Posts tagged ‘Rosarno’

febbraio 27, 2012

L’affareCoca-Cola.

La notizia è dappertutto. La Coca-Cola, colta sul fatto a comprare in Calabria succo d’arancia a 7 (sette) centesimi al litro (con i quali si producono varie decine di litri di Fanta), prodotto da lavoratori in condizioni semi-schiave, fa finta di cadere dalle nuvole e di scoprire solo per una serie di articoli pubblicati sulla stampa britannica, che quel succo d’arancia sia stato prodotto in condizioni intollerabili e quindi –pezza peggiore del buco- disdice i contratti.

La storia della multinazionale di Atlanta è una storia nera che va dall’influenza sui consumi alla salute all’inquinamento. Atteniamoci qui a quella che è forse l’accusa più grave, le brutali politiche anti-sindacali per le quali più volte nella storia è stata accusata di utilizzare sicari e squadroni della morte. In Guatemala furono almeno 10 i lavoratori sindacalizzati assassinati o fatti sparire negli anni ‘70. In Colombia il sindacato Sinaltrainal ha visto assassinare almeno sette suoi dirigenti lavoratori per Coca-Cola e una cinquantina di altri si sono dovuti rifugiare in altre zone del paese. Da Bogotà si denuncia un vero e proprio coinvolgimento della filiale colombiana di Coca-Cola nella guerra sporca con prove documentali di incontri tra i dirigenti della Coca-Cola e il sanguinario capo paramilitare Carlos Castaño. Solo in questo modo la Sinaltrainal ha visto dimezzare i suoi iscritti per vedere imporre ai dipendenti di Coca-Cola condizioni salariali e di lavoro sempre peggiori. Nel 2005 il documentario El Affaire Coca-Cola, multipremiato, reperibile in Rete, che accusava Coca-Cola di aver fatto assassinare almeno 400 sindacalisti in tutto il mondo fu finanziato, premiato, ma mai trasmesso dal canale televisivo spagnolo TV3.

settembre 30, 2010

Continua l’odissea dei dannati di Rosarno. Dalla Calabria a Castel Volturno

Dalla Calabria si sono trasferiti a Caserta, ora sono in attesa del permesso che consentirebbe loro di lavorare. Castel Volturno, solo in due su 250 hanno lo status di rifugiati.

di TIZIANA COZZI

Sono i lavoratori schiavizzati a Rosarno. Quelli che, in fuga dalla Calabria, hanno cercato rifugio a Castel Volturno e nella provincia di Caserta. Sono gli africani sfuggiti alle persecuzioni e approdati sui nostri lidi. Rifugiati di nome ma non di fatto. Perché dopo mesi di attesa, non hanno ricevuto lo status di rifugiato. Ad alcuni è stato negato, altri restano ancora in attesa di risposta. Uno scandalo, secondo l’associazione Ex Canapificio di Caserta. Negli ultimi quattro mesi, da marzo 2009 a luglio 2010, su 250 persone che hanno fatto richiesta di asilo tramite l’associazione alla Commissione per il riconoscimento della protezione internazionale di Caserta, soltanto due hanno ottenuto il riconoscimento di rifugiato. “In quattro mesi, è stato bocciato l’84 per cento delle richieste – precisa Mimma D’Amico, operatrice dell”Ex Canapificio -, 220 hanno ricevuto un diniego secco, solo 43 persone (il 16 per cento) hanno ricevuto protezione umanitaria, cioè il permesso di soggiorno per un solo anno, mentre con lo status di rifugiato il permesso di soggiorno è a tempo indeterminato. Sono dati allarmanti. Queste persone hanno storie tragiche alle spalle, completamente ignorate dalle istituzioni” (INFORMAZIONE LIBERA)

gennaio 15, 2010

Travaglio ad annozero:mandiamoli a casa.

gennaio 14, 2010

Heil Bossi.

