Posts tagged ‘rosi bindi’

dicembre 21, 2012

Come perdere consensi.

L’onorevole Rosy Bindi è alla quinta legislatura, ha superato i tre mandati parlamentari, e quindi, stando alle regole del Partito Democratico, sarebbe incandidabile. Ma ha chiesto la deroga alla direzione nazionale, ottenendola, e quindi è pronta alla legislatura numero sei. Pensare che nel 1994 era una delle più agguerrite sostenitrici del rinnovamento all’interno della propria crew, il Partito Popolare Italiano. Riportiamo integralmente un’Ansa di 18 anni fa:
++ PPI: ROSY BINDI, ”VALE PER TUTTI LIMITE TRE LEGISLATURE”
(ANSA) – ROMA, 2 FEB – Rosy Bindi non transige sul rinnovamento della classe politica e dei candidati del Ppi: ”Il limite delle tre legislature – ha detto conversando con un giornalista – deve valere per tutti, anche per De Mita. Ci vuole una regola certa per selezionare le candidature. E’ quello che stanno chiedendo tutti i coordinatori regionali e che io sto applicando nel Veneto. Quindi il limite delle legislature – ha aggiunto – vale anche per Carlo Fracanzani che di legislature ne ha sette. Lo ringrazio per il contributo che ha dato al partito, lo ammiro per non essere rimasto invischiato in Tangentopoli, nonostante la carica di ministro per le Partecipazioni statali ricoperta in un periodo ad alto rischio. Adesso, pero’, gli chiedo un atto di generosita’”.
Lei invece si candidera’ alle politiche? ”Vedremo. Sono una parlamentare europea. Io mi candido se Martinazzoli me lo chiede. Ma il problema non e’ personale. La gente ci chiede un forte rinnovamento e mi dice: ‘per carita’, non candidate sempre le stesse facce’. Se vogliamo essere credibili – ha concluso il coordinatore popolare del Veneto – dobbiamo presentare una nuova classe dirigente”. ++ (ANSA)
novembre 28, 2012

Rosy non ci sta con la testa.

E questi dovrebbero guidare l’Italia. Siamo messi proprio bene.
maggio 23, 2012

Ma chi ha perso le elezioni?

Rosi Bindi Mariastella Gelmini Antonio Polito Italo Bocchino Pd Claudio Messora Byoblu Byoblu.com

di Valerio Valentini
Assistere ai commenti che gli “onorevoli” fanno delle elezioni è sempre esilarante. Adagiati su comode poltrone, in collegamento dal “transatlantico”, tengono di solito in mano un foglio con i dati che lo zelante segretario ha appena portato loro, e cominciano a snocciolare cifre e percentuali. Ed il bello è che alla fine riescono ad aver vinto tutti, sempre.
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dicembre 26, 2010

Come battere la destra secondo Nencini.

Come si batte questa destra? Questa la domanda che si pone Riccardo Nencini sull’Avanti della Domenica. Alla domanda risponde ” Non con un nuovo “frontismo”. Quindi Vendola è sistemato e ridotto a un massimalista della peggior specie e con esso un movimento che è quotato in caso di elezioni al 7%.Percentuale  non disprezzabile con i tempi che corrono e con le percentuli a cui è dato il PSI. La destra si batta a dire di Nencini  “con una coalizione della sinistra riformista con le forze di centro strette attorno ad un progetto per l’Italia” E chi dovrebbe far parte di questo progetto? Casini sicuramente, che in Campania governa con una giunta di centrodestra, che in Puglia è all’opposizione e che se Nencini non si sbriga se lo ritrova al governo con Berlusconi. Poi ci sarebbe Rutelli, così in caso di alleanza con l’API i patti Nencini li andrebbe a stringere con  Boselli, anche se solo pochi giorni fa lo aveva definito campione di incoerenza. Quale il programma ?” lavoro,  sicurezza,sobrietà, merito“, Per il lavoro si può rivolgere all’ex compagno Sacconi che è un esperto. Per la sicurezza qualche dritta può farsela dare da Fini. Per la sobrietà e il merito si può rivolgere alla Gelmini.  Come attuare il programma?”lontano da ogni radicalismo e da ogni forma di giustizialismo.” e così in un sol colpo Nencini si libera di Di Pietro e Vendola, che da soli a prescindere da ogni altra considerazione valgono il 14% in termine di voti.
Il mio ex segretario liquida anche l’esperienza delle primarie come laceranti lotte  fratricide per la leadership. Il programma politico di Nencini infine si risolve in un progetto di “ricostruzione nazionale”dimenticando che tutte le politiche economiche italiane vengono decise a Bruxelles.  Infine Nencini dichiara di voler proseguire “nel dialogo con radicali ed ambientalisti” esperienza già vissuta con Boselli e che ha già dato esiti disastrosi.

Caro compagno Nencini, detto fra di noi, ma a chi vuoi prendere per il culo?