Posts tagged ‘sinistra democratica’

febbraio 23, 2010

A sinistra della sinistra.

Il compagno Nicola Cicchetti si lamenta, a ragione, dagli atteggiamenti e dalle imposizioni di Sinistra Democratica nella provincia di Avellino. Personalmente ho sperimentato sulla mia pelle la faziosità e la prepotenza “ a prescindere” dei compagni di Sinistra Democratica. Subito dopo la rottura fra Sinistra e Libertà e il PSI, ritenendo pretestuose le motivazioni adottate  dal partito di Nencini, avevo deciso in piena libertà di aderire a Sinistra e Libertà. Ritenevo e ritengo che, depurato delle scorie massimaliste, SEL sia l’unico progetto serio per costruire una sinistra credibile.

Purtroppo gli atteggiamenti ostili e prevaricatori del gruppo di Sinistra Democratica facente capo a D’Ambrosio, Giordano e Aurisicchio, mi hanno convinto che per quel che mi riguardava non era possibile un percorso unitario. Ho preferito rimanere, per il momento, senza partito in attesa di tempi migliori.

Dall’esterno mi rendo conto che le ragioni che mi spinsero a rinunciare ad aderire a Sinistra e Libertà sono ancora valide. Con atteggiamenti provocatori e stalinisti SD ad Avellino si rifiuta di costituire il coordinamento democratico preferendo un comitato elettorale più facilmente gestibile e limitato nel tempo. Il gioco è chiaro. Dispiace che compagni seri ed affidabili, come Nicola Cicchetti, debbano essere mortificati dalla protervia e dalla arroganza di Sd democratica Di Avellino.

Alla elaborazione di un progetto unitario si preferisce assumere atteggiamenti di controllo del movimento e della gestione del consenso in senso verticistico. Se così stanno le cose non riusciremo mai ad essere  compagni di strada di SD.

febbraio 21, 2010

UNA SINISTRA NUOVA OLTRE GLI ANTICHI RECINTI

POLITICA: VENERDI 26 CONVEGNO ALLEANZA LIB-LAB  CON BONELLI, FAVA E NENCINI

 Prima che entri nel vivo la campagna elettorale, c’è ancora uno spazio per tentare una riflessione comune nell’area della sinistra italiana. La propone a Napoli , Venerdì 26 febbraio alle ore 10.00, presso la Sala Comunale Santa Chiara, l’Associazione Alleanza Lib-Lab che in Campania è coordinata da Geppino Vetrano, ex Presidente del Consiglio Comunale di Avellino.

Già il titolo del Convegno:  “Una Sinistra nuova oltre gli antichi recinti“, esprime l’intenzione degli organizzatori che, per l’occasione, hanno invitato, oltre ai gruppi e associazioni del mondo laico, liberale e socialista, il Presidente nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, il Coordinatore nazionale della Segreteria di Sinistra, Ecologia e Libertà, Claudio Fava ed il Segretario del Partito Socialista Italiano, Riccardo Nencini.

Il programma dei lavori prevede le relazioni introduttive del Presidente di Alleanza Lib-Lab, Gim Cassano e di Geppino Vetrano. Seguiranno gli interventi dei leader nazionali.

Nel corso del dibattito interverranno per i gruppi promotori: Felice Carlo Besostri, Circolo “La Riforma” – Gruppo  di Volpedo, Filippo Caria di Democrazia Socialista, Vincenzo Garraffa, di Azionismo Repubblicano, Pino A. Quartana del Nuovo Partito  d´Azione, Beatrice Rangoni Machiavelli presidente d´onore di Alleanza Lib-Lab, Giuseppe Sarno di Quaderni Socialisti, Francesco Somaini del Circolo Rosselli – Gruppo di Volpedo.

“L’iniziativa – è scritto nell´invito di presentazione – intende contribuire a far emergere in Italia una sinistra moderna, laica e riformista, ispirata ai principi di libertà, democrazia, equità, e sostenibilità ambientale, sinora assente dal nostro panorama politico”.

