Posts tagged ‘sonno’

luglio 12, 2013

Pediatria: il sonno nei bambini di 3 anni incide direttamente sullo sviluppo dell’intelligenza.

 

 

 

Dormire in modo irregolare durante la prima infanzia, soprattutto intorno ai 3 anni, potrebbe ridurre l’energia cerebrale dei bambini e avere effetto a catena anche per l’intera vita. A dirlo uno studio pubblicato sul ‘British Medical Journal’ che rientra nello UK Millennium Cohort Study.children 300x225 Pediatria: il sonno nei bambini di 3 anni incide direttamente sullo sviluppo dellintelligenza Gli scienziati hanno analizzato l’energia del cervello di piu’ di 11mila bambini nella prima infanzia: dormire in modo irregolare era piu’ comune all’eta’ di 3 anni, quando un bambino su cinque andava a letto in modo variabile. Dall’eta’ di 7 anni, oltre la meta’ dei bambini era sotto le coperte regolarmente fra le 19.30 e le 20.30. I piccoli il cui sonno era irregolare o che andavano a letto dopo le 21 provenivano da contesti socialmente disagiati. Le bambine di 7 anni che dormivano a orari irregolari avevano punteggi minori nei test d’intelligenza, rispetto a quelle con sonno regolare.

Questo effetto non si vedeva nei maschi di 7 anni. In particolare, l’eta’ di 3 anni era il periodo piu’ critico: dormire in modo irregolare a 3 anni produceva punteggi piu’ bassi, successivamente, nella lettura, nelle abilita’ matematiche e in quelle spaziali, sia nei bambini che nelle bambine.

ottobre 28, 2012

Apnee notturne: naso elettronico per formulare diagnosi.

giugno 27, 2012

Follicoli “sopiti” in soggetti che soffrono di calvizie.

I delle persone che soffrono di sono intrappolati in una specie di ‘’. Lo hanno scoperto gli scienziati de L’Oreal di Parigi, che hanno presentato i loro risultati di fronte alla Societa’ Europea di Ricerca sul Capello di Barcellona. “Il follicolo si trova come in uno stato dormiente’ che gli impedisce di produrre nuovi capelli. Questa scoperta ci aiutera’ a sviluppare nuovi trattamenti per combattere questo problema”, ha spiegato Bruno Bernard, che ha guidato il gruppo di ricerca.
Secondo gli studiosi, questo periodo di latenza potrebbe essere interrotto fornendo al follicolo gli stimoli giusti, in modo da poterlo riattivare.

maggio 23, 2012

Connessioni tra apnee notturne e rischio tumore.

I nel , detti comunemente ‘’, sarebbero associati a un aumento del rischio di mortalita’ per : questo l’esito di un nuovo studio condotto negli Stati Uniti.

Precedentemente i nel (in inglese sleep-disordered breathing, o SDB), erano stati associati a un piu’ alto rischio di ipertensione, malattie cardiovascolari, depressione e perfino morte prematura. Questo studio, invece, dimostrerebbe un’incidenza di morte per cinque volte piu’ alta nelle persone afflitte da SDB. “Certo, vi e’ una correlazione”, ha spiegato F. Javier Nieto, capo del dipartimento di Scienze della Salute alla facolta’ di Medicina della University of Wisconsin, “ma e’ ancora presto per dire che i nel provochino il o contribuiscano al suo sviluppo, ma gli studi sugli animali hanno dimostrato che l’ipossia intermittente (ovvero un inadeguato apporto di ossigeno), che caratterizza l’apnea del , promuove l’angiogenesi (aumento di crescita vascolare) e lo sviluppo dei tumori”.

marzo 2, 2012

La qualità del sonno migliora con l’età.

Un nuovo studio statunitense sfata il mito secondo il quale invecchiando diminuiscono la qualita’ del e il tempo trascorso a dormire.

 

La ricerca ha coinvolto oltre 150mila adulti, constatando che la qualita’ soggettiva del sembra addirittura migliorare nel corso della vita, con un numero minore di lamentele provenienti proprio dalle persone sopra gli ottanta anni d’eta’. ”Questa volta la credenza popolare ha fallito”, ha spiegato Michael Grandner, autore principale dello studio dell’Universita’ della Pennsylvania pubblicato sulla rivista Sleep.

febbraio 17, 2012

Alzheimer: lunghe dormite per ritardarne l’insorgenza.

di piu’ riduce le possibilita’ di ammalarsi di secondo un nuovo studio della University School of Medicine di Saint Louis che sara’ presentato al meeting dell’American Academy of Neurology a New Orleans.

