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aprile 10, 2020

Nicola and Bart.

Il 9 aprile 1927, il tribunale di Boston condanna a morte, gli anarchici Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti.
Nell’arringa finale Vanzetti, tra le varie frasi, disse:
“… in tutta la mia vita, non soltanto ho lottato strenuamente contro ogni delitto, ma ho rifiutato io stesso i beni e le glorie della vita, i vantaggi di una buona posizione, perché considero ingiusto lo sfruttamento dell’uomo. Ho rifiutato di mettermi negli affari, perché comprendo che essi sono una speculazione ai danni degli altri…”
Nicola Sacco, invece, in un passaggio dell’ultima lettera al figlio, aveva scritto: “Si, Dante mio, essi potranno ben crocifiggere i nostri corpi come già fanno da sette anni: ma essi non potranno mai distruggere le nostre Idee che rimarranno
ancora più belle per le future generazioni a venire”.

Nelle lettere che i due anarchici scrivevano dal carcere, ripetevano spesso: “La Salute è in Voi!”
“La salute è in voi!” era il titolo di un opuscolo uscito il 5 maggio 1906 sul settimanale anarchico americano “Cronaca Sovversiva”. Un testo, in cui si descrive come preparare ordigni ed altri mezzi e metodi per attaccare il potere. E questo opuscolo bisogna tenere bene a mente quando si parla dei due anarchici italiani assassinati dalla legge americana la notte tra il 22 e il 23 agosto 1927. Questo scritto è un pezzo ancora nascosto della loro storia, dove emerge con forza la tensione anarchica, quella che dettava veramente gli ideali di questi due compagni anarchici. Da decenni si parla di loro come di uomini innocenti, rassegnati, a cui ancora oggi la stampa ufficiale dedica parole e lacrime vittimiste. Sacco e Vanzetti invece erano due rivoluzionari che fino alla fine nelle loro ultime lettere rilanciavano ai compagni un grido forte che spaventava i potenti, un grido che ancora oggi ha il suo eco:
“Ricordatelo: LA SALUTE E’ IN VOI!”.

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agosto 24, 2012

Ricordando i martiri della libertà. Sacco e Vanzetti 23 agosto 1927.

Nicola Sacco (Torremaggiore, Foggia, 22 aprile 1891 – Charlestown, 23 agosto 1927) e Bartolomeo Vanzetti (Villafalletto, 11 giugno 1888– Charlestown, 23 agosto 1927) furono due anarchici italiani che vennero arrestati, processati e giustiziati negli Stati Uniti negli “anni ’20”, con l’accusa di omicidio di un contabile e di una guardia di una fabbrica di scarpe. Sulla loro colpevolezza vi furono molti dubbi già all’epoca del loro processo; non vennero nemmeno assolti dopo che un altro uomo ammise, nel 1925, la responsabilità di quei crimini.

Sacco, di origine pugliese, di professione faceva il ciabattino mentre Vanzetti – che gli amici chiamavano Tumlin, ed era originario di Villafalletto, Cuneo – gestiva una rivendita di pesci. Furono giustiziati sulla sedia elettrica a Dedham, Massachusetts, il 23 agosto 1927.

agosto 23, 2010

23 agosto 1927: la condanna di Sacco e Vanzetti, trionfo dell’ingiustizia.

Il 24 dicembre 1919 alcuni banditi assaltarono un furgone che trasportava le paghe degli operai di una fabbrica, a Bridgewater. Lo stesso giorno alla stessa ora a 60 chilometri di distanza, a Plymouth, un anarchico italiano di nome Bartolomeo Vanzetti girava per le vie della città con il suo carrettino vendendo anguille. Lo accompagnava un giovane aiutante di nome Beltrando Brini, anche lui italiano. Il 15 aprile 1920, a South Braintree. due banditi rapinarono le paghe dei dipendenti di un calzaturificio e uccisero il cassiere e un poliziotto. Subito la colpa vennedata agli anarchici. anche se non esisteva la minima prova. Il 5 maggio Vanzetti venne arrestato su un tram insieme con un compagno anarchico di nome Nicola Sacco, pure lui italiano, operaio in un calzaturificio. Addosso ai due vennero trovati alcuni manifestini anarchici e una pistola. Era quanto bastava perché il ministro della giustizia e il capo della polizia decidessero che era arrivato il momento di dare una lezione ai “rossi” e agli italiani.
Prima si fece il processo a Vanzetti per la rapina di Bridgewater. Come giudice fu scelto un certo Trayer, il quale dichiarò pubblicamente che gli italiani erano dei bastardi e i “rossi” e gli anarchici delle carogne. Pubblico accusatore fu un certo Katzmann il quale desiderava solo far dimenticare le sue origini tedesche dimostrando che odiava gli stranieri. La giuria accettò persino la testimonianza di un giornalaio il quale affermò di aver capito che il rapinatore era uno straniero «dal modo di correre». Più di venti testimoni italiani giurarono che alla stessa ora della rapina Vanzetti stava vendendo ad essi delle anguille ma non furono creduti; anzi furono presi in giro e derisi perché parlavano male l’inglese. Il giovane Brini fu accusato di aver imparato a memoria la lezione da ripetere al processo.
Fu invece creduto un testimone che affermò di aver riconosciuto Vanzetti al volante di un’automobile. Eppure l’italiano non sapeva guidare l’auto. Vanzetti fu condannato al massimo della pena, 15 anni. La condanna di Vanzetti era servita a convincere la gente che gli anarchici erano dei volgari banditi capaci di compiere qualsiasi delitto. Infatti Vanzetti e Sacco furono accusati anche della rapina di South Braintree. Questo processo fu ancora presieduto da Trayer. La giuria fu formata con i più ricchi e sfegatati reazionari della città. Il presidente della giuria prima che iniziasse il processo dichiarò: «Quei maledetti dovrebbero esser impiccati». L’interprete, che era amico del giudice, falsificò regolarmente ciò che dissero i due imputati e i testimoni italiani traducendo male o inventando di sana pianta. I testimoni d’accusa risultarono in seguito tutti bugiardi. Venne ignorata la testimonianza di una persona che aveva visto gli assassini mentre le sparavano e che escluse che fossero i due italiani. Pure ignorata fu la testimonianza di un impiegato al consolato italiano di Boston il quale dichiarò che al momento del delitto Sacco si trovava nel suo ufficio.
L’esperto che esaminò le armi subito dichiarò che le pallottole non potevano essere state sparate dalla pistola di Sacco. Più tardi però armi e pallottole vennero sostituite con altre in maniera da dimostrare la colpevolezza degli imputati. Non ci fu niente da fare. Trayer dichiarò: «Se anche non sono colpevoli, vanno condannati lo stesso perché sono nemici delle istituzioni americane». Sacco e Vanzetti furono condannati a morte. In America e in tutto il mondo vi furono manifestazioni di protesta per l’ingiusta condanna, scioperi, attentati, incidenti. Le supreme autorità del Massachusetts rifiutarono di rifare il processo anche quando un portoghese di nome Celestino Madeiros confessò di aver partecipato alla rapina di South Braintree e scagionò i due italiani. Inutilmente la moglie e la sorella di Sacco vennero dall’Italia per chiedere la grazia. La notte fra il 22 e il 23 agosto 1927 Sacco e Vanzetti salirono sulla sedia elettrica insieme con Madeiros.
Un anno dopo un altro delinquente confessò di aver partecipato alla rapina di Bridgewater e dichiarò che Vanzetti non c’era. Ormai non c’erano più dubbi: Sacco e Vanzetti erano innocenti; la loro morte era stata una vendetta compiuta in nome della giustizia.