Posts tagged ‘SIMG’

dicembre 2, 2010

Menopausa: cambiamento di rotta, non e’ tramonto della femminilita’ ma rinascita

Il fatidico traguardo del mezzo secolo non coincide piu’ con il tramonto della femminilita’, anzi: le donne oggi affrontano questa tappa come una seconda giovinezza, molte raggiungono il culmine della carriera e vivono un nuovo rapporto (l’eta’ media femminile al divorzio e’ 43 anni). Nel 2008 vi sono state anche ben 107 neomamme a 50 anni e oltre. “Le nostre connazionali hanno una vita piu’ piena e attiva e sono mediamente molto piu’ in forma rispetto alle loro madri – spiega la dottoressa Raffaella Michieli, segretario nazionale della Societa’ italiana di medicina generale (Simg) -. Il fatto che oggi si parli molto di madri over 50 non e’ casuale ma riflette il diverso approccio moderno rispetto all’avanzare dell’eta’, anche nei confronti della vita sessuale e procreativa. Tuttavia l’arrivo della menopausa puo’ non essere ‘indolore’: per il 10% circa, i disturbi e i disagi possono minare significativamente la qualita’ di vita ed i medici di medicina generale devono essere pronti a cogliere questo messaggio”. Un sondaggio condotto a novembre su un campione di 200 camici bianchi italiani rivela che il 94% delle pazienti sintomatiche prova vampate di calore, il 49% sbalzi di umore, il 39% sudorazioni, il 35% aumento di peso. Nel 57% dei casi viene prescritta una terapia per i disturbi, e per il 67% delle donne e’ quella ormonale sostitutiva (Tos).

settembre 25, 2010

Allarme depressione: riguarda un italiano su quattro.

Una diagnosi precoce può significare la salvezza per molti depressi ed il primo che può accorgersi dell’insorgere della malattia è il medico di famiglia, in costante contatto con i cittadini. Proprio per questo la SIF, Società Italiana di Farmacologia, insieme alla SIP, Società Italiana di Psichiatria, e alla SIMG, Società Italiana di Medicina Generale, ha realizzato la prima ricerca in grado di fornire uno strumento diagnostico pratico a disposizione del medico di medicina generale. A partire dal mese di aprile 2007 e fino alla scorsa primavera, 160 ambulatori di medici di medicina generale hanno avuto a disposizione per la prima volta uno strumento pratico elaborato da tutti gli specialisti per comprendere la percezione della qualità di vita da parte di 1.600 pazienti a rischio depressione. Si tratta di un questionario relativo a umore, sintomi somatici e terapie, farmacologiche e non. Dalla capacità di movimento alla cura della persona, dalle attività abituali ai fastidi, dalla tristezza agli scoramenti ed alla visione del futuro, dall’analisi degli errori commessi nella vita al grado di soddisfazione raggiunta, dai sensi di colpa alle delusioni.
“Questo lavoro conferma che la diagnosi precoce permette di proteggere il cervello da danni morfologici irrimediabili, come la totale atrofizzazione dei neuroni, estremamente grave e difficilmente recuperabile” – afferma il professor Giovanni Biggio, Presidente della SINPF, Società Italiana di Neuropsicofarmacologia – “Purtroppo risulta molto difficile riconoscere i sintomi della malattia, i quali, molto spesso, non vengono collegati al mal di vivere”.(liquidarea)

marzo 12, 2010

Epatite “B”il tour.

 

Oltre 700 mila persone in Italia sono affette da epatite B cronica: di queste, almeno la metà non sa di aver contratto l’infezione che, se non trattata, può evolvere in forme gravi come cirrosi epatica ed epatocarcinoma.

Per promuovere informazione, prevenzione, diagnosi precoce e trattamento tempestivo della malattia, riparte la campagna itinerante “Epatite B: il tour”; dal 12 marzo al 20 aprile due camper allestiti a postazione mobile percorreranno le strade d’Italia per incontrare migliaia di cittadini in ben 26 capoluoghi.  

