Posts tagged ‘sinistra unita’

luglio 24, 2012

Messaggio per la sinistra.

E’ tardi , e’ tardi , è tardi…..

E’ tardi , e’ tardi , è tardi…..

marzo 25, 2012

la sinistra potrebbe vincere, ma non lo farà.

Se i sondaggi di Vespa hanno senso (SWG, ISPO, EUROMEDIA), se alle prossime elezioni le sinistre si presentassero unite il centrodestra dovrebbe inventarsi un modo per recuperare 20 punti percentuali. Il Pdl senza Lega ma con Storace vale intorno al 26%, mentre la Lega e il Terzo Polo circa il 10% l’uno – punto più punto meno. Il che significa che l’unico modo per battere le sinistre, date intorno al 46%, sarebbe creare una coalizione che va dall’Udc alla Lega passando per gli ex An. E’ successo, ma oggi – per troppi motivi – è improponibile. Dunque il centrodestra sarebbe destinato a soccombere. Naturalmente, se le sinistre si presentassero unite. Ma non lo saranno.

Eppure i dati di quei sondaggi dicono una verità incontestabile: la sinistra dovrebbe lavorare per ripresentarsi unita come forza di governo, invece di dividersi per inseguire il Terzo Polo. Semplicemente, non ne ha bisogno.

gennaio 4, 2012

Compagni, riunifichiamo la sinistra italiana.

La tematica dell’unione della sinistra è una questione da sempre irrisolta nello scenario politico italiano. C’era una volta Bettino Craxi, che al di là di discutibili azioni ed eventi aveva un sogno: l’Unità Socialista.

L’occasione si ebbe nel 1989, i riformisti del Partito Comunista Italiano, primo fra tutti il nostro attuale Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, spingevano per una convergenza assieme ai Socialisti di Craxi, creando un forte dibattito in tutto il Paese. La stragrande maggioranza dei membri del PCI si mostrò disponibile, così come quelli del PSI. Tuttavia, Craxi preferì rimanere al governo con il pentapartito e non si dimise. Il riavvicinamento tra comunisti e socialisti resterà un miraggio, un appuntamento mancato che graverà sul futuro della sinistra italiana fino ad oggi.

Il sogno Craxiano di unità Socialista è ancora attuale: è l’unico presupposto indispensabile per qualsiasi evoluzione sociale. I partiti della Sinistra italiana, che nel Parlamento Europeo si identificano nell’ S&D (Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici) e nel PES (Partito del Socialismo Europeo), dovrebbero riunirsi un un unico grande partito socialdemocratico, progressista e riformista.

Niente più accozzaglie centriste, solo un grande Partito di Sinistra di ispirazione socialista che possa concentrarsi sul miglioramento della vita delle persone in modo da proteggere i più vulnerabili non solo in un momento di crisi, ma anche oltre. Un grande Partito che si possa identificare nel contesto del Socialismo Europeo, che possa promuovere la giustizia sociale, riformare i mercati finanziari, difendere l’eguaglianza sociale e la parità dei diritti. Un unico Partito che abbia un forte carattere e una lunga e duratura storia.

Fonte antonio stornello.

Ci siamo! siamo tutti d’accordo e allora prendiamo qualche iniziativa concreta.

gennaio 29, 2011

Il guaio è che è anche condivisibile.

Emanuele Pecheux ha risposto al mio post sul silenzio del PSI delle sciopero dei lavoratoriorganizzato dalla FIOM, con garbo e senza la solita arroganza a cui sono abituato da quaranta anni di militanza socialista. Gliene sono grato. Ho letto il documento di cui Emanuele parlava e lo ritengo in gran parte condivisibile.Essere solidali con la Fiom,però, era, a mio avviso, un atto dovuto. Il problema di fondo resta, però, quello dell’identità socialista oggi. Perchè se è vero come è vero che non ha più ragione di esistero un partito espressione della solo classe operaia è pur vero che un partito autenticamente socialista deve rivolgersi a quella parte della società che intende rappresentare. Esiziale è stato infatti voler essere un partito ecumenico. Questo errore ha portato una crisi dei socialisti e  della politica di centrosinistra in genere, che riesce a soppravvivere a se stessa, ma la cui area è troppo ristretta per una prospettiva vincente. Certo Vendola da solo non è la soluzione del problema, ma una nuova sinistra è necessaria. La Costituente Socialista voleva rappresentare questa nuova sinistra e non a caso  aveva suscitato tanto entusiasmo, ma poi perchè è naufragata? .Anche la nascita di Sinistra e libertà con una forte componente socialista poteva essere una risposta plausibile, ma poi perchè è naufragata?

