Posts tagged ‘Rom’

dicembre 20, 2010

Il Tribunale di Milano restituisce le case ai Rom.

Il Tribunale civile di Milano ha accolto il ricorso presentato da dieci rom del campo milanese di via Triboniano contro il sindaco Letizia Moratti, il ministro dell’Interno Roberto Maroni e il prefetto Gian Valerio Lombardi, col quale hanno chiesto che vengano assegnate loro le case popolari in adempimento di un progetto di autonomia abitativa che era stato in un primo tempo sottoscritto dall’ amministrazione comunale e poi bloccato.

La decisione è stata presa dal giudice civile Roberto Bichi e fa riferimento ad un accordo siglato nei mesi scorsi dal Comune e dalla Prefettura che avevano individuato alcune famiglie rom a cui assegnare degli alloggi di edilizia popolare.

Il ricorso firmato dagli avvocati Alberto Guariso e Livio Neri si riferisce all’assegnazione di 25 case popolari. I legali nel ricorso avevano segnalato l’accordo siglato, nei mesi scorsi, dal Comune e dalla Prefettura, con cui erano state individuate “le famiglie rom destinatarie degli alloggi Aler (di edilizia popolare, ndr)” con “l’assegnazione nominativa a famiglie attualmente residenti nel campo Triboniano”.

novembre 5, 2010

Marco Travaglio l’amore ai tempi di B. Annozero 4-11-2010

settembre 16, 2010

…….e noi? Stiamo a guardare!

”Dopo l’indegna barzelletta su Hitler ora Berlusconi applaude alla cacciata dei rom d’Oltralpe. La politica estera di Berlusconi e’ razzista, a trazione leghista e da tempo desta preoccupazione non solo in Italia ma in tutte le cancellerie internazionali”.

Lo afferma in una nota il portavoce dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando che aggiunge: ”Dopo il baciamani al dittatore Gheddafi, infatti, a breve giro di posta e’ arrivato l’omaggio al poco democratico Putin, definito come un ”dono di Dio’. Ora il premier fa i complimenti a Sarkozy perche’ ha cacciato i nomadi dalla Francia, andando contro l’Unione europea che ha annunciato l’apertura di una procedura d’infrazione. Domani Berlusconi stringera’ la mano a Bin Laden?”.

La sinistra non può stare a guardare. Bisogna fare qualcosa prima che sia troppo tardi.

gennaio 27, 2010

buonanotte compagni.

Una vecchia canzone di Modugno che mi ha chiesto Pinuccia.

Buonanotte agli amici della val di Susa che mi hanno inviato le foto della loro splendida valle.

Buonanotte al sindaco di Salerno De Luca.

Buonanotte ai giudei, i neri, i rom, i froci, i trans, le zoccole  e tutti i diversi che in questa Italia che si è scoperta fascista, razzista e xenofoba trovano difficoltà a riconoscersi.

buonanotte a Dimer che ha deciso di votare Bresso.

Buonanotte a me.

Buonanotte a capo di Adele che “rosica” perchè “quaderni” è forte.

dicembre 2, 2009

buonanotte compagni.

Questa mattina tornando da Sondrio, passando col treno ho visto sotto un ponte delle tende da campeggio. Piccole tende con delle coperte sopra pe renderle più calde di notte. Donne che mettevano panni a stendere, uomini attorno ad un fuoco a giocare a carte e bambini seminudi che giocavano fra di loro. Forse non sono compagni, magari anche un pò reazionari.

Comunque buonanotte agli zingari, ai rom, a quelli che fanno campeggio d’inverno soto un ponte a Sesto San Giovanni.

Che originali!

Siete miei fratelli.

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novembre 27, 2009

La lega come i fascisti.

“C’è un solo verbo per riassumere la politica del Comune di Milano nei confronti dei rom: sgomberare”. Il vice-sindaco Riccardo De Corato, poco incline alla mediazione o al fair play, contattato telefonicamente da Peacereporter sulla questione dei nomadi, perde il controllo. Non usa mezzi termini il braccio destro del sindaco Moratti che in poche parole liquida anche l’operato delle associazioni, da anni impegnate nei campi rom per portare avanti l’integrazione delle comunità nomadi. “Le associazioni – ha tuonato De Corato – sono pagate per dare notizie diverse da quelle del Comune. I cittadini di viale Rubattino possono finalmente tirare un sospiro di sollievo, condividono la nostra linea politica”. Inutile ricordare all’amministratore che per la prima volta tante famiglie milanesi si erano mosse per dare sostegno ai nomadi e scongiurare lo sgombero, visto che ben trentasei bambini del campo di Rubattino frequentavano la scuola con regolarità. “Non è vero – afferma perentorio De Corato -. Nella zona i furti erano all’ordine del giorno e i residenti non ne potevano più. Difendevano i rom solo le maestre che abitano lontano dal campo”. Anche l’argomentazione dell’inserimento scolastico come base di partenza per l’integrazione dei rom nella società lascia indifferente il vice-sindaco. “Se i bambini sono a scuola – ha concluso De Corato – ma hanno dei padri che delinquono, tornano a casa. Chi compie dei crimini non è bene accetto nel nostro Paese”.Il Comune di Milano è sempre più determinato a mettere fine al problema rom, anche se, al di là dei continui sgomberi dei campi, non sembrano esserci altre proposte. Più che l’integrazione sembra l’allontanamento dei nomadi l’obiettivo perseguito dall’amministrazione.

A quando la stella di Davide sul cappotto?

novembre 24, 2009

Solidarietà.

