Posts tagged ‘scorie nucleari’

novembre 28, 2011

Ambientalisti tedeschi contro treno scorie, botte e arresti.

Centocinquanta feriti, milletrecento arrestati. E’ il bollettino di guerra di quattro giorni di campagna degli ambientalisti tedeschi per fermare il treno. Da giovedì gli attivisti occupano con dei blitz i binari sul tragitto, e ogni volta per far avanzare il treno la polizia deve sloggiarli a manganellate. Il convoglio ha impiegato oltre 92 ore a percorrere qualche centinaio di km della frontiera alla stazione finale. Per sgomberare l’ultimo blocco sui binari prima dell’arrivo, la polizia tedesca ha dovuto arrestare 1.300 manifestanti in un colpo solo. Il treno trasporta oltre 300 tonnellate di scorie nucleari.

maggio 1, 2011

Il nucleare che non c’è ci costa già 4 miliardi

Questa al cifra stimata per il riprocessamento del combustibile dalle scorie. Un lavoro pericoloso cui gli Usa hanno rinunciato. Ancora più esorbitanti i costi di smantellamento delle vecchie nucleare. Quasi tutte quelle attive oggi risalgono agli anni 70 ed entro il 2020 verranno chiuse. Tra i  molti dubbi una cosa è certa: il costo che gli italiani stanno già pagando per il “riprocessamento” del combustibile esausto e per il decommissioning (smantellamento) dei loro impianti nucleari non più funzionanti.

“Riprocessare” il combustibile significa, infatti, separare dalle scorie le parti riciclabili: l’uranio non ancora utilizzato e soprattutto il plutonio formatosi nel combustibile stesso durante il funzionamento del reattore. Si tratta di lavoro “sporco” perché presenta rischi di proliferazione dovuti al fatto che parte del materiale sia sottratto senza che ve ne sia evidenza. Per evitare questi rischi gli Stati Uniti sino ad oggi hanno scelto di non riprocessare le loro scorie, considerando il combustibile come un vero e proprio rifiuto a perdere. Molti altri Paesi sono in una situazione di attesa, cosicché – secondo i dati forniti dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica, l’Aiea – solo un terzo del combustibile nucleare irraggiato prodotto sino a oggi nei reattori di tutto il mondo è stato riprocessato, mentre tutto il resto è stoccato, in attesa dello smaltimento o della decisione circa il suo destino.

marzo 8, 2011

La sfida degli americani: provare a riciclare le scorie nucleari.

Un gruppo di esperti russi del Centro federale nucleare ha ispezionato l’impianto di vitrificazione di scorie nucleari di Hanford (che ricordo è un impianto di tipo militare) lungo il corso del fiume Columbia (Stato di Washington) negli Stati Uniti. L’obiettivo era familiarizzare con i sistemi di riciclo delle scorie nucleari. Il sito che è anche un deposito di stoccaggio, in fase di smantellamento, conserva in 177 contenitori speciali circa 200milioni di litri di scorie.

Hanford è un cimitero di scorie e una vera e propria pecca per l’amministrazione americana tanto che è stato creato un sito web ad hoc per informare i cittadini costantemente. Negli Usa ci sono almeno 10 depositi provvisori di scorie nucleari e altrettanti siti da decontaminare. L’idea del Doe, Dipartimento dell’Energia prevedeva di trasformare i rifiuti in vetro mediante un processo chiamato bulk vitrification. Il progetto sembrava fattibile tanto che nel 2005 si iniziò la costruzione del padiglione che doveva ospitare la filiera del processo di riconversione delle scorie nucleari in vetro (scusate se la spiego così brutalmente). Ma non hanno funzionato i mixer pulse-jet, come racconta bene Ises, riportando un articolo del Seattle Times.

Nonostante la costruzione del padiglione continui, al Doe pensano a possibili alternative come lo steam reforming- trasformazione con vapore. La tecnologia utilizza vapore surriscaldato e carbone per combinare argilla e rifiuti in una ceramica granulare più facile da smaltire grazie alla forma solida.

febbraio 28, 2011

Franco Battaglia: “Nucleare? Si, per favore”. E le scorie le vorrebbe vicino casa sua.

Franco Battaglia vivrebbe accanto a un deposito di scorie nucleari Franco Battaglia, noto ambientalista alla stregua di Chicco Testa, non ha dubbi: vivrebbe accanto a un deposito di scorie nucleari. Io, intanto, se davvero ci vuole dimostrare che non c’è da avere paura, lo inviterei a trasferirsi a Saluggia dove appunto Sogin è stata autorizzata dal Ministero dell’Ambiente a costruirne uno.

