Posts tagged ‘shell’

settembre 10, 2013

Multa a Shell di 1.1 milione di dollari per aver violato il Clean Air Act in Alaska

Scritto da Marina Perotta – martedì 10 settembre 2013

L’EPA eleva una multa da 1.1 milione di dollari a Shell per la sua attività estrattiva in Alaska, ma non basterà a fermare la multinazionale delpetrolio che prosegue con le sue devastante trivellazioni Continua…

dicembre 18, 2012

Petrolio nello Ionio, il “no” delle associazioni al colosso Shell.

E’ guerra aperta sulle coste dell’Alto Jonio tra il colosso petrolifero Shell e molte associazioni ambientaliste che di petrolio non vogliono più sentir parlare: la multinazionale sonderà, dal gennaio 2013, i fondali marini ionici alla ricerca di petrolio e sono in tanti a non poterne più:

Chilometri e chilometri di costa incontaminata che rischiano di essere deturpate irreparabilmente

sostengono cittadini, associazioni ambientaliste e attivisti, che questa mattina hanno promosso una manifestazione a Policoro (Mt) per protestare contro le nuove possibili trivellazioni nello Ionio.

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settembre 18, 2012

una buona notizia: Shell annuncia stop alle trivellazioni in Artico per quest’anno.

save the arctic greenpeace shell

Greenpeace oggi canta vittoria: la Shell per quest’anno ha fermato i piani di trivellazione in Artico. Sei mesi fa l’associazione aveva lanciato una massiccia campagna contro i progetti della Shell, Save the Arctic, occupando una piattaforma della compagnia petrolifera in Alaska. Da lì una petizione su www.SaveTheArctic.org che ha raccolto ben due milioni di firme da ogni parte del mondo, volta a chiedere l’istituzione di un santuario globale in Artico.

Alla campagna per fermare le trivellazioni in Artico, ecosistema fragile in cui un incidente sarebbe infinitamente più devastante che altrove per via delle difficoltà di intervento, si sono uniti diversi vip, tra cui Penelope Cruz, i Radiohead e Paul McCartney per citarne solo alcuni.

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febbraio 28, 2012

Greenpeace blocca piattaforma Shell.

Oggi un gruppo di attivisti di Greenpeace in azione al porto di Taranki, Nuova Zelanda, ha impedito la partenza di una piattaforma petrolifera della Shell diretta in Alaska. Dove sono in programma attività di ricerca di idrocarburi che minaccerebbero l’ecosistema marino e le coste. La Noble Discoverer, che si apprestava a viaggiare per 6 mila miglia marine verso il mar di Chukchi, è stata bloccata dagli attivisti di Greenpeace Nuova Zelanda. I guerrieri dell’arcobaleno sono saliti sulla nave e hanno scalato la torre di trivellazione equipaggiati per resistere a oltranza.

febbraio 28, 2012

Marea Nera. Il processo del secolo a due anni dal disastro.

Quei momenti angosciosi ci tornano in mente perché si sta per aprire il “processo del secolo” che mette alla sbarra Brithish Petroleum (BP) ma anche Transocean (proprietaria della piattaforma Deepwater Horizon, che BP affittava per mezzo milione di dollari al giorno) e Halliburton (l’azienda il cui cemento avrebbe dovuto sigillare il pozzo, ma c’è chi sostiene che fosse di qualità scadente).

Si parla di indennizzi miliardari – tra i 25 e i 50 miliardi di dollari – ma sono conti che si fanno sempre alla fine. Nel caso del processo alla Exxon Valdes, la Exxon (Esso…) alla fine pagò solo il 10 per cento della multa inizialmente disposta (da 5 miliardi a 507 milioni di dollari). Mentre lassù, in Alaska, ci sono ancora popolazioni di uccelli e pesci che pagano le conseguenze di quel disastro. Per non parlare del caso Haven, esplosa davanti Genova nell’aprile 1992, dove alla fine, i risarcimenti non coprirono nemmeno i costi pagati dallo Stato italiano per fronteggiare le emergenze.

febbraio 22, 2012

Usa, via libera al piano Shell per trivellare il petrolio nell’Artico

(greenreport.it)

L’amministrazione Obama ha approvato il piano della Shell di risposta agli sversamenti di petrolio dalle piattaforme che la multinazionale vuole installare nel  Mare di Chukchi, nell’Artico occidentale statunitense Il Chukchi, un  mare dove vive un decimo della popolazione mondiale di orso polare ed un importante rotta di migrazione per specie di balene in via di estinzione e beluga. La Shell vuole iniziare le trivellazioni già quest’estate.

Il segretario agli interni Usa, Ken Salazar, ha detto che le trivellazioni in acque poco profonde avverranno con l’applicazione di «Importanti nuove norme di sicurezza così come delle lezioni apprese dalla fuoriuscita di petrolio dalla Deepwater Horizon». Secondo Salazar il via libera alla Shell nell’Artico si basa sull’ Oil Spill Response Plan della multinazionale per il Mar di Chukchi che verrà coordinato con la pianificazione di emergenza delle agenzie federali Usa per l’Artico e su un lavoro scientifico che ha comportato una estesa raccolta di informazioni e condivisione dei dati tra le agenzie, l’industria e  gli istituti di ricerca, di informare e pianificazione dell’Artico e la realizzazione di un “long-term, landscape-scale planning for the Arctic”.

dicembre 14, 2010

Shell e Northern Petroleum continueranno le trivellazioni nel Canale di Sicilia.

Che il decreto che vieta le trivellazioni off shore entro le 12 miglia nautiche dalle aree marine protette (e cinque miglia dalle coste non protette) del ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, non sarebbe servito quasi a nulla, lo avevamo già previsto. Oggi arriva la conferma.

Northern Petroleum, che da mesi scandaglia il Canale di Sicilia in cerca di petrolio e gas naturale, ha rilasciato un comunicato nel quale afferma chiaramente che le norme volute dalla Prestigiacomo non cambiano di una virgola le attività dell’azienda.

dicembre 10, 2010

La Nigeria governata da una multinazionale.

L’azienda petrolifera avrebbe piazzato i suoi uomini in tutti i ministeri del governo nigeriano. La regione del Delta del Niger è una delle più ricche di petrolio al mondo.

Tra i rapporti diffusi negli ultimi giorni da Wikileaks ce n’è uno datato 20 ottobre 2009 in cui si parla della Shell e dei suoi rapporti con il governo della Nigeria. Nel cable si legge di come l’azienda petrolifera anglo-olandese fosse riuscita a infiltrare persone del suo staff in tutti i principali ministeri del governo nigeriano, ottenendo informazioni su tutte le decisioni prese rispetto alla regione petrolifera del Delta del Niger.

«Il governo si è dimenticato che la Shell ha uomini in tutti i ministeri più importanti e che di conseguenza ha accesso a tutto quello che viene fatto all’interno di questi ministeri», aveva detto il vicepresidente della Shell per l’Africa sub-sahariana, Ann Pickard, all’ambasciatore americano Robin Renee Sanders.

La Nigeria è il maggiore produttore di petrolio in Africa e l’ottavo nel mondo. L’otto percento del petrolio importato dagli Stati Uniti arriva direttamente dal Delta del Niger.