Posts tagged ‘Sea Shepard’

Mag 14, 2012

Paul Watson arrestato in Germania.

Il capitano Paul Watson con Michelle Rodriguez

La notizia la leggo dal sito di Sea Shepherd:

Paul Watson è stato arrestato ieri in Germania al suo arrivo all’aeroporto di Francoforte e la sua estradizione è stata richiesta dal Costa Rica. Secondo le accuse presentate dalla polizia tedesca il capitano Waston fondatore di Sea Shepherd avrebbe violato il traffico navale in Costa Rica, durante le riprese del documentario Sharkwater nel 2002.

I fatti sarebbero avvenuti nel mentre delle riprese che andavano a testimoniare la pratica finning (la pesca di pinne di squalo). Sea Shperd incrocia la nave Varadero impegnata a cacciare squali per poi togliere loro le pinne e ributtarli in mare. La pesca illegale si svolgeva in acque guatemalteche e le stesse autorità del Guatemala avrebbero chiesto a Sea Sheperd di scortare la Varadero fino al porto più vicino. Ma l’equipaggio della Varadero ha denunciato gli attivisti di averli minacciati con le armi e di aver tentato di ucciderli. I video girati da Sea Shepherd però mostrano una realtà ben diversa.

La corte di Francoforte si pronuncerà oggi nel merito della richiesta di estradizione. A seguire Watson due europarlamentari, Daniel Cohn-Bendit e José Bové.

settembre 27, 2011

Sea Shepard, Mediterraneo rischia la distruzione.

Sea Shepard, Mediterraneo rischia la distruzione Sea Shepard, Mediterraneo rischia la distruzione

”Per salvare il Mediterraneo bisognerebbe bloccare la pesca per 20 anni. Nessuno dovrebbe pescare niente. Cosi’ lo stanno distruggendo”. E’ l’allarme lanciato da Paul Watson, co-fondatore di Greenpeace e oggi leader di Sea Shepard, durante la Global conference di Evian, dedicata a sviluppo sostenibile e tutela dell’ambiente. ”Ci sono 23 Paesi che hanno le loro sponde sul Mediterraneo, quindi e’ un puzzle molto intricato – spiega – perche’ nessuno e’ pronto ad assumersi i propri impegni sulla tutela dell’ecosistema e delle specie.

Ma il mare sta morendo. Bisognerebbe creare un’area tabu’, come fanno i popoli indigeni di Tahiti. Li’ tutti la rispettano, perche’ c’e’ l’autorita’ degli sciamani a vigilare”. Situazione ben diversa da quella del mare Nostrum dove, denuncia Watson, tutti sembrano girarsi dall’altra parte. Come per esempio nel caso del tonno rosso: ”I Paesi del nord Mediterraneo lo pescano dicendo ‘se non lo facciamo noi lo faranno i tunisini’. I tunisini lo pescano dicendo, ‘se non lo facciamo noi lo faranno i libici’. E così via. Ma la verità è che c’è un interesse a far ridurre la specie a portarla vicino all’estinzione, per denaro”. E’ il meccanismo di domanda e offerta, spiega: ”Oggi un pesce si vende minimo a 70 mila dollari, alcuni toccano anche i 300 mila. Meno pesci ci sono, piu’ il prezzo sale, quindi se la popolazione e’ ridotta al minimo chi vende i tonni e’ seduto su una miniera d’oro. E’ quella che si chiama ‘economia dell’estinzione”.