Posts tagged ‘SOGIN’

aprile 18, 2013

Bonifica da atomo, 12mila nuovi occupati.

Davide Tabarelli, Presidente di Nomisma Energia (s), e Giuseppe Nucci, Amministratore Delegato di Sogin. Davide Tabarelli, Presidente di Nomisma Energia (s), e Giuseppe Nucci, Amministratore Delegato di Sogin.

 

Con lo smantellamento e la bonifica dei siti nucleari in Italia è possibile creare 12mila nuovi posti di lavoro in 15 anni, con risorse per 1,7 miliardi di euro. Lo ha detto l’amministratore delegato di Sogin (società che si occupa di decommissioning, cioé dello smantellamento), Giuseppe Nucci, presentando con il presidente di Nomisma Energia Davide Tabarelli, un rapporto sull’impatto economico e occupazionale della bonifica dei siti nucleari in Italia e nel mondo.

Sogin stima un totale di 6,5 miliardi per completare la bonifica ambientale delle quattro centrali nucleari italiane, dei quattro impianti del ciclo del combustibile e per realizzare il Parco Tecnologico, che comprende il Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi, di cui 1,7 miliardi servono per le sole attività di smantellamento. Per la copertura dei costi per la bonifica dei siti nucleari, ha spiegato Tabarelli, la spesa media annua di una famiglia tipo é di circa 2 euro attraverso la bolletta elettrica, un valore quasi 4 volte inferiore rispetto a 8 anni fa. Attualmente, nel mondo sono già stati fermati 140 reattori nucleari.

aprile 2, 2011

Nucleare: l’ombra della ‘ndrangheta nello smaltimento delle scorie.

Da qualche giorno, il governo italiano ha approvato una moratoria di un anno sul ritorno al nucleare ma rimane ancora in sospeso lanucleare siti 300x210 Nucleare: lombra della ndrangheta nello smaltimento delle scorie questione di dove collocare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi del passato: il decreto legislativo di moratoria infatti non comprende quelle di un sito di stoccaggio, da individuare secondo le norme Ue entro il 2015. Stoccaggio “definitivo” (fino a un milione di anni per i materiali a più forte radioattività) secondo la Commissione Europea significa depositare le scorie in depositi sotterranei a oltre 300 metri di profondità, in aree che abbiano alcune precise caratteristiche geologiche.

Un anno fa il giornalista Gianni Lannes, ha dichiarato di aver condotto un’inchiesta proprio sulla dubbia affidabilità di una società che si chiama Ecoge e ha sede a Genova, ma tale inchiesta non ha finora trovato spazio sulle principali testate nazionali. E proprio in questi giorni, anche la consigliera della Federazione della sinistra, Monica Donini, in un’interrogazione presentata alla giunta regionale dell’Emilia Romagna chiede di garantire “trasparenza e legalita’” nelle operazioni adottate da Sogin di dismissione della centrale elettronucleare di Caorso in provincia di Piacenza. In particolare, chiede chiarezza sui rapporti tra Sogin e una societa’ con sede a Genova, che riferisce la stessa Donini “secondo rapporti redatti dalla direzione antimafia dal 2002″, sarebbe “organica alla ‘ndrangheta”.

marzo 19, 2011

Caserta, esonda il Garigliano: a rischio l’ex centrale nucleare con le scorie.

la centrale nucleare del Garigliano inondata Sta esondando il fiume Garigliano, in provincia di Caserta e l’onda di piena è di circa 2468 mc/s (metri cubi al secondo), proprio nei pressi dell’ex centrale nucleare e nella zona dove Sogin sta terminando la costruzione di un deposito per le scorie nucleari. Il comune che più paga le conseguenze delle radiazioni ancora emesse dalla centrale è S.Castrese in provincia di Caserta, come ebbe modo di denunciare Marcantonio Tibaldi.

Scrive il Comitato antinucleare Garigliano:

Una volta ancora la centrale si trova in ammollo, più volte è stata fatta notare la natura golenale dell’area, anche per questo motivo, oltre che per l’alta sismicità, si è sempre detto che l’area è inadatta ad ospitare centrali e anche depositi di scorie, sia essi nazionali che temporanei. Berlusconi rimanda all’estate tutte le discussioni sul nucleare italiano, secondo lui ciò che sta succedendo in Giappone coinvolge troppo a livello emotivo per conservare un modo lucido di vedere le cose; mi domando se dietro le foto qui riportate vi sia semplice emotività o reale allarme, cosa sarebbe successo se oggi a S. Castrese ci fosse stata una centrale attiva e non fermata nel 1982.

gennaio 10, 2011

Pubblicità nucleare: diteci chi paga.

la pubblicità ambigua o dialogica o dialettica (anche qui, dipende dal punto di vista) sulla scelta del nucleare in un Paese che lo ha comunque rigettato con un referendum popolare, bella o brutta che sia, chi la paga ? Da “Il Fatto” di ier l’altro ecco l’elenco di chi paga: Alstom, Ansaldo Nucleare, Areva, Confindustria, Eon, Edf, Edison, Enel, Federprogetti, Gdf Suez, Sogin, Stratinvest Ru, Techint, Technip, Tecnimont, Terna, Westinghouse. Un budget di 7 milioni fino ad oggi, non si sa di quanto per l’anno appena cominciato.