 Avellino, Napoli, Roma, 18 febbraio 2010

dicembre 30, 2009

Sinistra e libertà: una scelta difficile.

Quando si è cominciato a discutere della possibilità di costituire un’aggregazione intorno al progetto di Sinistra e Libertà,  il gruppo socialista che si riconosceva nella “sinistra che unisce”ha risposto con entusiasmo all’iniziativa. Ci si è riconosciuti nel progetto e abbiamo dato il nostro contributo di idee e di lavoro perché il progetto andasse avanti.

Dopo Bagnoli, le cose sono cambiate a seguito di un crescendo di avvenimenti a volte contraddittori, che hanno raffreddato gli entusiasmi e cambiato il volto e le prospettive di quella che si preannunciava come una nuova stagione della sinistra.

Due gli avvenimenti che hanno cambiato il volto di Sinistra e Libertà. Da una parte il Partito Socialista è venuto meno agli impegni presi, usando come pretesto le  accelerazioni date al progetto. Anche i Verdi dopo il  congresso sono venuti meno e si sono ritirati in uno  splendido isolamento in attesa di tempi  migliori e di padroni più rassicuranti. I verdi non appartengono alla tradizione culturale della sinistra. La  loro dissociazione non meraviglia più di tanto.  Più grave il comportamento di Nencini, che perseguendo un piano che aveva come unico scopo quello di garantirsi la sopravvivenza politica, non ha esitato un attimo a tirarsi fuori dalla mischia. Anche Vendola ha le sue responsabilità, perché se non avesse accelerato sulla questione partito, probabilmente le cose sarebbero andate diversamente. Fare il partito dopo le elezioni, se i socialisti avessero rispettato gli impegni, non avrebbe cambiato niente. Va anche detto che il Psi, probabilmente non aveva mai voluto fare  il partito né in forma federata, né in forma organica.

Dopo il venir meno dei socialisti e dei verdi, le prospettive di Sinistra e Libertà sono cambiate. Non più un’aggregazione positiva delle varie anime della sinistra, ma un coacervo di persone intorno al nucleo forte di Sinistra Democratica. Noi di “Quaderni socialisti” non siamo comunisti e non ci riusciamo ad identificare in un formazione prevalentemente comunista che tende a far valere la regola dei numeri. Sinistra e Libertà avrebbe dovuto tener conto degli sforzi fatti dai socialisti, come noi  per poter intraprendere il cammino di Sinistra e Libertà senza un partito, senza un’organizzazione. Invece ci è stato detto che dovevamo adeguarci. Dopo il fallimento della costituente socialista, abbiamo assistito ad un secondo fallimento.

Sinistra e libertà avrebbe rappresentato una novità ed un’opportunità. Oggi non è così. Saremo vicini ai compagni di sinistra e libertà e condivideremo le loro scelte, quando lo riterremo opportuno. Ciononostante così come abbiamo negato legittimazione ad un partito socialista asfittico e moribondo, altrettanto faremo con Sinistra e Libertà.