La campagna è realizzata in collaborazione con le società scientifiche AISF (Associazione Italiana per lo Studio del Fegato), SIGE (Società Italiana di Gastroenterologia), SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) e SIMIT (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali). 

In ogni città-tappa il camper personalizzato sosterà per due o più giorni in diverse piazze dove i cittadini potranno ricevere materiale informativo sulla patologia ed incontrare un medico specialista a disposizione per fornire approfondimenti sull’epatite B: rischi legati alla patologia, sintomi, importanza di una diagnosi precoce. 

Contatti ematici, rapporti sessuali non protetti, scambio o riutilizzo di aghi e siringhe, condivisione di oggetti personali come rasoi o spazzolini da denti, piercing o tatuaggi: sono queste le principali vie di trasmissione del virus dell’epatite B, uno dei più potenti agenti virali che colpiscono l’uomo, 100 volte più contagioso dell’HIV.

Alla sua virulenza si aggiunge il carattere asintomatico dell’infezione: molto spesso l’epatite B non dà sintomi specifici per anni e questo ritarda il momento della diagnosi.

 “L’epatite cronica può evolvere in cirrosi, che a sua volta può evolvere in epatocarcinoma” – afferma Nicola Caporaso, Presidente uscente della Società Italiana di Gastroenterologia. “Tra i malati cronici, circa il 20 per cento subisce una progressione del danno epatico fino alla cirrosi e al cancro, e si può anche arrivare a dover ricorrere al trapianto di fegato. La diagnosi precoce consente di arrestare l’evoluzione del danno epatico”. 

claudio cricelli, In Italia, dal 1991 la vaccinazione contro l’epatite B è inclusa nell’elenco delle vaccinazioni obbligatorie per i nascituri. 

Per favorire la diagnosi precoce, un ruolo fondamentale è affidato al medico di medicina generale. “Il medico di medicina generale gioca un ruolo a 360° nella gestione dell’infezione da virus dell’epatite B” – afferma Claudio Cricelli, Presidente Società Italiana di Medicina Generale. – “In questa malattia, il medico di famiglia svolge due funzioni essenziali: deve fare counselling sulla prevenzione del contagio, correggendo eventuali comportamenti a rischio, e ricercare l’infezione da HBV in tutti i soggetti a rischio di contrarre il virus, anche senza segni clinici e/o biochimici di malattia epatica”.  

La seconda edizione della campagna si svolgerà dal 12 marzo al 20 aprile: si parte da Palermo e Catania, per proseguire a Messina, Siracusa, Taranto, Napoli, Lecce, Avellino, Bari, Caserta, Foggia, Roma, Frosinone, Latina, Viterbo, Ancona, Pisa, Firenze, Bologna, Reggio Emilia, Padova, Torino, Brescia, Mantova, Bergamo, Milano.

marzo 10, 2010

Settimana nazionale della tiroide: visite gratis.

Da lunedì 15 marzo parte la settimana nazionale della tiroide, una maxi-campagna ideata per sensibilizzare i cittadini sull’importanza di controlli medici regolari per individuare eventuali alterazioni alla tiroide. Per informazioni sulle strutture a cui rivolgersi si può telefonare, già a partire da oggi, al numero verde 800-199894. Per le visite gratuite non sarà necessaria l’impegnativa del medico curante.

Il problema è molto diffuso nel Paese: sono circa 6 milioni gli italiani, soprattutto giovani donne, con patologie a questa ghiandola endocrina. Circa 5 mila visite gratuite in programma, in media 10 al giorno, e 150 ospedali coinvolti in tutta Italia.