Dei fatti di Rosarno non se ne parla quasi più. Un po’ per gli avvenimenti drammatici di Haiti, un po’ per gli onnipresenti problemi di Berlusconi, ma molto per la sostanziale indifferenza della gente ai problemi che non li toccano direttamente. Bisogna invece parlarne, perché i fatti di Rosarno, come quelli di Castelvolturno sono destinati a ripetersi.  Esiste un diffuso razzismo in Italia, determinato in parte dalle difficoltà obbiettive dell’incontro con persone di mentalità cultura e religione diverse ai quali non si è stati capaci di dare una risposta in termini concreti di accoglienza. Dall’altra fondamentale è stato il comportamento assolutamente prevaricatore    di persone e amministratori, specialmente del Nord Italia che, sobillati dalla Lega Nord hanno creato e creano ogni giorno oggettive condizioni di contrasto con quelli che loro considerano diversi. Se la sono presa  con i meridionali, i rom, i romeni, i negri, i comunisti. L’Italia ha due cancri che se non estirpati la distruggeranno in maniera irreversibile: la lega Nord e la Criminalità organizzata. Partiti come fenomeni localistici si sono diffusi in tutto il territorio nazionale e le ideologie che si nascondono dietro queste organizzazioni stanno avvelenando la democrazia come una peste. Che fare?

La lega è un partito fascista ed i suoi capi violano la legge ogni giorno con pensieri, parole e comportamenti. Va contrastata con tutte le armi che la democrazia ci consente. La Lega ed suoi seguaci non sono un fenomeno folcloristico. I leghisti non perdono occasione per aggredire verbalmente e non solo  gli extracomunitari. La lega ha fatto promulgare leggi razziali contrarie a tutte le convenzioni internazionali sui diritti degli uomini. Per la lega ogni straniero è nemico e come tale va trattato. Che cos’è il pacchetto sicurezza se non una legge che introduce un principio razzista? Questo perseguitare senza tregua e senza vergogna gli immigrati proprio come al tempo delle leggi razziali che cos’è? Un esempio di democrazia? Certamente no!

Vi ricordate di Salvini della Lega che esigeva  che nei metrò di Milano i posti a sedere fossero  riservati ai lombardi. Come si sarebbero riconosciuti  i lombardi? Dagli insulti agli immigrati? Dalla violenza per farli alzare?

E che dire di tutti gli amministratori leghisti che ogni giorno promuovono iniziative contro i diversi?
 E che dire  delle centinaia di naufraghi disperati, compresi  donne e bambini,  lasciati in mare per giorni e notti al largo delle coste italiane.
Atti indegni di questo tipo, come le aggressioni e i linciaggi, tendono a ripetersi in questa Italia. Che dire dei respingimenti in mare ad opera della gloriosa Marina Militare italiana che  obbedendo agli ordini barbari e disumani del ministro della Paura Maroni li ha rimandati in Libia, dove sono andati a morire, per esecuzione, per inedia nei campi profughi del deserto, per schiavitù (lavoro forzato senza paga), per l’abbandono in aree prive di tutto, in violazione della Costituzione italiana e della Carta dei Diritti dell’Uomo, come a suo tempo ha scritto con sdegno L’Osservatore Romano.

Bisogna resistere contro la Lega e la deriva fascista del nostro governo, bisogna combattere con tutte le armi che la democrazie ci consente e non sottovalutare più niente. Lo abbiamo fatto per troppo tempo ed è venuto il momento di fermarli prima che sia troppo tardi.

gennaio 10, 2010

Rosarno la BBC ne ha parlato un anno fa.

Guardate questo documentario della BBC e rifflettiamo. Dov’era lo Stato un anno fa?
Solo pochi giorni prima per il piccolo Duomo di Milano in faccia a Berlusconi si è parlato di clima d’odio.

E ora?

Perchè Berlusconi non ha sentito il dovere di andare in Calabria?

Ci sono certamente i suoi galoppini, a tacer d’altro.

