Posts tagged ‘scorie radioattive’

marzo 12, 2013

Treno con scorie radioattive passa da Torino direzione Francia.

Proprio nel giorno del secondo anniversario dell’incidente nucleare di Fukushima un treno con scorie nucleari attraverserà il Piemonte per dirigersi verso La Hague, in Francia, nel centro di stoccaggio delle scorie nucleari Cogema.

Legambiente non ha fatto attendere la replica:

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maggio 1, 2011

Il nucleare che non c’è ci costa già 4 miliardi

Questa al cifra stimata per il riprocessamento del combustibile dalle scorie. Un lavoro pericoloso cui gli Usa hanno rinunciato. Ancora più esorbitanti i costi di smantellamento delle vecchie nucleare. Quasi tutte quelle attive oggi risalgono agli anni 70 ed entro il 2020 verranno chiuse. Tra i  molti dubbi una cosa è certa: il costo che gli italiani stanno già pagando per il “riprocessamento” del combustibile esausto e per il decommissioning (smantellamento) dei loro impianti nucleari non più funzionanti.

“Riprocessare” il combustibile significa, infatti, separare dalle scorie le parti riciclabili: l’uranio non ancora utilizzato e soprattutto il plutonio formatosi nel combustibile stesso durante il funzionamento del reattore. Si tratta di lavoro “sporco” perché presenta rischi di proliferazione dovuti al fatto che parte del materiale sia sottratto senza che ve ne sia evidenza. Per evitare questi rischi gli Stati Uniti sino ad oggi hanno scelto di non riprocessare le loro scorie, considerando il combustibile come un vero e proprio rifiuto a perdere. Molti altri Paesi sono in una situazione di attesa, cosicché – secondo i dati forniti dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica, l’Aiea – solo un terzo del combustibile nucleare irraggiato prodotto sino a oggi nei reattori di tutto il mondo è stato riprocessato, mentre tutto il resto è stoccato, in attesa dello smaltimento o della decisione circa il suo destino.

gennaio 6, 2011

Quel container radioattivo dimenticato nel porto di Genova.

 

Un container carico di Cobalto 60. Dal 14 luglio scorso, parcheggiato in un’area isolata del porto di Genova, c’è un cubo radioattivo a cui non è possibile avvicinarsi e il cui “sarcofago” metallico potrà essere aperto solo il mese prossimo, con l’ausilio di un robot. Il container – secondo quanto riporta il Secolo XIX – proverrebbe dagli Emirati Arabi uniti, dal porto di Jeddah e, prima di giungere a Genova, sarebbe passato dal porto di Gioia Tauro, in Calabria, dove il dieci settembre scorso era stato sequestrato un altro carico di sette tonnellate di esplosivo T4. Una delle ipotesi formulata dagli investigatori è che quella individuata nel porto ligure possa essere una spedizione utile a creare le cosiddette “bombe sporche”, costituite in parte proprio da agenti chimici.

La bolla di accompagnamento del container radioattivo sequestrato nel porto di Genova,  inoltre, attesta un carico di diverse tonnellate di metalli e rame. La presenza di materiali ferrosi – dicono gli esperti – aiuta a schermare la radioattività verso l’esterno. Parcheggiato sul terminal numero 6, al container in questione ne sono stati affiancati altri pieni d’acqua o cemento, in modo da evitare ulteriori dispersioni di radiazioni. Ad ordinare il carico, la ditta Sigimet Surl di Pozzolo Formigaro (Alessandria) specializzata nel trattamento e nello smaltimento di rottami metallici che avrebbe utilizzato uno spedizioniere genovese già indagato per sostanze contaminate (non radioattive).

novembre 6, 2010

Nucleare: dall’UE nuove norme per le scorie.

La Commissione europea vuole seppellire i rifiuti radioattivi in profondita’ ed impedirne l’export, finora piuttosto diffuso, verso paesi extraeuropei. Bruxelles affronta la delicata questione delle scorie nucleari, prodotte non solo dalle centrali ma anche da alcuni settori della medicina e della ricerca, con una proposta di direttiva che detta norme precise a tutti gli Stati membri e non solo ai quattordici che attualmente hanno centrali sul proprio territorio, a cui dovrebbero aggiungersi Italia e Polonia.Complessivamente, nell’Unione europea ci sono 143 centrali nucleari e i rifiuti radioattivi prodotti sono circa settemila metri cubi ogni anno. Il nucleare consente di produrre circa il 30% del totale dell’elettricita’ consumata e negli anni non dovrebbe aumentare, se – spiega Bruxelles – sara’ rispettata la tabellina di marcia della produzione di energia da fonti rinnovabili. Finora le scorie sono state spesso smaltite in depositi di superficie, considerati troppo vulnerabili, rilevano fonti comunitarie. Da qui la proposta di costruire depositi definitivi, in profondita’, ‘almeno a 300 metri’ dalla superficie, in un luogo che gli Stati devono provare sia geologicamente adeguato. Il prezzo della realizzazione sara’ pagato con il contributo delle industrie del settore, seguendo la regola che ‘chi inquina paga’.

marzo 12, 2010

Francia. Bloccato treno di rifiuti nucleari

 
Attivisti di Greenepace bloccano un treno carico di scorie nucleari  nella stazione di Valenton (Francia).Attivisti di Greenepace bloccano un treno carico di scorie nucleari nella stazione di Valenton (Francia).

  Stazione di Valenton, sud-est di Parigi. Dieci attivisti si sono incatenati ai vagoni di un treno carico di scorie nucleari destinate alla Russia. Chiediamo una moratoria sulle esportazioni di rifiuti nucleari.

 L’obiettivo degli attivisti è impedire che il treno raggiunga il porto di Montoir-de-Bretagne, dove la spedizione verrebbe caricata sulla nave da trasporto Kapitan Kuroptev e da lì arrivare in Russia.

 Il Presidente Sarkozy ha passato due giorni a cercare di vendere il nucleare francese a tutto il mondo: lo scorso 8 marzo nel corso di una conferenza sul nucleare civile presso la sede dell’Ocse a Parigi, ha chiesto alla Banca mondiale e alle banche di sviluppo di finanziare lo sviluppo del nucleare civile. Alla conferenza non poteva mancare il nostro ministro Scajola, ministro della Sviluppo cha ha appoggiato l’impostazione del presidente francese Sarkozy, in particolare in relazione alle strategie per la gestione e la sistemazione dei rifiuti radioattivi. Ma questo convoglio diretto in Russia è una dimostrazione dei numerosi problemi dell’industria nucleare, tra cui la mancanza totale di trasparenza e l’incapacità di gestione dei rifiuti inquinanti. 

Sarkozy ha difeso il nucleare francese, prendendosela con gli anti-nuclearisti che, a suo avviso, chiudono “la porta del progresso e di una vita migliore a coloro che non hanno niente”. Per il momento l’unica cosa che Sarkozy sembra voler dare in giro è tanta…immondizia nucleare! Facciamo in modo che la stessa cosa non si verifichi in Italia.

Fonte Greepeace