Posts tagged ‘sigarette’

aprile 3, 2013

Fumatori incalliti: tracciato il loro profilo genetico, e perché non riescono a smettere.

La predisposizione a diventare un incallito è scritta nei .profilo genetico 251x300 Fumatori incalliti: tracciato il loro profilo genetico, e perché non riescono a smettere A svelarlo è un gruppo internazionale di ricercatori che in uno studio pubblicato su JAMA Psychiatry ha identificato il tipico dei forti fumatori, dimostrando il legame tra le caratteristiche dei di un individuo, il rischio di diventare dipendenti dalle nell’ e la maggiore difficoltà a perdere il vizio.

Per identificare questo i ricercatori hanno analizzato l’intero genoma di decine di migliaia di fumatori, all’interno del quale hanno scovato i più frequenti in chi fuma di più.

luglio 15, 2012

Fumo passivo più pericoloso dell’inquinamento.

L’ da di sigaretta all’aperto è molto peggio che non l’ nell’aria di città. Respirare il anche all’aperto è peggio che farsi una passeggiata in mezzo ai tubi di scarico nel traffico cittadino, suggerisce un nuovo studio. Il di sigaretta sarebbe infatti in grado di aumentare di ben 16 volte, e fino a 26, il livello di fondo di polveri sottili presenti nell’aria esterna. Per cui lo stare vicino a una persona che fuma, anche all’esterno, espone a livelli d’ molto pericolosi.

L’aumento esponenziale dell’ dell’aria da parte delle è stato osservato dai ricercatori neozelandesi dell’Università di Otago che hanno condotto uno studio di cinque settimane misurando i livelli di particelle sottili nell’aria, all’esterno di un centro commerciale, a seguito del passaggio di 284 persone che fumavano.
I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Health & Place ed evidenziano come a una distanza media dai fumatori di 2,6 metri vi fosse una media del 70% in più di particelle sottili PM 2.5 nell’aria (le particelle in questione hanno un diametro pari a 2,5 mm o inferiore). La misurazione ha permesso di stabilire che vi era un aumento del livello di fondo di da 16 a 26 volte.

maggio 31, 2012

Europa No-Smoking: il 60 percento degli europei vuole norme antifumo più severe.

Europa’. Il 60% dei cittadini dell’Unione è favorevole a misure che rendano il meno visibile ed attraente, ad esempio tenere i prodotti del lontano dalla vista nei negozi o limitare l’uso di aromi e colori attraenti. Passando però dalle parole ai fatti, il 28% dei cittadini con più di 15 anni fuma e il 70% dei fumatori e degli ex ha cominciato prima dei 18 anni. I dati emergono da uno studio dell’Ue sugli atteggiamenti nei confronti del , pubblicato dalla Commissione europea alla vigilia della Giornata mondiale senza .

 
“Sono estremamente preoccupato – commenta John Dalli, commissario europeo della Salute e dei consumatori – per il fatto che la maggior parte dei cittadini europei inizia a fumare a un’età molto precoce, prima del 18esimo compleanno. Per questo sono impegnato ad assicurare che l’Europa tenga fede ai suoi impegni internazionali sulla regolamentazione dei prodotti del , compresa la riduzione dell’attrattiva delle per i giovani. È in questo spirito che la Commissione sta elaborando una proposta di revisione della direttiva sui prodotti del ”, ricorda.
Del resto, lo stesso Dalli evidenzia “l’incoraggiamento” rappresentato “dall’ampio sostegno espresso dai cittadini a favore di misure antitabacco più rigorose. È anche rassicurante constatare una riduzione sostanziale della proporzione di persone esposte al . Ciò indica che la rigorosa regolamentazione nei luoghi pubblici e le azioni di sensibilizzazione sui vantaggi di non fumare stanno producendo risultati”.

maggio 2, 2012

Impulsività e uso di droghe: scoperto il network cerebrale responsabile.

Scoperto un collegamento tra un associato all’impulsivita’ e l’ di . I teenager che hanno una ridotta attivita’ in una zona frontale del cervello hanno infatti piu’ probabilita’ di aver sperimentato con , alcool e , come rivela un nuovo studio pubblicato su Nature Neuroscience. “La ridotta attivita’ di questa zona e’ da tempo associata all’impulsitivita’.

Stranamente, non si tratta della stessa area associata ai deficit d’attenzione ()” ha spiegato Hugh Garavan dell’ University of Vermont negli Stati Uniti, neuroscienziato a capo dello studio che e’ stato effettuato su un campione di 1896 quattordicenni. “Questo ci suggerisce che l’ potrebbe non essere un fattore di rischio per l’ di sostanze stupefacenti come si sospettava in precedenza. Questo studio ci mostra quindi come l’impulsivita’ possa derivare dall’insieme di piu’ elementi combinati in diverse zone del cervello” ha concluso Garavan.

novembre 30, 2011

Smettere di fumare ricorrendo all’ipnosi: 80 percento di successo.