dicembre 21, 2009

Montella, Sd: amministrazione indifferente alla crisi economica

“Il governo Berlusconi non fronteggia la crisi economica in atto, non supporta le imprese in difficoltà, si caratterizza per i consistenti tagli di risorse verso il mezzogiorno e verso gli enti locali.” Così esordisce la nota redatta dal circolo “ENRICO BERLINGUER” SINISTRA DEMOCRATICA di MONTELLA (Avellino). “La crisi economica è in mezzo a noi – continua la nota -, nelle nostre famiglie con le difficoltà degli operai in cassa integrazione e altri lavoratori senza certezza per il futuro. I comuni, specialmente quelli più piccoli, oggi sono ancora più in difficoltà a garantire i livelli minimi di servizi ai propri cittadini. C’è dunque la necessità di avviare una mobilitazione degli enti locali e territoriali contro la prossima finanziaria che impone nuovi tagli delle risorse ma soprattutto c’è l’urgenza da parte degli eletti di avere una idea di sviluppo e un pensiero lungo per le città che sono chiamati a governare.
Ma di questo non sembrano essere consapevoli gli amministratori del Comune di Montella che vivono la propria funzione nell’ottica di una serena beatitudine, come se nulla fosse
. Infatti, sono alle nostre spalle mesi di gestione caratterizzata da colpi di teatro dediti al facile consenso, una evidente difficoltà dovuta al conflitto d’interessi che spesso affiora in capo al Sindaco e una totale insufficienza della squadra di governo.
Essi non avvertono la pesantezza della fase e finiscono per concentrarsi sui piccoli obiettivi di facile impatto sull’opinione pubblica anche se per noi tutto questo non è una sorpresa. Come non è una novità che alcuni consiglieri eletti all’opposizione sostanzialmente forniscono un appoggio esterno alla giunta Capone avendo anche il coraggio di difendere e beatificarne il ruolo sui giornali.
Non abbiamo tracce di un progetto di città da parte di questo Sindaco come la vicenda dei progetti dei Patti di reciprocità dimostra. Infatti Il Sindaco di Montella, in concorso con gli altri sindaci del nostro comprensorio, ha la responsabilità di aver perso una occasione importante per lo sviluppo delle nostre aree.
La C.M. della Terminio Cervialto e la C.M. dell’Alta Irpinia erano il volano di un grande progetto di sviluppo basato sull’idea forza del turismo e dell’ambiente da contrapporre al progetto della piattaforma logistica dell’Ufita. Ma invece di preparare l’appuntamento progettuale dei patti di reciprocità per mesi si è bloccata la C.M. Terminio Cervialto per l’elezione del Presidente dell’Ente.
In prima fila il Sindaco di Montella che, candidatosi contro la partitocrazia, è stato il miglior interprete dei vizi dei partiti per mesi, di fatto bloccando l’attività dell’ente montano. Poi la rincorsa a un progetto delle ultime settimane, il pianto greco degli incompresi da parte di qualche Sindaco tra cui quello di Montella, e poi il colpo di teatro: Capone si accorge che il ruolo di Montella è ben altro. Montella guiderà i prossimi processi di sviluppo dell’area. In questi casi si dice “arsa Morra venette a chiove, Sindaco!. Non hanno in mente una ipotesi di sviluppo per il nostro territorio e ne è l’esempio eclatante la presentazione del progetto per la realizzazione di una “ludoteca” al PIRAP del Parco Regionale dei Monti Picentini, il cui tema portante è “Ambiente e enogastronomia”. Si doveva cogliere l’occasione, a nostro avviso, per sviluppare una idea di crescita economica e proporre progetti innanzitutto coerenti con la finalità del PIRAP, progetti strettamente legati al nostro territorio e infine fare sistema con le finalità di tutela ambientale del Parco dei Monti Picentini. Anche questa volta nessuna idea, nessun ruolo e nessun protagonismo per il Comune di Montella. Noi, da parte nostra, ci vogliamo provare a condividere con la gente la nostra visione di “Città Futura”. Città intesa come comprensorio dei comuni limitrofi che in un passato recente hanno trovato nel Comune di Montella il volano di iniziative progettuali nel sociale, nello sviluppo produttivo delle risorse naturali, in progetti di risanamento ambientale. Lanciamo l’idea di un incontro politico su questo tema nelle prossime settimane che abbia valenza comprensoriale e provinciale.
Confidiamo si possa ripartire dall’iniziativa politica. Ripartire dal protagonismo attivo delle popolazioni e dei tanti soggetti sociali in difficoltà. Ripartire dalle forze che sono alternative alla destra e a questo modo di concepire l’Amministrazione del Comune di Montella. Un invito – conclude il direttivo del circolo – rivolto a tutti coloro che sono interessati ad una valida alternativa di governo, ma soprattutto agli amici del PD ai quali auguriamo che la fase congressuale (da tempi biblici) sia finalmente giunta alla fine per il bene del PD stesso e del centro sinistra montellese.”

