Posts tagged ‘sindrome di down’

dicembre 5, 2010

SALUTE: UN MESSAGGIO PER GLI IMPRENDITORI ‘ NON DIMENTICATE LE PERSONE CON SINDROME DI DOWN’

SALUTE: UN MESSAGGIO PER GLI IMPRENDITORI ‘DOMANI NON DIMENTICATE LE PERSONE CON SINDROME DI DOWN’

“Più attenzione alle necessità quotidiane delle persone disabili, mantenere i diritti acquisiti, soprattutto quelli che riguardano l’inserimento lavorativo”, nella speranza che la Giornata Internazionale delle persone con disabilità “non resti un momento celebrativo”. A dirlo Anna Contardi, coordinatrice nazionale dell’Associazione Italiana Persone Down (Aipd), che spiega a Salute Oggi lo spirito della Giornata in occasione della quale è stato presentato al Quirinale il volume ”10 anni di collaborazione tra Quirinale e Associazione Italiana Persone Down” alla presenza Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Accanto alle note positive, la rappresentante dell’associazione ricorda anche la battaglia per i diritti: “Le ultime finanziarie hanno ridotto le risorse complessive – ricorda Contardi -, molti Comuni sono stati costretti a ridurre i servizi socio-sanitari e l’assistenza”. Preoccupano anche i familiari delle persone con sindrome di Down i provvedimenti legislativi che rischiano di intaccare “la riserva di posti per le persone con disabilità, estendendola ad altre categorie e rischiando di penalizzare chi la disabilità ce l’ha davvero”. Infine il capitolo scuola “che ha visto le associazioni impegnate nel chiedere il mantenimento del sostegno agli studenti disabili a livelli accettabili – dice Contardi -, accanto agli altri bisogni, come la casa e il lavoro”.

novembre 6, 2010

Cancellato l’assegno di assistenza per chi soffre della sindrome di Down.

 Cancellato l’assegno di assistenza per chi soffre della sindrome di Down. L’assegno per l’assistenza solo a chi raggiunge l’85% di invalidità. 38mila persone che soffrono di questa sindrome non avranno più i miseri 256 euro al mese.
Pietro Vittorio Barbieri, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, non crede ai suoi occhi.

Delle innumerevoli porcherie di cui Berlusconi e il suo governo di lacchè si sono  macchiati, questo è il più schifoso.

Siete delle merde colossali.

ottobre 20, 2010

SALUTE: ‘DISABIL-ITALIANI’, IL PAESE IN BILICO TRA SOLIDARIETA’, TIMORI E PREGIUDIZI.

SALUTE: ‘DISABIL-ITALIANI’, IL PAESE IN BILICO TRA SOLIDARIETA’, TIMORI E PREGIUDIZI

Timore e pregiudizio, ma anche sentimenti di solidarietà. Così gli italiani vedono (e vivono) la disabilità. Sono 4,1 milioni I disabili in Italia (il 6,7% della popolazione). Emerge dai dati del Censis presentati questa mattina al Senato raccolti nell’ambito del progetto pluriennale “Centralità della persona e della famiglia nei sistemi sanitari: realtà o obiettivo da raggiungere?” promosso dalla Fondazione Cesare Serono. Secondo le stime del Censis, pari al 6,7% della popolazione. Le persone disabili suscitano in gran parte degli italiani sentimenti positivi, come la solidarietà (per il 91,3%), l’ammirazione per la loro forza di volontà e la determinazione che comunicano (85,9%), il desiderio di rendersi utili (82,7%). La metà (50,8%) afferma di provare tranquillità, di fronte a una situazione ritenuta “normale”. Ma sono diffusi anche sentimenti controversi, imbarazzo e disagio. Il 54,6% degli italiani prova paura, per l’eventualità di potersi trovare un giorno a dover sperimentare la disabilità in prima persona o nella propria famiglia. Poi c’è il timore di poter involontariamente offendere o ferire la persona disabile con parole e comportamenti inopportuni (34,6%). Il 14,2% degli italiani afferma di provare indifferenza, perché il problema della disabilità non li tocca minimamente.

Due terzi degli intervistati (66%) ritengono che soprattutto le persone con disabilità mentale sono accettate solo a parole dalla società, ma nei fatti vengono spesso emarginate. Quasi un quarto del campione (23,3%) ha un’opinione ancora più negativa, ritenendo che non c’è nessuna accettazione sociale, perché la disabilità mentale fa paura e queste persone si ritrovano quasi sempre discriminate e sole. Solo il 10,7% degli intervistati ritiene che invece sono accettate pienamente e che nei loro confronti c’è disponibilità all’aiuto e al sostegno.

