Posts tagged ‘servizio pubblico’

gennaio 13, 2015

Eviva la sincerità!

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ottobre 28, 2013

La Fiat ancora sputtanata.

Corrado Formigli è stato assolto nella causa di diffamazione che il gruppo Fiat gli aveva intentato per un servizio su Alfa MiTo realizzato per la trasmissione di Michele Santoro, “Annozero”. L’annuncio è stato dato dallo stesso giornalista sul suo profilo Twitter. Il secondo grado ha quindi capovolto il giudizio della prima sentenza, che aveva condannato Formigli ad un risarcimento record di 5 milioni di euro.

Su Huffington Post vengono riportati alcuni passi della sentenza. ” “Formigli non ha affatto violato la verità della notizia sotto il profilo della non verità del fatto oggetto della notizia (l’essere l’Alfa Mito tecnicamente perdente rispetto a1la Mini ed alla Citroen), e sotto il profilo della non verità della notizia in sé (l’avere la rivista Quattroruote presentato la vettura Alfa Mito come perdente rispetto ad altre due vetture della concorrenza, Mini e Citroen). (Alfa, ndr) Mito è tecnicamente perdente rispetto a quella concorrenza sul piano meramente prestazionale in pista, ed è vero che, verificando tale aspetto, alle stesse conclusioni era giunta anche la rivista Quattroruote: nessuna realtà è stata rappresentata in modo deformato, perché non erano stati nascosti i criteri di giudizio che costituivano il parametro di valutazione delle vetture”. Nel servizio trasmesso il 2 dicembre 2010 il giornalista aveva comparato le prestazioni della Alfa Romeo MiTo con quelle di altre auto della stessa categoria, una Mini Cooper e una Citroen Ds sentendo il giudizio di alcuni esperti. I giudici hanno inoltre rimarcato come ” sotto il profilo prestazionale puro l’Alfa Mito va più piano della Mini e della Citroen, e tanto anche Quattroruote ha rilevato. L’obbligo di rettificare e completare tale vera informazione con la specificazione che però la vettura è più confortevole e sicura, e che magari il bagagliaio è più capiente, non è in alcun modo concepibile, né il giudice può assumersi il compito di censore dell’informazione”.

maggio 1, 2013

A proposito di nipoti.

marzo 29, 2013

la fine ingloriosa di Santoro.

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marzo 26, 2013

Confronto con Grasso. Travaglio: “da Formigli non vado per ragioni igieniche”

gennaio 12, 2013

Seervizio privato.

MarcoMengoli-Invincibile

“capita che un omino per molti già spacciato vada nella trasmissione a lui meno consona e capita poi che in quella arena i due principali matador, ilTronfio & CopiaIncolla invece di far lavorare il criceto cadano nella becerità e nella scontatezza credendo così di far arrabbaire l’omino e far sì che lo stesso poi si alzi e se ne vada. Tra la solita bava alla bocca di uno e i soliti sorrisi falsi dell’altro l’omino inizia a carburare e invece di alzarsi e uscire, ribalta la frittata facendo finire ilTronfio & CopiaIncolla nella melma più alta e dimostrando ancora una volta di essere il solito grande Venditore… CHI SI ASPETTAVA DOMANDE SERIE E NON LA SOLITA FUFFA ALZI LA MANO E LA TENGA BEN ALTA CON ME IN ATTESA CHE L’INVINCIBILE INCONTRI PRIMA O POI VERI GIORNALISTI!”
gennaio 12, 2013

Nove milioni di stronzi, compreso io.

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gennaio 12, 2013

Ma poi di domande cattive gliene hanno fatte poche…

 

gennaio 11, 2013

L’esaltazione dell’uomo che disse che Eluana Englaro poteva partorire.

BerlusconiSantoro

di Emiliano Brancaccio

Silvio Berlusconi poteva essere attaccato per avere impresso una tremenda accelerazione ai processi di precarizzazione del mercato del lavoro italiano; per aver contribuito più di altri al depotenziamento della contrattazione nazionale sui salari; per avere assecondato un micidiale regresso culturale, oltre che giuridico, nel campo dei diritti civili; più in generale, per esser stato convinto propugnatore di una visione aziendale e quindi autoritaria dello Stato. Poteva esser messo sul banco degli imputati politici per avere ridotto la politica industriale nazionale a una scassata congerie di prebende, lassismo fiscale, riduzione dei controlli sulla sicurezza del lavoro. Poteva essere accusato di aver contribuito in modo decisivo al dilagare di una concezione magliara delle relazioni sociali, affettive e sessuali. Berlusconi, insomma, poteva essere presentato come la più fedele incarnazione di un capitalismo nazionale imbolsito, retrivo, perennemente tentato dalla logica della reazione: l’arrocco di un Gulliver monopolista sostenuto da una invereconda miriade di lillipuziani proprietari.

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gennaio 11, 2013

Mai fidarsi del cavaliere.

Servizio Pubblico, La7, ad un certo punto Silvio Berlusconi – maturo per un trattamento sanitario obbligatorio, ma indubbio vincitore della serata – si mette a leggere l’elenco delle condanne per diffamazione di Marco Travaglio, che incassa come mai nella sua vita. In una puntata tutto sommato piacevole, la tristezza prende di colpo il sopravvento. Minuti interminabili, Santoro s’infuria, prova a fermare il Cavaliere, e butta lì la vera bomba della serata:

“Basta! Lei non sta rispettando le regole che ci siamo dati! Con le persone che hanno concordato per lei avevamo deciso di non entrare nel merito dei processi!”

Ehm, cosa?