dicembre 18, 2009

Imbriano a Giordano: “Basta scontri e arroganza”

“Ancora una volta, in Irpinia, le parole e le scelte di Sd paiono pietre scagliate contro il progetto di Sinistra ecologia e Libertà.” Così Gennaro Imbriano, portavoce provinciale di MpS e delegato all’Assemblea Nazionale di SeL. “Purtroppo – continua Imbriano – nemmeno alla vigilia del fondamentale appuntamento dell’Assemblea Nazionale di SeL, si sono volute evitare certe prese di posizione. Penso all’emblematica scelta della federazione avellinese di Sd, che ha compattamente disertato l’Assemblea Regionale, unico luogo democratico deputato a eleggere tutti i delegati campani all’Assemblea Nazionale. E mi riferisco alle inaccettabili falsità con cui si esprime sulla stampa il Segretario provinciale di Sd, nonchè all’arroganza di certe sue recenti dichiarazioni al Corriere. Non è dentro una spirale di scontro muscolare che si possono affrontare i seri problemi politici, che pure ci sono. Non è con questo spirito di chiusura che si può costruire la nuova sinistra. Non è con l’arroganza che si può far vivere una sinistra plurale, un luogo aperto alle nuove generazioni, alle donne, a quanti non provengono dagli attuali Partitini e intendono superarli. Non è così che si può far crescere un clima di interesse e partecipazione attorno a Sinistra ecologia e Libertà. Spero sinceramente che, almeno dall’Assemblea Nazionale in poi, anche qui in Irpinia si possa respirare un’aria nuova. Io mi impegnerò in questa direzione – conclude Imbriano – e invito tutte e tutti a fare responsabilmente altrettanto.”

I delegati irpini che parteciperanno all’Assemblea Nazionale di SeL il 19 e 20 dicembre sono: Angelo Giusto, Gennaro Imbriano, Pompilio Albanese, Maria Grazia Valentino, Marco Picariello, Antonio Petoia, Pierluigi Damiani, Emanuele Esposito, Stefano Lieto, Michele D’Ambrosio, Raffaele Aurisicchio, Giancarlo Giordano, Michela Ziccardi, Rita Labruna, Giuseppe Moricola, Peppino Carillo, Raffaele Lieto.

dicembre 17, 2009

Elogio di Capitan Fracassa

Un signore, di cui fino a ieri ignoravo l’esistenza, pensando di offendermi, in un trafiletto, dopo avermi riempito di male parole, mi ha definito “Capitan Fracassa della politica”.

Non mi sento offeso, malgrado l’intenzione del mio interlocutore. Capitan Fracassa resta di gran lunga uno dei miei romanzi preferiti. Come tutti sanno il Capitan Fracassa è un celebre romanzo di cappa e spada. Si narra la storia di un giovane gentiluomo rovinato, il barone di Sigognac, che vive solo con un servitore fedele, un cavallo e un gatto nero, Belzebù, nel suo vecchio castello semidistrutto, perso nelle lande. Il barone di Sigognac  accetta di unirsi ad una compagnia di commedianti e, alla morte del burbero ma buon Matamoro, accetta di prenderne il posto con il nome di Capitan Fracassa.  Di questa compagnia diventa il capo e dopo una serie di peripezie mirabilmente raccontate, sposa la bella Isabella, non più umile commediante, ma principessa di Vallombrosa.