Poi, se si tratta dell’ennesima provocazione per ri-pubblicizzare il suo libro Energia Nucleare? Si, perfavore (Hoepli, pagg.190 euro 15,00) allora forse è un altro discorso.

Intanto la Gazzetta di Modena ha raccolto le sue perle ambientaliste (tra cui l’elettrosmog non esiste; i cibi Ogm sono più sani di quelli biologici, ecc. ecc.) in merito anche alle energie rinnovabili:

Il contributo delle rinnovabili alla sola produzione elettrica mondiale è passato dal 22% nel 1980 al 18% oggi, a dispetto nei faraonici sforzi economici compiuti nel mondo in installazioni eoliche e fotovoltaiche. La ragione è semplicemente tecnica: noi usiamo l’energia con una modalità molto particolare: essa deve essere disponibile nel momento stesso in cui serve, dove serve e con la potenza che serve, né di più né di meno. Se si aggiunge che, a parità di energia annua erogata, un impianto eolico costa il doppio di uno nucleare e uno Fv costa 20 volte quello nucleare.

febbraio 7, 2011

Qualche bugia sui vantaggi dell’energia nucleare.

Ecco qui un paio di verità che non piaceranno ai sostenitori del ritorno al nucleare che si affanneranno a confutare. La prima verità riguarda la quantità di energia necessaria all’Italia. Scrivono Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco:

I dati che citiamo in questo articolo provengono direttamente dalla fonte delle rilevazioni statistiche di Terna. Da queste tabelle si rileva che: l’Italia ha centrali per una potenza installata pari a 101 GigaWatt (dati 2009). I consumi oscillano tra 18 GW di notte e 52 GW di giorno. Il massimo picco di è avvenuto nel 2007, quando sono stati erogati 57 GW di energia elettrica. In Italia si produce, attualmente, una quantità di energia quasi doppia rispetto alle richieste.

Perché dunque si chiedono i due autori, e questa è la seconda verità, l’Italia importa energia elettrica prodotta da centrali nucleari francesi? (cavallo di battaglia di molti pro-nuke convinti).

Perché in Francia la produzione di energia elettrica avviene soprattutto tramite centrali nucleari, che per la loro struttura, non possono essere accese e spente a seconda della richiesta. Quindi di notte in Francia c’è un eccesso di produzione di energia elettrica che se non ceduta determinerebbe un sovraccarico della rete elettrica che potrebbe determinare gravi inconvenienti. La Francia allora la vende sottocosto ai Paesi confinanti, tra cui l’Italia. Di notte, quando la produzione di energia elettrica costa di più, l’Italia riduce fortemente la produzione di elettricità e l’acquista a basso costo dalla Francia che non può fare altrettanto e non può farne a meno. Di giorno succede il contrario e l’Italia, che come abbiamo visto ha un notevole surplus di potenza installata, esporta energia elettrica in Francia, guadagnandoci molto bene. La Francia, proprio per il massiccio ricorso alla energia nucleare, ha un sistema di produzione di energia elettrica poco flessibile, che produce scorie da smaltire a costi molto elevati, con un inquinamento dei territori molto pericoloso.

gennaio 24, 2011

Un approfondimento televisivo sul “Bidone nucleare”

sabato 22 gennaio è andata in onda su RaiNews24 “L’Inchiesta”, una trasmissione molto ben documentata sulle scorie nucleari.

L’occasione per parlarne è stata fornita dalla presentazione di “Bidone nucleare“, un libro di Roberto Rossi che svela in quali regioni saranno stoccate le scorie: Basilicata, Puglia, Toscana, Lazio ed Emilia Romagna.

Ha condotto in studio Maurizio Torrealta ed ospiti sono stati Luca Iezzi (autore di un libro pro-nucleare “Nucleare? Si, grazie”), lo stesso Roberto Rossi, il Generale Carlo Jean, Giuseppe Onufrio (direttore di Greenpeace) e, al telefono, Vito De Filippo (governatore della Regione Basilicata).

Jean non ha smentito la lista delle 5 regioni data da Rossi. Inoltre, rispetto all’affidablità del nostro paese in merito alla gestione del nucleare, Rossi ha raccontato l’incidente del Garigliano, centrale nata male e finita peggio: non fu mai definitamente chiusa e costruita in prossimità del fiume Garigliano; nel 1980, in una delle esondazioni, il fiume raggiunse gli 8 metri e non funzionarono i vari sistemi di emergenza. Si sfiorò la tragedia, evitata solo grazie al coraggio di alcuni tecnici.

dicembre 16, 2010

Le bugie di Veronesi.

ti sarà capitato in questi giorni di leggerle sui giornali o sentirle in tv le sparate nucleari del Prof. Umberto Veronesi. Dice per esempio che vorrebbe dormire con le scorie nucleari in camera da letto. Se, per assurdo, tutti i cittadini italiani seguissero il Prof. nell’esperimento avremmo oltre 250 mila casi di tumori fatali all’anno. Quanti Veronesi servirebbero per curarli tutti? 

