Posts tagged ‘Siria’

aprile 14, 2020

PAPA FRANCESCO non smette di stupirci.

 di giuseppe giudice

PAPA FRANCESCO non smette di stupirci: nella sua benedizione pasquale condanna l’egoismo di quegli stati che di fatto mettono in discussione l’Europa , in un momento così grave e drammatico. Invita ad una cooperazione a livello continentale che preveda strumenti innovativi di intervento (è evidente il riferimento agli eurobond) sia per contrastare la pandemia che per far ripartire l’economia su basi nuove. Condanna apertamente i costruttori di armi che traggono profitto da guerre devastanti come in Siria e nello Yemen. Chiede il superamento o delle sanzioni economiche verso alcuni paesi. Propone un salario universale per combattere il lavoro precario. Certo il discorso è fatto con un linguaggio da autorità morale di fede, e non poteva essere altrimenti. Ma vi sono denunzie ed affermazioni precise. Il Papa non è assolutamente il capo di una nuova sinistra , sia ben chiaro. E’ però compito della politica recepire queste denunzie ed affermazioni per tradurle in progetti operativi. Naturalmente vi saranno i soliti “anti-papisti” che mi criticheranno: che dire , ben vengano le critiche e le polemiche, purchè restino in uno spazio di confronto civile.

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marzo 8, 2020

Marie Colvin.

cominciò la sua carriera a New York, come reporter per United Press International (UPI), dopo essersi laureata a Yale, per poi diventare capo del bureau di Parigi dell’UPI nel 1984, e trasferirsi al Sunday Times nel 1985. Dal 1986 fu la corrispondente del giornale in Medio Oriente, e dal 1995 la corrispondente per gli Affari Esteri. Nel 1986 fu la prima giornalista a intervistare Muʿammar Gheddafi dopo l’inizio dei bombardamenti degli Stati Uniti in Libia.

Specializzata nella zona del Medio Oriente, fu corrispondente nei conflitti in CeceniaKosovoSierra LeoneZimbabweSri Lanka e Timor Est. Nel 1999, a Timor Est, le fu attribuito il merito di aver salvato le vite di 1500 donne e bambini da una zona assediata da forze armate sostenute dall’Indonesia. Rifiutandosi di abbandonarle, rimase con un contingente militare delle Nazioni Unite, riportando il tutto su giornali e televisioni[1]. Sono stati evacuati dopo quattro giorni. Ha vinto il premio International Women’s Media Foundation per il coraggio dimostrato nella copertura dei conflitti in Kosovo e Cecenia[2]. Ha scritto e prodotto diversi documentari, tra cui Arafat: Behind the Myth per la BBC e Bearing Witness.

La Colvin perse la vista nell’occhio sinistro durante un servizio sulla guerra civile dello Sri Lanka. Fu colpita da un’esplosione da una granata dell’esercito dello Sri Lanka il 16 aprile 2001, mentre si spostava da un’area controllata dalle Tigri Tamil a un’area controllata dal Governo. Da allora indossò una benda sull’occhio[3], inoltre iniziò a soffrire di disordine post traumatico da stress.

Fu anche testimone ed intermediaria durante gli ultimi giorni della guerra in Sri Lanka e riportò di crimini di guerra contro i tamil che furono commessi durante questo periodo[4]. Diversi giorni dopo il suo ferimento, il governo dello Sri Lanka permise l’ingresso ai giornalisti stranieri nelle zone tenute dai ribelli. Ariya Rubasinghe ha dichiarato: “I giornalisti possono andare, non glielo impediamo, ma devono essere pienamente consapevoli e accettare il rischio per le proprie vite”[5].

Nel 2011, mentre riportava notizie sulla primavera araba in TunisiaEgitto e Libia, le fu offerta l’opportunità di intervistare Gheddafi insieme ad altri due giornalisti che poteva nominare. Scelse Christiane Amanpour, della ABC, e Jeremy Bowen, della BBC.

Marie Colvin sottolineò l’importanza di accendere la luce sulla “umanità in condizioni estreme, spinte verso l’insopportabile”, affermando: “il mio lavoro è testimoniare. Non sono mai stata interessata a sapere quali modelli di aerei avesse appena bombardato un villaggio o se l’artiglieria che aprì il fuoco su di esso fu 120mm o 155mm”.

Nel febbraio del 2012, ignorando i tentativi del governo siriano di non permettere ai giornalisti stranieri di riportare notizie sulla guerra civile, la Colvin riuscì ad entrare in Siria senza permessi, stazionandosi nel distretto occidentale Baba Amr della città di Homs. Da qui, la sera del 21 febbraio, per l’ultima volta fece i suoi ultimi interventi in programmi televisivi della BBC, Channel 4CNN e ITN News tramite un telefono satellitare. Descrisse “senza pietà” i bombardamenti e gli attacchi da cecchino contro edifici civili e persone per le strade di Homs da parte delle forze governative. Parlando con Anderson Cooper, Colvin descrisse il bombardamento di Homs come il peggior conflitto che avesse mai vissuto.