Se, fuor di metafora, Capitan Fracassa vuol dire non essere un politico di professione, ebbene io me ne vanto. Per me la politica è solo passione civile e democratica da esercitare tutti i giorni. Non sono un politico di mestiere. Io sono un avvocato ed ogni mattina vado al lavoro cercando di farlo al meglio delle mie possibilità. Non ho mai chiesto niente alla politica. Forse per questo molti compagni si riconoscono in me, mi stimano, mi gratificano con il loro affetto.

Io e il sig. Carrillo non ragioneremo mai con lo stesso metro, seguendo la stessa logica. Per me un partito non è un ufficio di collocamento, ma un luogo di discussione e di confronto e se il confronto viene negato mi faccio da parte, vado a  fare  le mie battaglie altrove. Nella mia vita non sono mai stato da solo e non sentirò la mancanza dei compagni di sinistra democratica, come loro non sentiranno la mia. Ma stia tranquillo Carrillo se un giorno dovesse avere bisogno della mia solidarietà mi troverebbe pronto..

dicembre 13, 2009

No alla politica del fatto compiuto.

Si sarebbe svolta ieri a via Dante l’assemblea provinciale in preparazione dell’assemblea nazionale di Roma del 19 e 20 dicembre. Sono intervenuti, secondo un comunicato diffuso da sedicenti appartenenti a Sinistra e Libertà, Salvatore Esposito  e Arturo Scotto coordinatore regionale. L’assemblea ha eletto la delegazione che prenderà parte al’assemblea di Roma. E i socialisti? L’accordo politico siglato a Napoli alcuni giorni fa prevedeva che ad Avellino non sarebbe stata tenuta l’assemblea provinciale e che i delegati sarebbero stati decisi a Napoli secondo un criterio di proporzionalità. Con un colpo di mano di assoluta scorrettezza e fregandosene delle difficoltà delle altre componenti di Sinistra e Libertà, Sinistra Democratica di Avellino ha fatto un blitz senza tener conto di quanto si era deciso a Napoli. Questo precedente crea un vulnus gravissimo e difficilmente recuperabile.

Non tener conto delle regole democratiche e procedere per colpi di mano non fa parte della cultura dei socialisti.

Se D’ambrosio e la sua cricca di mascalzoni, professionisti della politica, crede di costruire il percorso di sinistra e libertà procedendo per colpi di mani , lo faccia pure ma senza i socialisti.

I tempi della politica possono essere brevi o lunghi. E’ scritto “Il mondo passa via con la concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio dimora in eterno (1giovanni 2:17). I socialisti italiani esistono dal 1892 ed il pensiero socialista è sempre attuale malgrado le contaminazioni. Sapremo aspettare.  Sinistra e Libertà sarebbe stata una bellissima occasione di rinnovamento del quadro politico della sinistra. Questo rinnovamento non è concepibile con personaggi che disprezzano la democrazia e le sue regole come hanno appena dimostrato di fare D’ambrosio e la sua cricca di facinorosi. Ai compagni di sinistra e libertà auguro buon lavoro e buona fortuna.

Beppe Sarno

novembre 29, 2009

Sinistra e Libertà non diventi un’enclave massimalista.

All’assemblea regionale del PD pugliese Massimo D’Alema ha  smontato l’autocandidatura di Niki Vendola a guidare la coalizione di sinistra per le prossime elezioni regionali. “Dobbiamo fare noi quello che avrebbe dovuto fare Vendola e non ha fatto: chiamare le forze politiche a discutere programmi e prospettive senza fare veti e pregiudiziali”.Queste le parole di D’Alema. Dal canto suo l’attuale governatore della Puglia ha dichiarato “Non solo vado avanti malgrado tutto e tutti ma vado avanti perché tutto e tutti mi spingono ad andare avanti”, perché il pericolo di riconsegnare la Puglia alla destra è strettamente connesso al tentativo di rimozione del significato profondo che la Primavera pugliese ha avuto nel 2005 e ha avuto nel corso della stagione di governo. “ Queste posizioni, entrambe rispettabili, così distanti e apparentemente inconciliabili pongono un problema di fondo, senza l’UDC le elezioni in Puglia non si vincono, perché questo partito che oggi sembra aver assunto il ruolo che fu dell’Udeur, secondo le stime di previsione conta in Puglia su una fetta di elettorato del 7, 8 %. Sono proprio questi 7,8 punti a levare e mettere che fanno la differenza e potrebbero determinare la vittoria dell’una o dell’altra coalizione. In Campania la situazione è analoga. L’altra sera nella sua visita ad Avellino Claudio  Fava, leader di Sinistra Democratica e padre fondatore di Sinistra e Libertà ha posto lo stesso problema con toni molto meno concilianti di Niki Vendola.

