Posts tagged ‘sequestro ilva’

gennaio 19, 2013

Quando la legge diventa spazzatura.

Il ministro Clini in una foto d'archivio Il ministro Clini in una foto d’archivio

ROMA – Il ministro per l’Ambiente Corrado Clini, durante il Consiglio dei ministri ”ha confermato l’impegno per la piena attuazione della legge 231 del 24 dicembre per accelerare il risanamento ambientale” sull’Ilva. Lo riferisca la nota diffusa da palazzo Chigi al termine della riunione. Il Ministro ha informato il Consiglio del programma di incontri previsti il 23 gennaio a Taranto con l’azienda, le rappresentanze dei lavoratori e i rappresentanti delle autorità e istituzioni locali.

agosto 21, 2012

Per l’Ilva il Riesame conferma il sequestro preventivo.

Una sentenza quella emessa dal tribunale del Riesame che sinceramente ci aspettavamo. O meglio si aspettava chi conosceva e aveva avuto modo di leggere le precedenti ordinanze e decreto di sequestro emessi dal Gip Patrizia Todisco. Ad esempio su Corporerus Corpora che ha scansito le 136 pagine del decreto di sequestro firmato dalla Todisco emerge il dolo, ossia il cosciente e reiterato inquinamento confermato poi dal Riesame che scrive nelle 113 pagine della sentenza inviata all’ILVA:

Il «disastro» prodotto dall’Ilva a Taranto è stato «determinato nel corso degli anni, sino ad oggi, attraverso una costante reiterata attività inquinante posta in essere con coscienza e volontà, per la deliberata scelta della proprietà e dei gruppi dirigenti». Proprietà e gruppi dirigenti «che si sono avvicendati alla guida dell’Ilva», secondo i giudici del tribunale del riesame di Taranto, «hanno continuato a produrre massicciamente nella inosservanza delle norme di sicurezza dettate dalla legge e di quelle prescritte, nello specifico dai provvedimenti autorizzativi». In un’altra parte del loro provvedimento i giudici del Riesame, sullo stesso tema, annotano: «Dalle varie parti dello stabilimento vengono generate emissioni diffuse e fuggitive non adeguatamente quantificate, in modo sostanzialmente incontrollato e in violazione dei precisi obblighi assunti dall’Ilva, nella stessa Aia e nei predetti atti d’intesa, volti a limitare e ridurre la fuoriuscita di polveri e inquinanti». I giudici ritengono che «le emissioni nocive che scaturivano dagli impianti, risultate immediatamente evidenti sin dall’insediamento dell’attuale gruppo dirigente dello stabilimento Ilva di Taranto, avvenuto nel 1995, sono proseguite successivamente», nonostante una condanna definitiva per reati ambientali.

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