Senza una politica unitaria di chiara alternativa di sinistra che prenda coscienza delle contraddizioni della società globalizzata e senza alcun  compromesso non si potrà mai pensare di essere gruppo dirigente e vincere le sfide dalla parte dei più deboli.

Infine caro Emanuele, Antonio è un compagno serio, te lo garantisco.

agosto 23, 2010

Elezioni: dieci punti per la sinistra.

     

La sinistra non riesce a trovare un minimo denominatore comune. I Socialisti fanno la corte a Casini, il PD va da solo ma non troppo, Vendola vorrebbe fare il colpaccio con il PD, di Pietro lo schifano tutti, ma è quello che ha più voti, la sinistra estrema non si sa cosa vorrebbe fare.  Alle scorse elezioni europee il Manifesto propose ai partiti della sinistra di saltare un giro  e presentare una coalizione di tutta la sinistra con un programma riassunto in dieci idee.

  • Eccole:
    1. I partiti saltano un giro e si presenta una lista della buona politica, con al centro i diritti, la pace, l’ambiente, il lavoro, un’altra idea di sviluppo, la questione di genere. A governare quest’esperienza si scelgono sei «saggi» (che non si candidano), tre uomini e tre donne, che non siano politici di professione e con importanti esperienze di lavoro nei movimenti, nel sindacato, nella cultura (lo fecero i Verdi per le prime candidature negli anni ’80).
    2. Associazioni, movimenti, sindacati, comitati locali, giornali, reti e voci della società civile che vi aderiscono diventano i «garanti» di questa lista, in accordo con i partiti che rinunciano a presentarsi con i loro simboli alle elezioni . Si stabilisce un «patto di consultazione» tra gli eletti e i movimenti per concordare in modo permanente politiche e iniziative.
    3. Da questo mondo emergono le candidature alle elezioni. C’è incompatibilità tra candidature e cariche di partito (una tradizione degli albori del movimento operaio) e c’è un limite massimo di due mandati tra parlamento europeo, nazionale, consigli regionali.
    4. Si organizzano le primarie per la scelta dei candidati e per definire i contenuti del programma politico.
  • 5. Le liste dovranno avere lo stesso numero di uomini e di donne, presentati in ordine alfabetico.
  • 6. I candidati si presentano nel collegio dove risiedono o svolgono abitualmente la loro attività.
  • 7. Gli eletti avranno una retribuzione massima complessiva di 100mila euro lordi. La quota eccedente viene versata nei fondi della lista.
  • 8. La metà dei fondi della lista (finanziamento pubblico e quota delle retribuzioni degli eletti) viene destinata a un «Fondo per la politica diffusa» che sostiene le iniziative di movimenti, comitati, etc.
  • 9. I meccanismi di decisione all’interno della lista e nel «patto di consultazione» utilizzano forme di democrazia deliberativa.
  • 10. Tra le attività della lista c’è l’organizzazione di una piattaforma web di e-democracy, utilizzata per informare i cittadini, dare conto dell’attività politica e legislativa, effettuare consultazioni con i propri elettori, praticare nuove forme di partecipazione politica, dare visibilità a esperienze locali. Le opportunità di democrazia offerte dalla rete devono essere utilizzate.
    Queste dieci regole proposte alle elezioni europee sono  buone senz’altro per le prossime elezioni politiche sia che si tengano a novembre sia che si tengano in qualsiasi altro momento. Queste dieci regole potrebbero significare quella discontinuità necessaria per sconfiggere Berlusconi e D’Alema e pur non rappresentanoun progetto politico complessivo   rappresenterebbe una svolta, darebbe il segnale che la sinistra è capace di provare a cambiare la politica e il suo modo di essere. E anche di avere successo alle elezioni.(dal manifesto)
febbraio 7, 2010

Don luigi ciotti: uno di noi.