Parlando infatti delle elezioni regionali ha scartato bbio la possibilità di un accordo con l’UDC ed ha criticato la telefonata che il segretario Regionale del PD Amendola avrebbe fatto all’on.le De Mita, per esplorare la possibilità di un accordo per le elezioni regionali. Ha detto Fava che la telefonata di Amendola “è un atto di politica vecchia”. La presa di posizione di Fava condivisa da tutto il gruppo che fa riferimento a Sinistra Democratica pone una serie di problemi sia all’interno di Sinistra e Libertà, sia di prospettiva politica e di programmi. Se, infatti, il gruppo che si riconosce in Fava pone delle pregiudiziali così nette, vuol dire  che non ci si pone in termini di governabilità, ma si fa fin da ora una scelta di campo non condivisibile. La regione Campania non deve essere governata dalla destra è la nostra battaglia deve essere quella di fare il possibile perché il governo della regione rimanga alla sinistra. Come socialista non mi accontenterei mai di decidere di rivestire un ruolo, seppur nobile, di oppositore. Possiamo governare, dobbiamo governare. Come in Puglia, però, così in Campania i voti dell’UDC servono ed il peso politico, prima che elettorale dell’on.le De Mita è ancora fondamentale. L’UDC infatti conta più o meno quanto conta in Puglia, setto otto punti percentuali che potrebbero dare al centrosinistra la vittoria. D’altro canto non si può stare all’opposizione per professione. La sopravvivenza di Sinistra e Libertà passa anche per le elezioni regionali, che sono una battaglia da vincere. Sbaglia Fava quando afferma “Non farei coincidere il Progetto con le regionali, che certo non sono un giudizio universale, ma una tappa.” La costituente socialista è morta proprio perché non seppe dare una risposta adeguata alle elezioni  anticipate a seguito della caduta del governo Prodi, sarebbe un suicidio politico rinchiudersi in un massimalismo di cui sinceramente non si sente il bisogno. E. poi, cosa rimarrebbe di Sinistra e Libertà in Campania dopo cinque anni di governo del centro-destra, con personaggi come Cosentino, Cesaro e simili? Sono socialista e moderato per carattere, non mi farò risucchiare in logiche che non mi appartengono e che ci porteranno alla sconfitta e all’isolamento. L’uscita di una parte dei socialisti da Sinistra e Libertà non ha causato la fine del progetto, ma col discorso di Fava le conseguenze si cominciano, purtroppo, a vedere.

Beppe Sarno

novembre 23, 2009

Siamo uomini o caporali?

Dopo aver affossato con singolare improntitudine il progetto di sinistra e libertà, Nencini fa lingua in bocca con l’UDC. Infatti nel sito del PS  afferma “Avviamo subito un tavolo  dei riformisti allargato all’Udc, per scegliere i candidati migliori alla guida delle regioni.
“Dobbiamo ricordarci la lezione di Nenni, – ha continuato il leader socialista – che col centrosinistra aprì in Italia una straordinaria stagione di rinnovamento e di progresso economico e civile. I sondaggi ci dicono che, a iniziare dal Meridione, dobbiamo ritrovare l’unità di tutte le forze riformiste per dare vita a un nuovo centrosinistra. E’ questa la strada migliore per mettere fine alla stagione delle divisioni e delle contrapposizioni che si è aperta con l’ingresso di Berlusconi in politica. Dobbiamo vincere le elezioni per governare il Paese – ha concluso Nencini – in una prospettiva di riforme che ridiano finalmente fiducia al Paese soprattutto alle nuove generazioni”.

