Posts tagged ‘sandro pertini’

aprile 25, 2020

25 aprile 1° maggio!

di Beppe Sarno

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Scriveva Sandro Pertini sull’Avanti del 25 aprile 1947 “Tutti  i  lavoratori  del brac­cio  e  della  mente,  che  nella guerra  di  liberazione e  nella insurrezione  d’aprile  furono uniti nella lotta  per la nostra indipendenza  e per  la  nostra libertà,  rimarranno  ancora .saldamente  uniti  perchè  la Patria  sia  del  popolo e  per­chè la libertà abbia finalmen­te  come  base  una  profonda giustizia sociale, onde essa di­venga una conquista duratura per  tutti  gli  italiani. La  lotta,  dunque,  non  è terminata  il  25  aprile  1945, ma continua.

Gli rispondeva Pietro Nenni sull’Avanti del primo maggio “non  sia   da   noi  un   giorno di   feste,   ma  di  lotta,   concor­rono   oltre    alle   incognite politiche della situazione,  le   tristissime condizioni  economiche del   Paese   e  segnatamente    dei ceti più diseredati.”

25 aprile e primo maggio. Ci troviamo a celebrare queste due date mentre infuria una tempesta senza precedenti .

Due date vicine, 25 aprile e primo maggio soprattutto nelle coscienze di ogni cittadino veramente democratico perchè il riscatto dal lavoro può avvenire  solo in presenza della libertà dei lavoratori.

Mai avrei pensato di trovarmi in una situazione come quella attuale preoccupante e avvelenata dagli errori di una sinistra che non riconosce se stessa e si chiude per paura di affrontare la   realtà e i problemi: fabbriche chiuse e  strade vuote.

I lavoratori che non sanno se dopo questa terribile emergenza torneranno a lavorare. Molti probabilmente no. I partigiani cantavano “una speranza m’è nata in cuor” ma dove sono finite quelle speranze che all’indomani della liberazione tutto un popolo ha sognato?

Sono finite perchè oggi molti di noi non hanno voglia di ricordare queste due date  e perchè le speranze si sono tramutate in una dolorosa sfiducia o in una cinica indifferenza.

La lotta continua” diceva Pertini e gli rispondeva Nenni “Il primo maggio sia un giorno di lotta.”

La realtà  non è stata capace di dare una risposta alle speranze della gente. Ma è evidente che all’indomani di “mani pulite” le responsabilità di noi socialisti sono state gravi e imperdonabili. Impegnati a salvare noi stessi  non abbiamo provato a tornare alle origini, dalla parte dei lavoratori,  la nostra casa madre. Non siamo stati capaci o non abbiamo voluto seguire la strada indicata da  Pertini e di Nenni e di tutti i socialisti che hanno dato la vita per un principio.

Abbiamo lasciato i lavoratori soli ed il malcontento  è nato dal perdurare dei problemi non risolti, che ha generato il qualunquismo, il disgusto per la politica, occupata da mestieranti senza scrupoli e da prime donne querule e senza sostanza.

In Europa,  la Germania e l’Olanda preparano la trappola del MES  per rendere privato tutto quello che è stato costruito con i sacrifici di generazioni di lavoratori.

Il divorzio, la scuola dell’obbligo, la nazionalizzazione dell’energia, del sistema sanitario, lo statuto dei lavoratori, che all’epoca ci sembrarono fatti quasi naturali, logica conseguenza di un percorso condiviso da tutti, paragonandoli alla forza del Capitale oggi, appaiono per quello che furono: conquiste gigantesche di democrazia e civiltà.  La  democrazia  che ci hanno regalato i nostri padri l’abbiamo lasciata degradare  e funziona male perchè noi siamo mancati al nostro dovere di socialisti.

Oggi i giovani ci voltano le spalle cercando altre strade, improbabili  scorciatoie verso il  nulla.  In questo nulla,  in questo non aver saputo ricostruire la nostra identità per difendere le istituzioni, i diritti del lavoro, le conquiste sociali che sta il pericolo maggiore: il pericolo di un vuoto che fa paura.

Quanti sono gli errori che dal 1992 noi socialisti abbiamo commesso con le nostre divisioni, le nostre vigliaccherie, i nostri tradimenti?

Sappiano i socialisti della mia generazione, i democratici tutti, trarre occasione da questa pausa forzata con cui celebriamo il 25 aprile e il primo maggio per  trovare la forza ed il coraggio per compiere in umiltà un approfondito esame di coscienza per ritrovare la forza di ricominciare.

