Posts tagged ‘salvatore cuffaro’

ottobre 8, 2010

Termovalorizzatori in Sicilia, l’ultimo affare di Cosa nostra. Una torta da sei miliardi di euro.

E’ quanto emerge dall’ultima relazione della commissione parlamentare sulle ecomafie. Il documento tratteggia un’inquietante mappature degli interessi dei clan nel ciclo dei rifiuti.

Criminalità organizzata e rifiuti. Tradotto: gli interessi di Cosa nostra nel ciclo della monnezza. E’ questa la novità che si legge nella relazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle ecomafie presentato oggi a Palermo. Un focus inpressionate sulla situazione siciliana che ilfattoquotidiano.it ha visionato in anteprima. Tutto parte dal cosidetto Piano di ciclo dei rifiuti per la Sicilia. Questo il nome del progetto firmato nel 2002 dall’allora governatore e commissiraio all’emergenza per la spazzatura Salvatore Cuffaro. La soluzione individuata dalla giunta regionale prevedeva la costruzione di quattro termovalorizzatori. Uno a Palermo (Bellolampo), uno ad Augusta, uno a Casteltermini-Castelfranco e a Paternò. Per un giro d’affari complessivo di 6 miliardi di euro. Denaro pubblico, ovviamente, in parte provenienti dai fondi europei. In realtà, per il procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia di Palermo il progetto si traduce in “una cooperazione tra mafiosi, politici, professionisti e imprenditori anche non siciliani”.

Nelle oltre quattrocento pagine del documento, la commissione, presieduta dall’avvocato Gaetano Pecorella, senatore del Pdl, rivela come la mafia avesse già messo le mani sull’affare miliardario, approfittando del suo ruolo dominante nel sistema dei rifiuti. Un patto denunciato dal successore di Cuffaro, Raffaele Lombardo, durante la seduta dell’assemblea regionale siciliana del 13 aprile 2010. Il governatore aveva da pochi giorni emanato la legge regionale n. 9 2010, che di fatto esclude la costruzione di inceneritori.

giugno 30, 2010

Politicae mafia: una lunga storia di processi.

La condanna del  senatore Marcello Dell’Utri  non è l’unica emessa nei confronti di personaggi politici rimasti impigliati nelle reti della giustizia e processati per mafia. Alcuni sono stati condannati, altri assolti. Sempre fra le polemiche. Ecco le vicende piu’ note degli ultimi anni:

17 maggio 1999 – La corte d’appello di Catania conferma l’assoluzione di Natalino Amodeo, deputato Psi, per non avere commesso il fatto, dall’accusa di concorso esterno all’ associazione mafiosa. Amodeo, per le dichiarazioni di un pentito, trascorse 13 mesi in carcere.

2 dicembre 2003Vito Ciancimino fu il primo politico condannato per mafia: i 10 anni in primo grado, ridotti in appello a otto, vengono confermati dalla Cassazione. Si chiuse cosi’ un caso giudiziario che il giudice Giovanni Falcone aveva aperto dopo le rivelazioni di Tommaso Buscetta. 5 marzo 2004 – I giudici della corte d’appello assolvono dall’ accusa di concorso in associazione mafiosa, l’ex senatore di An Filiberto Scalone che, secondo gli inquirenti, era indicato come vicino alla famiglia mafiosa di Brancaccio.

25 maggio 2004 – Quattro anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, per Giancarlo Cito, ex sindaco di Taranto ed ex deputato per la lista AT6.

27 ottobre 2004 – Accogliendo la richiesta della Procura di Palermo, il gip Gioacchino Scaduto archivia l’inchiesta a carico del deputato di FI e avvocato penalista Nino Mormino, che era stato indagato per concorso esterno in associazione mafiosa.

28 dicembre 2004 – La Cassazione conferma definitivamente la sentenza di assoluzione di Giulio Andreotti nel processo per mafia. Prescrizione per il delitto di associazione a delinquere fino alla primavera del 1980 e l’assoluzione per il reato di associazione mafiosa dal 1980 in poi.

16 marzo 2006 – L’ ex deputato calabrese di FI Amedeo Matacena e’ assolto dalla Corte d’assise di Reggio Calabria, per non avere commesso il fatto, dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.

6 dicembre 2006 – Le intercettazioni effettuate nel salotto del capomafia di Brancaccio, Giuseppe Guttadauro, portano alla condanna a 8 anni di carcere dell’ex assessore comunale Domenico Miceli Udc), per concorso esterno in associazione mafiosa.

29 febbraio 2008 – In Sicilia, l’ex assessore regionale Udc Vincenzo Lo Giudice, e’ condannato a 16 anni ed 8 mesi per associazione mafiosa. La sua campagna elettorale del 1991 fu scandita dalla colonna sonora del film Il Padrino, cosa che fece scalpore e diede a Lo Giudice, allora sconosciuto sindaco di Canicatti’, notorieta’ nazionale.

 28 luglio 2009 – Per il gip che nel 2006 ne ordino’ l’arresto, sarebbe stato tanto vicino al capomafia Bernardo Provenzano da far parte di ‘una Cosa sua’, piu’ che di Cosa Nostra. Un’espressione che da’ l’idea dello stretto legame che univa il padrino di Corleone a Giovanni Mercadante, il medico, deputato regionale di FI, condannato per mafia a 10 anni e 8 mesi.

14 gennaio 2010 – l’ex ministro e politico Dc siciliano Calogero Mannino, una carriera lunga 41 anni, viene assolto in Cassazione dall’accusa di mafia dopo indagini e processi durati 19 anni, e dopo aver trascorso 23 mesi in carcere.

23 gennaio 2010 – Alla fine del processo denominato ‘Talpe alla dda’ Salvatore Cuffaro, e’ condannato in appello a 7 anni per favoreggiamento aggravato alla mafia, due in piu’ rispetto al primo grado.