Posts tagged ‘sindrome metabolica’

marzo 2, 2013

Diabete: sport ed esercizio fisico come medicina.

Diabete: sport ed esercizio fisico come medicina
(ASCA) – Roma, 1 mar – Camminare a passo svelto almeno 150 minuti a settimana, aiuta a prevenire il diabete. Ma anche fare le scale e alzarsi spesso dalla sedia o dal divano! Uno studio appena pubblicato su ‘Diabetologia’ dimostra che ridurre la sedentarieta’ (il tempo trascorso seduti o sdraiati) di 90 minuti al giorno, apporta grandi benefici alla salute. Cosi’, e’ tempo di mettere al bando la sedentarieta’, fattore di rischio principale per lo sviluppo di obesita’, insulino-resistenza, sindrome metabolica e diabete di tipo 2.

Sono sempre piu’ numerosi gli studi che indicano che l’esercizio fisico funziona come una vera e propria medicina anti-diabete. Meno chiaro e’ quale forma di esercizio fisico sia realmente benefica per il paziente e per il suo diabete; insomma si continuano a dare indicazioni vaghe di ‘fare piu’ attivita’ fisica’, senza tuttavia arrivare a ‘prescrivere’ l’esercizio fisico, indicandone la durata, l’intensita’ e la tipologia degli esercizi. Ma presto si potrebbe arrivare ad una ‘prescrizione’ su misura del singolo paziente, anche grazie alla corposa mole di studi che si stanno accumulando sull’argomento.

dicembre 22, 2012

Elettrocardiogramma: legge anche cattive abitudini della quotidianità »

 

giugno 3, 2012

Pagate solo trenta euro e state bene.

30 euro all'anno di cioccolato fondente proteggono cuore e arterie

Bastano 30 euro all’anno spesi per comprare cioccolato per mantenere in salute cuore e arterie. Il calcolo è stato fatto da un gruppo di ricercatori australiani che in uno studio pubblicato sul British Medical Journal hanno confermato i benefici del consumo del tanto amato dolcetto, soprattutto se fondente, per l’apparato cardiovascolare.

Gli autori della ricerca hanno utilizzato un modello matematico per stimare gli effetti a lungo termine del consumo quotidiano di cioccolato fondente sulla salute di 2.013 individui affetti da sindrome metabolica, una situazione complessa in cui il rischio di diabete e di malattie cardiovascolari è particolarmente elevato. I calcoli hanno dimostrato che concedersi ogni giorno per 10 anni un po’ di questo alimento può evitare l’insorgenza di 70 disturbi cardiovascolari non mortali e di 15 eventi cardiovascolari fatali ogni 10.000 consumatori. Il costo della terapia? Poco più di 30 euro.

Non c’è da sorprendersi che introdurre un alimento nella propria dieta possa avere effetti benefici sulla salute. Nel caso, poi, della sindrome metabolica, così com’è anche per l’obesità, è risaputo che esercizio fisico e regime alimentare sono fondamentali per rimettersi in salute. Mentre frutta, verdura e cereali integrali aiutano nell’impresa riducendo l’apporto di grassi saturi e di zuccheri raffinati, il cioccolato fondente fa la sua parte fornendo molecole in grado di ridurre la pressione sanguigna, l’infiammazione e i livelli di lipidi e di colesterolo nel sangue.

marzo 10, 2011

Sindrome metabolica: la dieta mediterranea grande modulatrice.

La e’ efficace nell’abbassare la , una combinazione di sintomi come obesita’, diabete e pressione alta che spesso conduce ad attacchi di cuore e ictus.

 

A ribadire le qualita’ dell’alimentazione ricca di olio di oliva, verdura e frutta e’ uno studio pubblicato sul ‘Journal of the American College of Cardiology’, che ha analizzato i risultati di 50 ricerche precedenti per un totale di mezzo milione di soggetti studiati.
Secondo la ricerca curata dall’Universita’ Harokopio di Atene, la ha “effetti benefici provati” sia sulla nel suo complesso sia sui singoli sintomi, come l’alto livello di nel ; inoltre gli effetti antiossidanti e antinfiammatori del cibo contribuiscono a diminuire i rischi di . “I nostri risultati confermano il ruolo protettivo degli stili di vita, prime tra tutti le abitudini alimentari”, ha spiegato Demosthenes Panagiotakos, uno degli autori, “nello sviluppo e nella progressione del la , patologia che e’ tra le cause principali dei problemi . Per questo la sua prevenzione e’ fondamentale”.

gennaio 22, 2011

Un primato italiano poco invidiabile: diabete e obesità infantile.

L’Italia è seconda solo al Portogallo in Europa per percentuale di bambini in sovrappeso od obesi. Una recente indagine condotta dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali sull’obesità infantile in Italia, ha rivelato che il 24% dei ragazzi che frequentano la scuola è in sovrappeso e il 12% è obeso. La condizione di sovrappeso e obesità in età pediatrica comporta delle complicanze molto serie da non sottovalutare, come quelle metaboliche e addirittura cardiovascolari.