Per fare questo Sinistra e Libertà non andava bene? Casini che ha detto che Vendola è un problema. La pensa così anche il segretario del PS?

Siamo al ridicolo: alle elezioni non potremo usare il simbolo di Sinistra e Libertà. Non fa niente ne faremo uno più bello. Come ha detto Fava “Nencini Ha una visione antica e egoista della politica, ma tra i suoi militanti c’è già chi ha scelto noi.” Nencini faccia quello che vuole. Come diceva Manzoni nella vita il coraggio chi non c’è l’ha non se lo può dare.Noi non ci arrenderemo.

novembre 13, 2009

Cattivi maestri.

casa incendiataNon ho parole! Dopo la rottura fra i socialisti e gli esponenti di sinistra e libertà sulla questione delle canditure in Toscana è stata chiesta una riunione urgente del coordinamento di SEL. Nencini, ha preferito defilarsi, lasciando nei guai Marco  Di Lello, che al momento della votazione ha abbandonato la riunione. A quel punto è stato votato un documento che impegna Sinistra e Libertà a presentarsi col proprio simbolo in Toscana già dalle prossime primarie. La delibera  è stata impugnata dai tesorieri per chiedere formalmente l’invalidazione del voto e per diffidare il coordinamento dalla pubblicazione sul sito del dispositivo contestato. Di fronte alla scelta del coordinamento di pubblicare ugualmente il testo contestato, il Ps ha scelto di oscurare il sito, di cui è formalmente proprietario. Questo strappo purtroppo segna la morte di sinistra e libertà. Berlusconi vince non solo a destra, ma fa vittime anche a sinistra.  Infatti il PS nel suo sito dichiara che la decisione di oscurare il sito di S e L è stata non solo del PS ma anche dei verdi, e di sinistra e Libertà. Inoltre Il Segretario del partito socialista , Riccardo Nencini ha convocato la segreteria nazionale il prossimo mercoledì per esaminare la situazione che si è inopinatamente determinata e per assumere le conseguenti determinazioni  e parlando al congresso dei radicali ha affermato .” . Sono sempre più convinto che l’Italia abbia bisogno di una ‘triplice intesa’ innanzitutto tra Pd, Socialisti e radicali, per dare vita a un nuovo centrosinistra in grado di proporsi come vera alternativa di governo al centrodestra.”

La decisione di oscurare il sito di Sinistra e Libertà è un grave atto di intimidazione politica che mette il segretario socialista Nencini alla stregua di un dittatorello sudamericano. Il sito era di tutti e tutti avevano il diritto di esprimere le proprie opinioni anche in difformità del coordinamento ed anche in difformità delle decisioni di Bagnoli. I socialisti, quelli veri, non usano la censura come strumento di lotta politica, ma il dialogo anche violento ed acceso ma leale e democratico, caro Nencini.

D’altronde non è da ieri che il Ps cercava di rompere l’alleanza di Sinistra e Libertà alla quale forse non aveva mai creduto. Il nuovo progetto di Nencini rispolvera un vecchio progetto dello SDI di Boselli che vedeva radicali, socialisti a supporto del PD. Spero sinceramente che sinistra e libertà si salvi e non affoghi nel mare dell’egoismo di Binetti/Nencini. La decisione di affossare S e L pone un serio problema politico e come al solito a pagarne le conseguenze sono i compagni di base che dopo aver lavorato per mesi ad un progetto politico affidabile debbono rimboccarsi le maniche e ricominciare da zero.

P:S. questo blog è a disposizione di tutti i compagni che ne dovessero aver bisogno e non sarà oscurato per nessun motivo.