Posts tagged ‘selenio’

aprile 2, 2013

Pesce a tavola: strumento per decretare il grado di contaminazione.

Da quando è iniziata la saga della di nel 2012, alcuni di noi hanno deciso di mangiare più pesce e frutti di mare, dopo tutto si dice che siano più salutari. Tuttavia, oggi questo potrebbe non essere più vero. Sebbene la legge dell’UE permetta ai consumatori di conoscere da dove arriva il pesce che acquistano al supermercato, molti ristoranti non hanno alcun obbligo di rivelare la provenienza del pesce che servono in tavola. frutti mare 270x300 Pesce a tavola: strumento per decretare il grado di contaminazione

In particolare, sono disponibili solo informazioni limitate sugli agenti del pesce per i quali le autorità non hanno fissato un limite massimo. Tra questi ci sono contaminanti prioritari come le biotossine provenienti da fioriture nocive di alghe e rifiuti marini. Per migliorare la sicurezza del pesce per i consumatori e ridurre i rischi per la , il progetto mira a valutare le questioni di sicurezza legate principalmente a contaminanti prioritari non regolati e a valutarne le conseguenze per la pubblica.

Il pesce e i sono alimenti nutrienti che dovrebbero preferibilmente far parte di una dieta sana. Il problema è che tutti i pesci e i dei nostri mari contengono vari tipi di agenti . Gli inorganici con il maggiore potenziale di tossicità vanno dall’antimonio, l’arsenico e il cadmio, fino al piombo, il , il e i solfiti (usati per la lavorazione dei gamberi). Tra gli organici ci sono i bifenili policlorurati, le diossine, diversi insetticidi di idrocarburi clorurati e alcuni contaminanti legati alla lavorazione (nitrosammine e forse prodotti di clorurazione). Anche i contaminanti legati all’industria dell’acquacoltura rappresentano un rischio notevole per i consumatori.

marzo 1, 2012

Integratori di Selenio: non abusare se superflui, aumenta il rischio di diabete.

Anche se l’aggiunta di beneficia senz’altro coloro che mancano di questo essenziale micronutriente, potrebbe invece rappresentare un rischio per chi ne assume gia’ abbastanza nella propria abituale dieta (tra cui gran parte della popolazione dei paesi ricchi).

 

Uno studio pubblicato su The Lancet mostra che gli di potrebbero essere dannosi, aumentando in molti casi il rischio di sviluppare il . ”L’assunzione di varia enormemente in tutto il mondo. Stime indicano che sia molto alta in Canada, Stati Uniti e Giappone, e leggermente piu’ bassa in Europa. Gli non fanno altro che aggiungere nutrienti laddove spesso sono gia’ presenti a livelli piu’ che sufficienti”, ha spiegato Margaret Rayman, ricercatrice presso la University of Surrey Guilford e autrice dello studio. Il e’ un minerale naturale presente in piccole quantita’ negli alimenti, necessario per una buona salute. Il basso apporto di e’ spesso collegato a un aumento del rischio di morte causato da un impoverimento della funzione immunitaria, oltre che a un rapido declino cognitivo.