Marie Colvin è morta il 22 febbraio 2012 in Siria, all’età di 56 anni, insieme al fotoreporter francese Rémi Ochlik, uccisi mentre lasciavano una sede media non-ufficiale durante l’offensiva di Homs.[6][7]

L’autopsia condotta a Damasco dal governo siriano ha concluso che Marie Colvin è stata uccisa da una “improvvisa esplosione di un dispositivo pieno di chiodi”. Il governo afferma che il dispositivo esplosivo è stato piantato dai terroristi. Questo resoconto è stato respinto dal fotografo Paul Conroy, che era con Colvin e Ochlik e sopravvisse all’attacco. Conroy ha ricordato che Colvin e Ochlik stavano facendo le valigie quando il fuoco dell’artiglieria siriana ha colpito il loro mediacentre. Il giornalista Jean-Pierre Perrin e altre fonti hanno riferito che l’edificio era stato preso di mira dall’esercito siriano, identificato mediante segnali telefonici via satellite. La loro squadra aveva pianificato una strategia di uscita poche ore prima.

(Fonte Wikipedia)

gennaio 27, 2015

Ma l’ Isis chi l’ha inventata?

gennaio 28, 2014

Italia discrica del mondo.


Nave laboratorio
MV Cape Ray
rotta Gioia Tauro http://www.remocontro.it/difesa/ambiente/nave-laboratorio-mv-cape-ray-rotta-gioia-tauro/ Armi chimiche siriane. Il mercantile militare statunitense MV Cape Ray, trasformato in laboratorio per il disinnesco di armi chimiche ha lasciato da poche ore il porto di Norfolk, Virginia, con rotta Gioia Tauro. A metà febbraio quindi la previsione di passaggio per l’Italia …

gennaio 27, 2014

la guerra in Siria signifca anche questo.

Non ho capito molto di quello che sta succedendo in Sira, ma questa immagine non credo si presti a nessuna interpretazione. Un padre che piange il proprio figlio. Sopravvivere ad un figlio credo che sia la condanna più pesante che un uomo possa subire. certamente quel padre e quel figlio non avevano alcuna colpa.

gennaio 23, 2014

Mauro cerca partner per far la guerra ai migranti.

Afghanistan, Siria, cacciabombardieri Joint Strike Fighter F-35 ma soprattutto “emergenza migranti” e sicurezza nel Mediterraneo. Sono stati questi i temi dell’incontro tenutosi a Washington il 15 gennaio scorso tra il Segretario della difesa Usa Chuck Hagel e il ministro italiano Mario Mauro. “Mr. Hagel ha espresso pieno apprezzamento per il contVisualizza altro
http://antoniomazzeoblog.blogspot.it/2014/01/mauro-cerca-partner-per-far-la-guerra.html

dicembre 26, 2013


Ad Aleppo, dopo un bombardamento, il 17 dicembre 2013. (Mohammed Al Khatieb, Afp)

Nel 2013 in Siria almeno 50mila persone sono morte per la guerra civile e sei milioni di persone hanno dovuto abbandonare le loro case. Nel mondo, 59 giornalisti sono stati uccisi per il loro lavoro, 22 di loro erano in Siria.

In Afghanistan sono morti 156 militari statunitensi o della coalizione occidentale e il numero dei soldati afgani uccisi è aumentato dell’80 per cento.

La spesa militare mondiale, nel 2013, è stata pari a 1.700 miliardi di dollari.

Uno sguardo statistico sull’anno che sta per finire.

dicembre 1, 2013

chimiche siriane Che ne facciamo? Buttiamole a mare!


http://www.remocontro.it/grande-medio-oriente/armi-chimiche-siriane-che-ne-facciamo-buttiamole-mare/ Dopo la Terra dei Fuochi il mare chimico siriano? Veleni assortiti in offerta speciale. 600 tonnellate di sostanze tossiche raccolte in questi mesi nei 21 dei 23 siti dichiarati dal governo locale. Siria quasi ripulita e il mondo con 200 contenitori di veleni da smaltire. Si parla di scarico a mare

novembre 10, 2013

Attacco di aerei israeliani alla Siria. Ecco chi non vuole la pace in Medio Oriente

 

(ASI)E’ passata sotto quasi totale silenzio dei mass media l’ennesima grave provocazione dell’esercito israeliano che rischia di vanificare i lodevoli sforzi di pace in Medio Oriente intrapresi dagli USA e da Obama. Fonti ufficiali americane informano che pochi giorni fa aerei da guerra israeliani hanno colpito n…Visualizza altro

ottobre 18, 2013

LA CRISI SIRIANA EVIDENZIA CHE IL MAR MEDITERRANEO È ANCORA CRUCIALE NELLE AMBIZIONI GEOPOLITICHE

Andrea Fais :::: Il seguente articolo è stato originariamente pubblicato nell’edizione del 17/10/2013 del quotidiano cinese in lingua inglese “Global Times”

La crisi siriana e le sue ripercussioni dimostrano che i politici e gli analisti non possono ignorare il Mediterraneo se vogliono affrontare se…Visualizza altro