“Dalle nostre indagini e’ emerso che un turbato e ridotto e’ associato all’accumulo di , un segno distintivo del morbo di nel cervello delle persone senza problemi di memoria. Sara’ necessario ora comprendere se le modifiche del possano aiutarci a riconoscere l’inizio del declino cognitivo”, ha spiegato Yo-El Ju, docente a Saint Louis e autore della ricerca. Il team ha analizzato i modelli di di 100 pazienti che non avevano mostrato alcun segnale di demenza di eta’ compresa tra i 45 e gli 80 anni: il 50 per cento dei partecipanti allo studio aveva una storia di di in famiglia. I ricercatori hanno dotato i pazienti di un monitor capace di registrare il per due settimane.

febbraio 2, 2012

Apnea notturna e i rischi di ictus silenti.

Le persone che soffrono di del gravi possono avere un aumentato rischio di e di piccole lesioni nel cervello.

 

E’ quanto si afferma in uno studio presentato alla conferenza internazionale ‘Stroke 2012′ dell’American Stroke Association. ”Abbiamo trovato una frequenza sorprendentemente alta di apnea del nei pazienti con che ne sottolinea la rilevanza clinica come fattore di rischio”, ha detto Jessica Kepplinger, autrice principale dello studio e docente dell’Universita’ di Tecnologia di Dresda in Germania.

settembre 30, 2011

SALUTE: SONNO E SOVRAPPESO, GLI ADOLESCENTI NOTTAMBULI SONO SEDENTARI E CICCIOTTELLI.

SALUTE: SONNO E SOVRAPPESO, GLI ADOLESCENTI NOTTAMBULI SONO SEDENTARI E CICCIOTTELLI

Non sono solo le poche ore di sonno, ma anche l’abitudine a fare le ore piccole e svegliarsi tardi la mattina ad aumentare il rischio di sovrappeso negli adolescenti. Ad aggiungere dettagli alla relazione tra sonno e forma fisica è uno studio pubblicato dalla rivista Sleep: a parità di ore di riposo, spiegano gli autori della ricerca, i ragazzi che vanno a dormire presto e si alzano dal letto di buon mattino mantengono la linea più facilmente. Viceversa, chi si corica tardi e si sveglia altrettanto tardi è 1,5 volte più propenso a diventare obeso.

Secondo i dati raccolti nel corso della ricerca – che ha coinvolto 2.200 ragazzi australiani di età compresa fra i 9 e i 16 anni – i “nottambuli” hanno una probabilità 2 volte più elevata di essere fisicamente inattivi e sono 2,9 volte più propensi a passare più tempo davanti alla tv, al computer o a giocare ai videogiochi per più ore rispetto a quanto raccomandato.

Carol Maher dell’University of South Australia (Adelaide, Australia), coautrice della ricerca, spiega che i giovani sono più propensi a svolgere attività fisica di mattina piuttosto che di sera, quando l’offerta televisiva e le distrazioni dai social network sono maggiori. E sarebbe proprio questo legame tra l’orario e le attività disponibili a spiegare perché i comportamenti più sedentari si concentrano alla fine della giornata.

settembre 28, 2011

SALUTE: SCOPERTO LEGAME TRA RISCHIO ALZHEIMER E ORE DI SONNO

 Se il sonno e’ scarso il rischio di sviluppare l’Alzheimer aumenta: lo dimostra uno studio pubblicato su Archives of Neurology in cui i ricercatori della Washington University di St. Louis (Stati Uniti) hanno messo in evidenza che i livelli di beta-amiloide – la proteina che si accumula nel cervello di chi soffre di Alzheimer – variano nel fluido spinale in modo coordinato all’alternarsi tra veglia e sonno, e che nei soggetti affetti dal morbo questa fluttuazione viene annullata. Secondo gli autori, durante il sonno il cervello verrebbe ripulito dalla beta-amiloide proprio attraverso il fluido spinale: migliorare il riposo potrebbe quindi aiutare a ridurre il rischio di sviluppare la patologia.

agosto 31, 2011

Ipertensione: se il sonno è disturbato la salute degli anziani è a rischio.

Un anziano che soffre di una riduzione del “ a onde lente” (in inglese – Slow Wave Sleep) molto probabilmente sviluppera’ .

Secondo una nuova ricerca comparsa sulla rivista Hypertension: Journal of the American Heart Association, infatti, le persone che in vecchiaia hanno piu’ bassi livelli di hanno l’80 per cento in piu’ di probabilita’ di sviluppare anche . La fase e’ uno degli stadi piu’ profondi del . E’ caratterizzata da onde cerebrali ‘delta’, gli occhi non si muovono e da questa fase e’ difficile risvegliarsi immediatamente.
Gli uomini con ridotta hanno di solito una scarsa qualita’ del , che spesso dura poco, e’ disturbato da frequenti risvegli notturni e a volte funestato da episodi anche severi di apnea notturna. “E’ la prima volta che uno studio mostra che una scarsa qualita’ del espone a un rischio di questo genere. E questi effetti appaiono indipendentemente dalla respirazione, o dalle apnee, che si verificano durante il ”, ha spiegato Susan Redline, della Harvard Medical School di Boston, co-autrice della ricerca.