Posts tagged ‘sfruttamento degli immigrati’

agosto 2, 2012

Oro rosso, ma per pochi.

soledisicilia-segreto.com

Sono circa 70.000 le lavoratrici e i lavoratori stagionali che, da aprile ad ottobre, sono occupati nel tavoliere delle Puglie per la raccolta degli ortaggi. La ricchezza di ortaggi prodotta in questo territorio invece di rappresentare un momento positivo per l’intera comunità, rappresenta, per pochi, momento di arricchimento sfrenato e senza regole, e per tanti, momento di sofferenza. Agrari, caporali, faccendieri, criminalità organizzata hanno ricomposto un cartello che trova nello sfruttamento di decine di migliaia di donne e uomini una redditizia attività economica. I metodi utilizzati sono sempre gli stessi: imposizione di uno stato di terrore pubblico e privato, minacce e violenze individuali, ricatti e ritorsioni. Metodi che, fatti propri dalla criminalità organizzata, trovano l’affermazione di una cultura antistatale e antidemocratica fatta di sfruttamento, schiavizzazione, sottosalario, lavoro nero, mortificazione della dignità dell’uomo e del lavoratore. Così, nella pianura di Foggia, la Flai Cgil tenta di contrastare con proprie iniziative il selvaggio sfruttamento che è praticato da parte di ben individuati soggetti senza scrupoli ai danni di decina di migliaia di lavoratrici e lavoratori. Nel periodo più critico, quello della raccolta del pomodoro, detto l’oro rosso, vengono organizzate tra il 2 ed il 12 agosto iniziative sindacali finalizzate all’affermazione dello stato di diritto e per la liberazione di migliaia di lavoratori dallo sfruttamento.

febbraio 27, 2012

L’affareCoca-Cola.

La notizia è dappertutto. La Coca-Cola, colta sul fatto a comprare in Calabria succo d’arancia a 7 (sette) centesimi al litro (con i quali si producono varie decine di litri di Fanta), prodotto da lavoratori in condizioni semi-schiave, fa finta di cadere dalle nuvole e di scoprire solo per una serie di articoli pubblicati sulla stampa britannica, che quel succo d’arancia sia stato prodotto in condizioni intollerabili e quindi –pezza peggiore del buco- disdice i contratti.

La storia della multinazionale di Atlanta è una storia nera che va dall’influenza sui consumi alla salute all’inquinamento. Atteniamoci qui a quella che è forse l’accusa più grave, le brutali politiche anti-sindacali per le quali più volte nella storia è stata accusata di utilizzare sicari e squadroni della morte. In Guatemala furono almeno 10 i lavoratori sindacalizzati assassinati o fatti sparire negli anni ‘70. In Colombia il sindacato Sinaltrainal ha visto assassinare almeno sette suoi dirigenti lavoratori per Coca-Cola e una cinquantina di altri si sono dovuti rifugiare in altre zone del paese. Da Bogotà si denuncia un vero e proprio coinvolgimento della filiale colombiana di Coca-Cola nella guerra sporca con prove documentali di incontri tra i dirigenti della Coca-Cola e il sanguinario capo paramilitare Carlos Castaño. Solo in questo modo la Sinaltrainal ha visto dimezzare i suoi iscritti per vedere imporre ai dipendenti di Coca-Cola condizioni salariali e di lavoro sempre peggiori. Nel 2005 il documentario El Affaire Coca-Cola, multipremiato, reperibile in Rete, che accusava Coca-Cola di aver fatto assassinare almeno 400 sindacalisti in tutto il mondo fu finanziato, premiato, ma mai trasmesso dal canale televisivo spagnolo TV3.

luglio 1, 2011

Immigrazione: Ricerca IRES CGIL, rischi nuove Rosarno.

I fatti di Rosarno del gennaio dello scorso anno, come quelli di Castel Volturno, non sono casi isolati ed episodici ma il frutto di ‘equilibri distorti’ che permangono non solo in quelle stesse aree colpite dalla ‘rivolta degli immigrati’ ma in tante altre parti del paese: potenziali ‘nuove Rosarno’ che specie in alcune zone del Mezzogiorno sono vere e proprie ‘polveriere’.

Prendendo come paradigma il caso Rosarno, l’IRES CGIL – in collaborazione con il dipartimento Mezzogiorno e l’ufficio Immigrazione della CGIL insieme con le categorie FLAI e FILLEA – ha realizzato una ricerca sul territorio dal titolo ‘Immigrazione, sfruttamento e conflitto sociale’. Una vera e propria mappatura delle aree a rischio del paese da dove emerge che le provincie di Caserta, di Crotone e di Napoli, sono le prime tre nella classifica tra le quindici provincie a maggior propensione rischio di conflittualità sociale. La rivolta degli immigrati di Rosarno, come quella di Castel Volturno, non ha infatti una genesi casuale, “non è una mera questione di ordine pubblico in cui affiorano d’improvviso gravissimi atti di razzismo e xenofobia”, come spiega la ricerca, ma è il prodotto di una serie di fattori, di “equilibri distorti”. Profondi squilibri territoriali e di sviluppo che vanno ricercati nella “crisi economica, nelle condizioni di lavoro particolarmente dure al limite della schiavitù, in un sistema d’impresa in cui la contrazione del costo del lavoro è l’unica risposta per migliorare la competitività e in cui il peso del sommerso è sempre maggiore, nelle connivenze con la criminalità organizzata e nella mancanza di controlli da parte delle istituzioni”.

gennaio 17, 2010

LA LEGA PREDICA MALE E RAZZOLA PEGGIO

Di immigrati, si  sta progressivamente smettendo di parlare. Risolto, con le ruspe, la guerriglia registrata a Rosarno il dibattito si è spostato su altri argomenti

Lo sfruttamento degli immigrati però non deve passare sotto silenzio perché non dobbiamo essere complici del razzismo del ricostituito partito Fascista chiamato Lega Nord.

Nel Nord Italia le condizioni di sfruttamento sono simili a quelli di Rosarno. I sindaci leghisti non perdono occasione per varare misura di apartheid. S econdo quanto reso noto dalla Cgil di Padova nel Veneto vengono registrati casi simili a quelli calabresi anche tra le persone, 2500, regolari le cui condizioni di lavoro peggiorano dopo la firma ad un contratto che non viene poi rispettato.

 “Al Sud – ha dichiarato Alessandra Stivali (responsabile del dipartimento immigrazione della Cgil di Padova) – il fenomeno è più visibile, perchè ha un riscontro mediatico ma anche da noi le condizioni degli immigrati in agricoltura, soprattutto nelle coltivazioni più diffuse, di patate e radicchio, sono drammatiche, e purtroppo sconosciute”.

il Ministro dell’Agricoltura Luca Zaia alle prossime elezioni regionali si presenterà per diventare il nuovo governatore del Veneto. Vedremo se metterà  in pratica i consigli che dispensava all’indomani degli scontri a Rosarno e combattere la schiavitù in casa propria. Io non ci credo.