Posts tagged ‘Saif al-Islam’

giugno 27, 2011

Mandato di arresti internazionale contro Gheddafy.

La Corte penale internazionale (Cpi) ha spiccato oggi un mandato di cattura contro Muammar Gheddafi per i crimini contro l’umanità commessi dal leader libico a partire dal 15 febbraio. L’ordinanza è stata pronunciata oggi durante un’udienza pubblica all’Aja.

I giudici hanno accolto la richiesta del procuratore della Corte penale internazionale dell’Aja, Luis Moreno Ocampo, di spiccare un mandato di cattura contro il colonnello Muammar Gheddafi per crimini contro l’umanità. La stessa richiesta è stata accolta per il suo secondogenito Saif al-Islam e per il capo dei servizi segreti libici, Abdullah al-Senussi: anche loro sono accusati di crimini contro l’umanità. La Corte ha dato mandato di spiccare subito l’ordine di arresto.

Le accuse sono quelle di crimini contro l’umanità per le repressioni condotte nei primi giorni di protesta contro il regime. In particolare, i giudici dell’Aia hanno annunciato che Gheddafi è ora ricercato per aver programmato l’uccisione, il ferimento, l’arresto e la detenzione di centinaia di civili durante i primi 12 giorni di sommosse volte a destituirlo, e per aver cercato di coprire i presunti crimini.

dicembre 4, 2010

Disastro nucleare sfiorato per capriccio di Gheddafi.

Un disastro nucleare sulle coste libiche per ”dare una lezione all’Onu” che non aveva concesso a Muammar Gheddafi di piazzare la sua tenda a New York in occasione dell’Assemblea generale. E’ la nuova inquietante rivelazione contenuta nei file di Wikileaks diffusa da uno dei suoi media partner, il britannico Guardian.Sette contenitori metallici, ciascuno di diverse tonnellate, destinati ”unicamente” al trasporto di materiale radioattivo e non alla sua ”conservazione”, contenevano 5,2 kg di uranio altamente arricchito (Heu): vennero lasciati nei pressi della centrale nucleare libica di Tajoura, a 14 km da Tripoli dove sorge un impianto da 10 Megawatt costruito dai russi, ”custoditi solo da una guardia armata, non si sa se con il fucile carico”.

La crisi esplose il 20 novembre 2009, quando il direttore dell’agenzia atomica libica, Ali Gashut, riferì di aver avuto ordine di bloccare l’arrivo di un aereo russo Antonov 124-100 che avrebbe dovuto caricare il materiale e portarlo via, dopo l’offerta americana a Mosca di ”pagare” per il disturbo (circa 800.000 dollari).

Quando gli americani affrontarono la vicenda con il figlio del leader libico, Saif al-Islam, questi sottolineò che il padre si sentiva ”umiliato” per il trattamento ricevuto a New York, dove appunto gli era stato impedito di piazzare la sua tenda nel corso dell’Assemblea generale Onu. Il 7 dicembre, dopo un lungo ping pong, ”finalmente le guardie armate hanno iniziato a presidiare l’impianto nucleare”. L’Antonov è infine atterrato il 21 dicembre, portandosi via il carico di uranio arricchito.