Ma i cittadini, durante il resto dell’anno, possono sottoporsi a una visita a carico del Servizio sanitario nazionale, con il pagamento del normale ticket.
I dati confermano: nell’edizione 2008 della Settimana, il 30% dei pazienti esaminati, quasi 2 mila persone, presentava alterazioni delle ghiandola tiroidea che non sapeva di avere. Per più della metà dei casi (53%) sono stati prescritti ulteriori approfondimenti, quasi un quinto delle persone sono state indirizzate verso una terapia farmacologica, per l’8% si è rivelato necessario un intervento; 11 i tumori scoperti e 7 i noduli sospetti.

La settimana, che si chiuderà il 19 marzo, è promossa dal Club delle Uec, l’associazione delle Unità di endocrino chirurgia italiane, e dall’Ait (Associazione italiana della tiroide), con il patrocinio del ministero della Salute, della Simg (Società italiana di medicina generale) e di Cittadinanzattiva.

dicembre 9, 2009

La ‘dieta rosa’, per combattere l’osteoporosi

Le donne italiane non si nutrono a sufficienza con alimenti ricchi di calcio. Il consumo di latte tende, inoltre, a diminuire con l’età e le donne privilegiano quello parzialmente scremato. Per la fascia di età tra i 41 e i 59 anni, quella più a rischio di osteoporosi, l’apporto medio giornalierè di circa 100 millilitri di latte, di gran lunga inferiore ai 250 ml raccomandati. L’assunzione media giornaliera di calcio, contenuto principalmente nel latte, nei formaggi e nelle acque calciche, risulta di 630 mg al giorno, meno della metà delle quantità suggerite dai nutrizionisti (1.200-1500 mg al giorno).

E’ questo il risultato di un anno di ‘osservazione’ delle abitudini alimentari di un campione di oltre 10 mila soggetti rappresentativi della popolazione italiana da parte dei generalisti e pediatri che costituiscono l’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano, nato esattamente un anno fa, grazie all’impegno di SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) e FIMP (Federazione Italiana dei Medici Pediatri).

Per contrastare l’indebolimento osseo è, quindi, sufficiente un introito giornaliero di calcio che va dai 1.200 ai 1.500 milligrammi. Da qui l’idea dei nutrizionisti dell’Osservatorio di suggerire una Dieta Rosa, che prevede di assumere ogni giorno determinate quantità di latte, acque calciche e soprattutto formaggi.

Ecco tre esempi di Dieta Rosa per combattere l’osteoporosi:

– 1 litro d’acqua calcica – 300 mg

– 2 bicchieri di latte – 300 mg

– 150 grammi di verdura a foglia verde – 150 mg

– 50 g di formaggio grana – 600 mg

Totale – assunzione di 1.350 mg di calcio alimentare

– 1 litro d’acqua calcica – 300 mg

– 1 bicchiere di latte – 150 mg

– 1 yogurt – 150 mg

– 100 grammi di verdura a foglia verde – 100 mg

– 80 grammi di legumi cotti – 45 mg

– 2 cucchiai (20 grammi) di formaggio grana grattugiato – 230 mg

– 80 grammi di stracchino – 450 mg

Totale – assunzione di 1.425 mg di calcio alimentare

– 1 litro d’acqua calcica – 300 mg

– 1 bicchiere di latte – 150 mg

– 1 yogurt – 150 mg

– 100 grammi di verdura a foglia verde – 100 mg

– 100 grammi di alici – 150 mg

– 2 cucchiai (20 grammi) di formaggio grana grattugiato – 230 mg

– 80 grammi di ricotta – 230 mg

Totale – assunzione di 1.310 mg di calcio alimentare

“Non va dimenticato che una dieta ricca di calcio è consigliabile anche nella prima adolescenza, tra i 10 e i 14 anni  in questa fase della vita, infatti il calcio è altrettanto fondamentale in quanto si forma il 45 per cento circa della massa ossea definitiva e soddisfare adeguatamente i fabbisogni giornalieri di questo minerale aiuta a prevenire l’osteoporosi dopo i cinquanta’anni”.