Dire addio alle con l’. Nessun pendolino che oscilla o numeri da prestigiatori: la tecnica vanta ormai una solida letteratura scientifica ed è molto diffusa negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, dove ha preso piede fra i metodi per smettere di fumare. Soprattutto ha un tasso di successo dell’80%, secondo gli studi scientifici condotti.

 

“Bastano due sedute e in otto casi su dieci il fumatore riesce a smettere o a ridurre drasticamente, concedendosi durante la giornata qualche bionda ‘rituale’, come quella dopo il caffè”, spiega all’Adnkronos Salute Francesco Rossani, odontoiatra romano.
In poco più di due anni ha trattato con l’ oltre un centinaio di : “La stragrande maggioranza non ha più ripreso il pacchetto in mano”, sottolinea l’esperto, che ha cominciato con l’ sedativa, utilizzando questa tecnica al posto dei tranquillanti per i pazienti particolarmente ansiosi di sedersi sulla poltrona del dentista. Poi l’ha applicata ai pentiti delle . “‘Voglio smettere’. Inutile sottoporsi all’ – afferma Rossani – se non si riesce a pronunciare prima questa frase ad alta voce. Sembra una banalità, ma chi non vuole smettere di fumare non riesce a dirlo. Non tratto pazienti che non hanno una reale volontà di chiudere con le ”.
Ecco l’identikit del paziente tipo: “Prevalentemente donna (75%), intorno ai 30-40 anni. Pochi hanno oltre i 50 anni, nessuno meno di 30 o più di 60″, racconta. In tanti hanno provato prima a smettere sostituendo le bionde “con le gomme alla nicotina, molti hanno puntato tutto sulla sigaretta elettronica che però è il surrogato di una sigaretta vera e alimenta una serie di automatismi, come la gestualità, che non aiutano a smettere. C’è poi chi ha provato i magnetini, beneficiando soprattutto dell’effetto placebo”.

gennaio 10, 2011

Fumo: calano vendite, non fumatori. Le multe raddoppiate non scoraggiano.

 

Calano le vendite di sigarette in Italia, ma rimane stabile lo ‘zoccolo duro’ dei fumatori (quasi un italiano su quattro), che non accenna a diminuire. E’ il bilancio dei primi sei anni di applicazione della legge 3/2003, ossia la ‘legge Sirchia’ per la tutela della salute dei non fumatori, tracciato dal ministero della Salute. Proprio la finalita’ principale della legge, ossia l’abbattimento dell’esposizione al fumo passivo, e’ senza dubbio stata raggiunta, con il sostanziale rispetto del divieto da parte dei locali pubblici, ma i fumatori non calano, tantomeno nei piu’ giovani. Nel 2003, prima della legge 3/2003, la prevalenza dei fumatori era del 23,8%, mentre nel 2010, secondo i dati ISTAT (che fanno riferimento a oltre 60 mila interviste a persone con eta’ superiore ai 14 anni), la percentuale dei fumatori e’ del 22,8%, (29,2% gli uomini e 16,9% le donne); da 6 anni, quindi, il numero di fumatori in Italia oscilla intorno a valori compresi tra il 22% e il 23%, senza che si riesca ad ottenere una riduzione piu’ significativa. I valori piu’ alti si hanno tra i giovani adulti di eta’ compresa tra i 25 e i 34 anni, con una percentuale del 32.3% (39,7% i maschi e 24,4% le femmine) in aumento rispetto al 2009.

settembre 17, 2010

New York, vietato (forse) fumare nei parchi e in spiaggia

cicche di sigaretta abbandonate in un prato

La legge non è stata ancora approvata e già si solleva un polverone mediatico. A new York il sindaco Bloomberg, sta progettando di vietare il fumo nei parchi e in spiaggia. Insomma, a New York non si potrà fumare neanche all’aperto. Bloomberg è un ex fumatore  e trova giusto impedire che ci si possa accendere una bionda anche nei luoghi pubblici aperti, pena una multa salatissima. A New York ci sono undicimila ettari di parchi cittadini e circa 22 chilometri di spiagge.

 Il 40% dei rifiuti che si trova nel Mar Mediterraneo è composto da cicche di sigaretta.
Anche da noi si dovrebbe adottare una linea più dura per contrastare i fumatori outdoor.