 

 

 

febbraio 24, 2014

Onore al compagno Pertini.

febbraio 3, 2014

Pertini un giorno disse……

QUANDO LA VIOLENZA DEL POTERE TRAVALICA I LIMITI DELLA DECENZA, QUELLA VERBALE E’ SEMPRE NECESSARIA. MAGARI NON PER VINCERE, MA, PER LO MENO, PER FAR SAPERE ALL‘AVVERSARIO CHE SI ESISTE. «LEI NON È UN PRESIDENTE, È UNA CAROGNA! UN PORCO!» Se pensate che a parlare sia un grillino “fascista”, “squadrista”, un “assalitore”, un “kamikaze” della “guerra di Grillo al parlamento”, vi state sbagliando. È un tale Sandro Pertini, non proprio un balilla. Con quelle parole, nel marzo del 1953, si rivolgeva al presidente del Senato Meuccio Ruini, in occasione dell’approvazione – dopo 70 ore di seduta e una rissa di 40 minuti – della cosiddetta “Legge truffa”, la legge elettorale. Nella stessa seduta, il senatore Elio Spano (Pci) minacciava il giovane sottosegretario Giulio Andreotti – che in quel momento aveva in testa il cestino della carta per proteggersi dagli oggetti che piovevano dai banchi della sinistra -, urlandogli: «Dopo il voto avrete un nuovo Piazzale Loreto!». Vi invito a leggere un passaggio del discorso che Pertini tenne in aula. La sua attualità è sconcertante. Quante volte l’abbiamo pronunciato tal quale, senza nemmeno conoscerlo. E chissà che reazione avrebbe avuto Laura Boldrini, se fosse stata presidente. Probabilmente gli avrebbe tolto la parola, con il consueto, spento, rimprovero da preside della scuola: «Onorevole Pertini, NON OFFENDA! NON OFFENDA, PER FAVORE!». QUI il discorso integrale, per chi volesse leggerlo: http://goo.gl/SDsdCa «Orbene, onorevole De Gasperi, lei fa chiedere l’urgenza per una legge che non riguarda l’interesse del Paese, per una legge che riguarda esclusivamente l’interesse del suo partito e l’interesse dei suoi parenti poveri, i quali vanno sognando di potersi arricchire a spese altrui. Ed allora io le chiedo, onorevole De Gasperi, come mai ella e i suoi non abbiano dimostrato la stessa frenesia di accorciare i termini per altre leggi che interessano direttamente il Paese. Perché, vivaddio, lei non ha fatto chiedere l’urgenza per le leggi che dovrebbero dare vita a quegli istituti previsti dalla Carta costituzionale e che varrebbero a consolidare la democrazia in Italia? Naturalmente pur di attuare il suo proposito, e cioè di varare questa legge, ella, onorevole De Gasperi, non ha esitato e non esita a violare il Regolamento e la Costituzione. E mi consenta di farle un garbato ammonimento: “Veda, onorevole De Gasperi, quando una classe dirigente viola le leggi che essa stessa si è date, apre la strada alle più pericolose avventure; d’altra parte, signori del Governo, come voi potete pretendere l’osservanza della legge quando voi siete i primi a violare la legge?”. Non dovete stupirvi che questo vi venga detto da uomini che voi andate definendo “sovversivi”, “sovvertitori dell’ordine costituto”! Noi ancora una volta, onorevole De Gasperi – e mi appresto ad entrare in merito alla mia pregiudiziale – difendiamo la Carta costituzionale più di quanto non la difendano i suoi, perché essa è costata parecchio: abbiamo pagato un alto prezzo per conquistarla al popolo italiano, abbiamo dovuto pagare anni di galera, versare molto sangue nelle nostre file. La Carta costituzionale è dunque una cosa che appartiene soprattutto a noi, è una nostra conquista e la difenderemo sempre, in ogni circostanza, onorevole De Gasperi». Da Crimi. E’ un grillino (che ringrazia Roberto Baresi per la segnalazione), scusino i normopensanti, ma ha ragione lo stesso.

giugno 8, 2013

7 giugno 1984.

Il 7 giugno 1984 Enrico Berlinguer viene colpito da un ictus durante un comizio a Padova….« La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico. »

febbraio 24, 2013

Compagni non dimenticate Pertini, il nostro presidente.

Oggi corre l’anniversario della morte di Sandro Pertini, eroe della resistenza, gigante del socialismo, grande Presidente della Repubblica. Con lui la democrazia si fece persona. E’ stato eletto Presidente della Repubblica l’8 luglio 1978 (al sedicesimo scrutinio con 832 voti su 995).Ha rassegnato le dimissioni il 29 giugno 1985. E’ deceduto il 24 febbraio 1990.

febbraio 24, 2012

Sandro Pertini Discorso di Capodanno 31 dicembre 1983

Il nostro grande Presidente, che quel grand’uomo di Bersani ha dimenticato di ricordare che era un grande socialista, in questo discorso ha parlato del diritto del popolo palestinese ad avere uno stato. Viva sempre Sandro Pertini, bandiera del socialismo internazionale.

Resterai sempre nei nostri cuori Presidente.