Resistono i falsi miti e i luoghi comuni. Tra quanti affermano di conoscere la sindrome di Down, il 55,7% è convinto che nella maggior parte dei casi le persone che ne sono affette muoiano giovani, che non superino i 40 anni di età, mentre in realtà l’aspettativa di vita media per queste persone è oggi superiore ai 60 anni. E appare molto diffuso il luogo comune, ai limiti del razzismo, secondo il quale le persone Down si assomigliano tutte tra loro, sia esteticamente che come carattere, considerato vero da 2 su 3 (il 66%, e il dato raggiunge il 75,6% tra i soggetti meno scolarizzati e rimane comunque maggioritario anche tra i laureati, che lo ritengono vero nel 60,5% dei casi). (ASCA)

ottobre 17, 2010

L’Inps della vergogna toglie l’accompagnamento alle persone Down

Il Coordinamento scrive all’Inps per chiedere spiegazioni e chiarimenti ufficiali sull’alto numero di persone con sindrome di Down chiamate alla visita per smascherare i falsi invalidi e ai quali viene revocata l’indennità di accompagnamento

 Sempre più persone con sindrome di Down vengono chiamate dall’Inps alle visite di controllo volute per smascherare i “falsi” invalidi e molte di queste, dopo essere state sottoposte a test di valutazione non idonei e attuati in modo sbrigativo, si vedono revocato il diritto all’indennità di accompagnamento. La denuncia è del Coordown, il corordinamento delle associazioni di persone con sindrome di Down e loro familiari, che ieri ha inviato una richiesta ufficiale di spiegazioni e chiarimenti all’Inps. L’accusa, suffragata dalle testimonianze “di sempre più numerose famiglie”, è che le visite avvengono “senza gli idonei test di valutazione, in modo sbrigativo, sommario e lesivo dei diritti delle persone con sindrome di Down”. Alla luce delle segnalazioni, il sospetto del Coordown è che le azioni dell’Inps, e in particolare le Linee Guida pubblicate ad uno interno dall’Inps con lo scopo di chiarire la natura e i metodi dei controlli, siano tese “più che a individuare i falsi invalidi, a restringere il campo delle persone a cui viene concessa l’indennità, tra le quali, in particolar modo, le persone con sindrome di Down, soprattutto adulti che da tanti anni hanno riconosciuto, legittimamente, questo diritto”

Quante ne dobbiamo vedere ancora?

giugno 12, 2010

Un governo molto umano.

Il governo cancella l’assegno di assistenza per le persone affette da Sindrome di Down. Dopotutto, hanno già un cromosoma in più.

giugno 9, 2010

Una colpevole dimenticanza.

Dato che le tabelle del ministero della Sanità riconoscono alle persone con sindrome di Down un’invalidità pari al 75%, la norma che alza all’85% il grado di invalidità previsto per ricevere l’assegno mensile rischia di escludere le persone affette da tale sindrome da un sistema di welfare che già di per sè lascia molto a desiderare. Infatti, solo se alla sindrome è associato un ritardo mentale grave il grado di invalidità riconosciuto è pari al 100%.

Cosa ne pensa  il Partito Democratico?

marzo 3, 2010

Parliamo di handicap?

Prendendo spunto dalla notizia, apparsa sui quotidiani alcuni giorni or sono,dove un gruppo di idioti pseudo normodotati, hanno avanzato la proposta di usare come bersagli mobili per il tiro a segno, persone affette da sindrome di DOWN.
Io vivo questa realtà di genitore di un ragazzo Down, con tante problematiche infarcite da alcuni momenti di gioia. Credo che raccontare ai cosiddetti normodotati cosa significa confrontarsi con il mondo dell’Handicap sia difficile e sotto certi aspetti incomprensibile per chi ascolta. Per capire questa realtà bisogna viverla giorno dopo giorno e ti accorgi molto spesso quanta falsa solidarietà farcita da tanta ipocrisia circonda questo mondo, sentimenti questi che spesso si traducono in cattiveria gratuita.
Eppure io mi sento fortunato nella malasorte perchè i soggetti Down rispetto ad altri con le più svariate malattie genetiche, si possono considerare dei fortunati e con loro, per paradosso, le proprie famiglie; purtroppo altri portatori di handicap genetici e non gravi, subiscono ogni giorno in questa vorticosa società dove apparire è l’obbiettivo principe, subiscono unitamente alle loro famiglie tante umiliazioni e sopprusi.
Mi piacerebbe conoscere il parere in merito a questa problematica, dei lettori di questo sito.
ANGELO REPPUCCI