Vergognamoci tutti!

la responsabilità di quello che è accaduto  è di questo governo e in principal modo della lega e dei suoi ministri  che hanno preteso le  leggi fasciste in materia di immigrazione.

gennaio 10, 2010

Ma Dio dov’era quella sera?

gennaio 10, 2010

L’opinione di Saviano sulla rivolta di Rosarno

“Immigrati, unici ad aver manifestato contro il potere mafioso”

gennaio 10, 2010

Umanità smarrita

Le cronache di violenza e di razzismo che rimbalzano dalla città di Rosarno evocano storie millenarie di persecuzione nei confronti di minoranze di ogni tipo. Siamo tutti convocati ad un aspro rendiconto sulla deriva della nostra vita civile, questi pogrom non possono essere considerati una questione periferica di ordine pubblico: c’è come un Paese che si sta incarognendo, avvitando nelle proprie fobie, smarrendo i propri codici di convivialità e di accoglienza. Lo sdoganamento del lessico della xenofobia e della criminalizzazione dei più poveri è una questione che chiama in causa la responsabilità della politica e di tutti gli attori fondamentali della nostra società. In quel buco nero della ragione in cui si apre lo spazio della “caccia all’uomo” (si tratti di un nero o di un clochard, non fa differenza) dobbiamo saper guardare i segni di un degrado, di una decadenza della nostra cultura sociale, di una regressione a cui nessuno può arrendersi. Occorre una mobilitazione democratica e popolare capace di spezzare la catena della violenza. Occorre dire parole di pace, di tolleranza. Occorre lottare per recuperare sentimenti elementari di solidarietà e di fraternità. Occorre recuperare l’orizzonte della nostra smarrita umanità.

Nichi Vendola

gennaio 8, 2010

BUONANOTTE FRATELLI MIGRANTI

Buonanotte fratelli migranti di Rosarno.

L’Italia  non è solo quella di Rosarno.

Buonanotte Emma Bonino.

Buonanotte Balotteli, grande giocatore, politicamente scorretto.

Buonanotte al popolo Portoghese che benedice il matrimonio fra persone dello stsso sesso.

gennaio 8, 2010

Rosarno: immigrati in rivolta

A fare scoppiare la protesta il ferimento da parte di persone non identificate di due extracomunitari con un’arma ad aria compressa e pallini da caccia. I feriti, tra i quali c’è anche un rifugiato politico del Togo con regolare permesso di soggiorno, non destano particolari preoccupazione, ma la volontà di reagire che probabilmente covava da tempo nella colonia di lavoratori ammassati nella struttura di Rosarno in condizioni ai limiti del sopportabile, e di altri nelle stesse condizioni a Gioia Tauro in locali dell’Ex Opera Sila, era pronta a esplodere. In totale circa 1.500 extracomunitari, tutti impiegati nella raccolta degli agrumi e degli ortaggi.Armati di spranghe e bastoni, gli extracomunitari, in gran parte provenienti dall’Africa, hanno attraversato la cittadina distruggendo centinaia di auto, in qualche caso anche con persone a bordo (le schegge dei vetri hanno ferito all’orecchio destro un bambino, che si trovava in auto con i genitori. Il bimbo è stato medicato e subito dimesso), abitazioni, vasi e cassonetti dell’immondizia. Questo nonostante l’intervento di polizia e carabinieri schierati in assetto antisommossa davanti ai più agguerriti, un centinaio di persone tenute sotto stretto controllo. Nel corso della serata sono arrivati rinforzi e, in un clima di forte tensione, si è intavolata una trattativa nel tentativo di fare rientrare la protesta. Ma poi la tensione è tornata a salire: polizia e carabinieri hanno fatto una carica di alleggerimento e alcune persone, cinque o sei, sono state fermate. Alcuni immigrati sono rimasti contusi in un contatto con le forze dell’ordine dopo che dal gruppo di stranieri era partita una sassaiola. I feriti sono stati portati in ospedale a Polistena. Anche un gruppo di giovani di Rosarno, un centinaio, è sceso in strada per seguire la situazione. Sul posto è arrivato il commissario prefettizio Francesco Bagnato che regge il Comune dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose avvenuto alla fine del 2008. Erano stati gli immigrati a chiedere di parlare con Bagnato.

Fonte: Corriere della sera