La resistenza all’insulina ha un ruolo fondamentale nella comparsa di queste complicanze; si è visto, infatti, che la sua presenza è associata a complicanze metaboliche come l’intolleranza glucidica, il diabete di tipo 2, la steatosi epatica, fino alla sindrome metabolica. Da qui il neologismo “diabete infantile”: obesità e rischio sicuro di comparsa del diabete.

ottobre 24, 2010

CIBO: CEREALI INTEGRALI-RAFFINATI 3 A 1, LA RICETTA PER RIMANERE IN FORMA (E COMBATTERE IL GRASSO)

Più cereali integrali e meno cereali raffinati: sembra essere questa la ricetta del Jean Mayer USDA Human Nutrition Researcher Center on Aging (USDA HNRCA) della Tufts University pubblicata sull’American Journal of Clinical Nutrition per contrastare obesità, sindrome metabolica e diabete di tipo 2. Dallo studio emerge che diminuendo il consumo di cereali raffinati e aumentando quello di cereali integrali, nell’organismo umano diminuisce sia il grasso sottocutaneo che quello viscerale (quello più profondo che circonda gli organi intra-addominali) e si hanno maggiori probabilità di ridurre il rischio di incorrere in malattie cardiovascolari e metaboliche e nel diabete di tipo 2.

Pane e riso integrali al posto del pane e del riso bianchi, cereali integrali al posto di quelli raffinati, tanto per fare un esempio. “Il volume del grasso viscerale era di circa il 10% più basso nelle persone che hanno dichiarato di mangiare tre o più porzioni al giorno di cereali integrali e che hanno limitato la loro assunzione di cereali raffinati a meno di una porzione al giorno”, spiega Nicola McKeown, che ha guidato lo studio. Gli autori hanno anche osservato che i partecipanti che hanno consumato, in media, tre porzioni al giorno di cereali integrali ma hanno continuato a mangiare molti cereali raffinati non hanno mostrato una diminuzione nel volume del grasso viscerale: “Questo risultato implica – spiega McKeown – che è importante fare sostituzioni nella dieta, piuttosto semplicemente aggiungere cereali integrali”.

I ricercatori hanno esaminato dieta, stato di salute e accumuli adiposi di 2.834 uomini e donne tra i 32 e gli 83 anni rilevando che il consumo di cereali raffinati è in particolare legato alla presenza del grasso viscerale: “L’associazione persisteva – spiega Paul Jacques, co-autore della ricerca – dopo aver aggiustato i risultati con altri fattori legati allo stile di vita di altri come il fumo, l’assunzione di alcol, il consumo di frutta e verdura e l’attività fisica”. (ASCA)

maggio 19, 2010

Sindrome metabolica e disfunzione erettile: dieta e attività fisica ripristinano l’attività sessuale

  Normale processo metabolico

Nell’uomo obeso la combinazione di corretta alimentazione e regolare sport normalizzano i livelli di testosterone e anche la attività sessuale se non sono già presenti alterazioni vascolari.

Dieta ipocalorica e incremento dell’attività fisica normalizza i livelli di testosterone e ripristina la funzione sessuale qualora non siano già presenti alterazioni vascolari.
“I segni clinici per riconoscere la sindrome metabolica, fenomeno sempre più frequentemente riscontrato nella popolazione – ha affermato Carlo Foresta, professore di Patologia clinica presso l’Università di Padova – sono l’obesità, l’ ipertensione e il diabete. Si stima – ha aggiunto- che ne sia colpito un italiano su quattro. I pazienti che ne risultano affetti sono particolarmente a rischio di sviluppare patologie cardiovascolari.(liquidarea)

maggio 11, 2010

L’uva riduce il rischio diabete.

L’uva da tavola potrebbe rallentare l’insorgere di condizioni come l’ipertensione e l’insulino-resistenza la quale porta a malattie cardiache e diabete di tipo 2. Gli scienziati della University of Michigan Health System hanno trovato in questo frutto delle sostanze fitochimiche, antiossidanti presenti in natura, dal potere quasi miracoloso.

I risultati di uno studio effettuato sugli animali presentato al convegno Experimental Biology ad Anaheim, in California, mostra risultati incoraggianti di una dieta con molta uva, la quale è in grado di prevenire i fattori di rischio per la sindrome metabolica, una patologia che affligge centinaia di milioni di persone in tutto il mondo ed è spesso un precursore del diabete di tipo 2.

I ricercatori hanno studiato l’effetto delle uve da tavola di ogni tipo sulla dieta dei topi da laboratorio che prevedeva un’alta percentuale di grassi, com’è nello stile americano odierno. Tutti i ratti utilizzati appartenevano ad una razza che tende ad essere in sovrappeso. Dopo tre mesi, i ratti che avevano ricevuto la dieta con molta uva avevano abbassato la pressione sanguigna, presentavano una funzione cardiaca migliore, trigliceridi più bassi, una migliore tolleranza al glucosio, e gli indicatori di infiammazione nel cuore e nel sangue si erano ridotti rispetto ai topi che seguivano la dieta normale.