Sempre per il Prof. il problema del deposito delle scorie non esiste perché – secondo lui – le potremo mandare in Spagna dove “c’è una vera e propria gara” dei comuni per accaparrarsi il deposito temporaneo. Visto che si tratta solo di 8 comuni su 8.000 (ma tutte le Regioni spagnole sono contrarie), la domanda sorge spontanea: qualcuno ha avvisato il governo spagnolo delle intenzioni del Prof. Veronesi? 

Dichiara, inoltre, il Prof. che in Svizzera sono state “ordinate” tre nuove centrali, ma si dev’essere confuso: in Svizzera di sicuro ci sono tre centrali che devono chiudere e, prima di farne di nuove, ci sarà un referendum. E la maggioranza dei Cantoni è contraria al nucleare.

Insomma, Veronesi straparla del nucleare e vorrebbe essere quello che ci “proteggerà” dalle centrali di Berlusconi ed ENEL

novembre 11, 2010

Le proteste al passaggio di Castor, il convoglio carico di rifiuti nucleari.

Ancora pochi, lunghi chilometri per Castor, il convoglio radioattivoche ha scosso l’Europa centrale. Da un pezzo non si vedeva una partecipazione così massiccia al movimento antinucleare: decine di migliaia di persone hanno manifestato lungo il tragitto prima del treno e ora degli autocarri che riportano in Germania  le scorie delle centrali nucleari tedesche riprocessate in Francia. La marcia avviene al rallentatore.

Vi mostro qualche foto: la destinazione delle scorie è un giacimento di salgemma a Gorleben. Non un’idea particolarmente brillante, visto che sempre in Germania  la miniera di salgemma di Asse, considerata negli Anni 70 un deposito sicuro per le scorie nucleari, è già ridotta a un colabrodo. Castor è nato come treno  formato da 11 vagoni da 100 tonnellate, ognuno dei quali portava 28 contenitori pieni di scorie. La quantità totale di radiazioni del carico – dice Greenpeace – è 10 volte più elevata rispetto a quella emessa da Cernobyl.

ottobre 28, 2010

Nucleare: a Caorso ancora oltre 8.000 fusti radioattivi.

A Caorso, in provincia di Piacenza, ci sono ancora 8.279 fusti di rifiuti a media e bassa radioattività, mentre i più radioattivi sono partiti per l’estero nello scorso giugno.A circa dieci anni dall’inizio dello smantellamento della centrale nucleare e alla vigilia del ritorno delle centrali (di cui una, forse, proprio a Caorso), la procedura per smontare l’impianto, da 450 milioni di euro, sta andando avanti. Il circuito primario è stato decontaminato nel febbraio del 2004, l’edificio Torri Rhr è stato smantellato nel maggio del 2008, ha spiegato stamane l’assessore regionale all’Ambiente Sabrina Freda alla consigliera Gabriella Meo, che ha interrogato la Giunta in question time sul nucleare in Emilia-Romagna. Attualmente, ha aggiunto Freda, nella centrale sono in corso lo smantellamento dei componenti dell’edificio Off-gas, che dovrebbe terminare a fine mese; il trattamento all’estero di rifiuti radioattivi pregressi, che sarà completato entro il 2013. Riguardo proprio ai rifiuti radioattivi l’assessore ha confermato che, il 30 giugno scorso, tutto il combustibile esaurito (la cui attività era pari al 99,36% della radioattività sul sito) è stato trasferito all’estero, mentre nei depositi interni alla centrale si trovano tuttora più di 8.000 fusti di quelli a media e bassa attività.

giugno 23, 2010

Londra 2012, olimpiadi radioattive? Scoperte scorie sotto lo stadio olimpico.

Bruttissima sorpresa per Londra e per le sue future olimpiadi: dal cantiere dello stadio olimpico della capitale inglese emergono tonnellate di scorie nucleari.

Secondo quanto riporta il Guardian un centinaio di tonnellate di rifiuti di torio e radio sarebbero stati seppelliti a circa 500 metri dallo stadio. Probabilmente si tratta di rifiuti prodotti alcuni decenni fa dalle industrie della zona, che lavoravano materiali radioattivi.

Il seppellimento delle scorie, però, è stato ovviamente illegale e oggi se ne pagano le conseguenze: lo stadio vero e proprio è al sicuro, ma le costruzioni che dovevano sorgere nei paraggi sono oggi a rischio perchè qualunque cantiere disseppellirebbe le scorie, con grave rischio per la salute degli abitanti.