare dell’età

LE DONNE MEGLIO DEGLI UOMINI

Le donne, invece, sopravvivono più a lungo degli uomini. Questo è verosimilmente dovuto al fatto che hanno meno malattie concomitanti che possono aggravare la prognosi del tumore (ad es. malattie cardiovascolari e respiratorie) e meno fattori di rischio (fumo, alcool, esposizioni lavorative). 

“Tutto ciò è dimostrato da un’analisi statistica che – spiega Andrea Micheli, Epidemiologo INT e primo firmatario dell’articolo pubblicato sullo European Journal of Cancer – ha tenuto conto delle diversità geografiche e dell’età all’esordio della malattia per 16 tipi di tumore (il tumore della ghiandole salivari, testa e collo, esofago, stomaco, colon e retto, pancreas, polmone, pleura, osso, melanoma, reni, cervello, tiroide, malattia di Hodgkin e linfoma non Hodgkin e per il mieoloma multiplo).
Nello studio viene però anche osservato che l’età alla diagnosi è il fattore determinante del vantaggio delle donne; il vantaggio femminile è molto forte in età giovanile, si riduce progressivamente con l’età, diventando trascurabile nelle donne anziane..