I dirigenti del Forum sono, oltre a Chicco Testa, Bruno D’Onghia (capo in Italia dell’Edf, gigante elettrico nucleare francese), Karen Daifuku (nota lobbista internazionale del settore), e tre dirigenti Enel: Giancarlo Aquilanti, Paolo Iammatteo e Federico Colosi. Tra i soci del Forum ci sono anche Cisl e Uil di categoria, più alcune Università italiane L’associazione è fondata sul “supporto organizzativo e strategico” della Hill & Knowlton, multinazionale della comunicazione.

Il Presidente del Forum nucleare italiano che è dietro a tutta l’operazione, compresa la pubblicità di cui sto parlando, non è un profano. Citando “Il Fatto” ma anche la mia memoria: “Testa conosce l’argomento. L’Enel l’ha scelto per sanare i danni gravissimi da lui stesso prodotti alla cultura nucleare nazionale negli anni ‘80, quando guidava le manifestazioni per fermare le centrali. E’ lui che il 9 novembre 1987, deputato comunista, così commentava l’esito del referendum nucleare: ‘Il risultato è di grandissimo interesse politico. La battaglia è stata dura per i grossi interessi in campo’.” Insomma, Chicco si è sistemato e da un pezzo. Capita l’antifona?

settembre 24, 2010

Siti nucleari: slittamento perchè non parte l’Agenzia. Berlusconi scrive alla Sogin.

  La conferma è arrivata dallo stesso Silvio Berlusconi: l’Agenzia per la sicurezza nucleare è ancora lontana. In una lettera scritta il 17 settembre a Francesco Mazzucca, commissario governativo che regge la Sogin, Berlusconi in qualità di ministro per lo Sviluppo Economico riconosce il lavoro fatto dalla stessa Sogin fino a questo momento ma mette le mani avanti per il futuro.

In pratica, secondo quanto riportano Il Velino e altre agenzie, il premier scrivendo alla Sogin ribadisce che l’Agenzia per la sicurezza nucleare, che è ancora lontana, causerà un “inevitabile slittamento dei termini previsti per l’identificazione delle aree”. Aree che dovranno ospitare il deposito permanente dei rifiuti radioattivi e il parco tecnologico nucleare.

Di aree a suo dire idonee la Sogin ne avrebbe già trovate una cinquantina ma, evidentemente, la lista se la dovrà tenere nel cassetto ancora per un po’. Nel frattempo, però, Berlusconi conferma a Mazzucca che si farà una campagna di informazione sul nucleare.

Mag 4, 2010

Nucleare sì, ma senza scorie.

Un bel problema si apre per i francesi: chi vuole un sito di stoccaggio per scorie nucleari? Avere le centrali nucleari vuol dire avere anche scorie nucleari una volta che il carburante si è esaurito. I francesi non sono esseri umani diversi dagli altri (dunque ricchi di contraddizioni) e sebbene tollerino sul loro territorio la presenza delle centrali nucleari sembrano essere meno tolleranti verso le scorie. Il paradosso è questo: l’80% dell’energia francese è prodotta dalle 59 centrali nucleari. Il Governo aveva fissato al 2019 la prima messa in servizio degli impianti di stoccaggio nel dipartimento dell’Aube, nella regione dello Champagne, organizzato dall’ANDRA, l’Agenzia nazionale per le scorie radioattive (tra l’altro partner di SOGIN per l’Italia). Nell’attesa, le scorie sono depositate a La Hague e Marcoule. Ma dopo i recenti dinieghi dei comuni coinvolti lo stoccaggio è rimandato a data da definirsi.

Infatti, i comuni selezionati, sulla base di autocandidature, per ospitare i siti di stoccaggio, Auxon e Pars-lès-Chavanges ad un certo punto si sono tirati indietro. Le amministrazioni avevano deciso un po’ per conto loro senza tenere in debita considerazione il parere della gente. In questo contesto si inserisce la figura eroica, per molti cittadini della regione dell’Aube di Michel Gueritte che ha subito già una prima udienza dal tribunale di Troyes. Gueritte, antinuclearista convinto è accusato di essere un “agitatore professionista” per avere minacciato di morte i sindaci dei comuni di poiché si apprestavano a dare le concessioni per ospitare i siti di stoccaggio delle scorie nucleari. Gueritte, perciò è visto dalla gente come un eroe che li ha salvati dalla rovina e in attesa dell’appello fissato per il prossimo 18 maggio riceve il sostegno dei concittadini e fans anche se rischia un mese di prigione e 3300 euro di multa.(ecoblog)