“Sono esseri umani e come tali devono essere trattati. Come si può abbandonare delle mamme con dei bambini per strada?” A porre questa spinosa domanda è don Piero Cecchi, responsabile della parrocchia di San Giovanni Crisostomo di via Cambini a Milano, che ha preso in carico una delle famiglie rom sgomberate giovedì mattina dal campo di via Rubattino dalle ruspe del comune. “Fino a quando non verrà trovata loro una sistemazione dignitosa – ha esclamato il sacerdote – questa famiglia rom rimarrà nella nostra comunità. Abbiamo provveduto a dare loro, viveri, vestiti e possibilità di lavarsi. Non li lasceremo in strada. Per ora dormono in un’aula in cui abbiamo messo dei materassi. Non è una casa, ma è sempre meglio che dormire fuori al freddo”. Il parroco, tradito dall’emozione, sottolinea anche l’umanità e la grande dignità dei nomadi, spesso vittime dei peggiori pregiudizi.

novembre 20, 2009

I diritti negati.

Art 24 della Carta Costituzionale: “La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita almeno per otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi…..”

Giovedì mattina i bambini della scuola elementare Elsa Morante di via Pini a Milano non hanno trovato sui banchi i loro compagni rom. Senza alcun preavviso e senza ascoltare le richieste di genitori, insegnanti, associazioni, il Comune ha sgomberato il campo rom che sorgeva nell’ex area Enel di via Rubattino e che ospitava quasi trecento persone, tra cui 50 minori. “Sono una maestra – ha detto Fabiana Robbiati, una delle insegnanti dell’istituto Morante in cui erano regolarmente iscritti ventisei bambini rom – e non posso pensare che questi bimbi resteranno lontani da scuola per un periodo di tempo indeterminato. Sono ragazzini molto educati, frequentavano le lezioni con passione e serietà. Si sono fatti volere bene. In breve tempo hanno conquistato tutti, anche chi aveva qualche pregiudizio sui nomadi. Questa mattina alcuni bimbi italiani hanno pianto quando hanno saputo quello che era accaduto ai loro coetanei rom”. All’umanità dei bimbi si contrappone l’atteggiamento del Comune di Milano che pare essersi scordato anche delle più semplici regole del diritto.

Ancora una volta l’amministrazione guidata dal sindaco Moratti ha scelto di usare il pugno di ferro e di chiudere le porte a una seria politica di integrazione che passi in primo luogo dalla scuola, come hanno cercato di spiegare le maestre, i genitori e i compagni dei trentasei bambini rom che da oggi non sanno più quando potranno tornare sui banchi. La solidarietà è una bella cosa se praticata, m va praticata nei fatti. Il sindaco Moratti e la sua giunta dimostrano nei fatti di non praticare alcuna solidarietà, di avere in dispregio il dettato costituzionale e di non essere dei buoni cristiani nonostante i servili comportamenti nei confronti delle gerarchie ecclesiastiche.

novembre 19, 2009

Forti con i deboli.

Scattate all’alba le operazioni in via Rubattino. Soddisfatto De Corato, l’opposizione attacca: ‘è una vergogna’.

Sono arrivate stamattina all’alba le forze dell’ordine per sgomberare il campo rom di via Rubattino a Milano, nell’area ex-Enel alla periferia est della città. Nel campo, abitato da circa 200 nomadi rom, principalmente rumeni, sono intervenuti polizia, carabinieri e polizia locale. Come ha spiegato il vicesindaco di Milano De Corato, questo è il 166esimo sgombero, tutti necessari per restituire alla città zone abbandonate al degrado. L’opposizione ha manifestato subito il proprio dissenso: definendo l’operazione “vergognosa”. Fallisce così il tentativo, finora andato a buon fine, di un processo di integrazione di circa 40 bambini nelle scuole di quartiere. A nulla sono servite le proteste delle insegnanti che hanno raggiunto il campo. Intanto, oggi è stata sgomberata dalle forze dell’ordine anche il campo rom di via Luini a Sesto San Giovanni, nell’hinterland milanese. A comunicarlo e il capogruppo del Pdl Antonio Lamiranda che accusa però l’Amministrazione di centrosinistra di “nulla aver fatto per tutelare quei cinque o sei bimbi che vivono in condizioni inumane”

Anche a Milano è partita l’operazione Bianco Natale.  In compenso ci potremo consolare con la legge sul processo breve per salvare il nostro amato presidente del Consiglio. Che meraviglia!

Bersani che ne pensa?

novembre 17, 2009

Una non notizia.

E’ un italiano, reo confesso, l’omicida di una giovane donna rumena, Cristina Tepuro. Una notizia destinata a non fare nessun scalpore né sui giornali né in tivvù. In nome suo non si invocheranno leggi speciali né ronde per le strade strade e non ci saranno neanche scritte sui muri: “a morte tutti i rumeni” fu scritto all’indomani dell’omicidio di una donna italiana – Giovanna Reggiani – per mano di un uomo di nazionalità rumena. Per Cristina Tepuro sarà diverso, è (era) straniera e per giunta prostituta. Il suo nome resterà ai margini e sarà presto dimenticato. Non conta nulla per quella che abbiamo definito economia politica dello stupro : non ha valore, importanza, perché in nome suo non si possono assaltare campi rom né si possono massacrare di botte “stranieri” scelti a caso per strada. In nome suo non si possono neanche definire “belve” gli appartenenti ad un intero popolo né proporre di prendere le impronte digitali anche ai loro bambini/e. Allora noi facciamo il suo nome dai margini. Il suo nome è (era?) Cristina Tepuro. E facciamo anche il nome del suo assassino, come fu fatto il nome di Romulus Nicolae Mailat, lo stupratore e omicida di Giovanna Reggiani. Il nome dell’assassino di Cristina Tepuro è Francesco Stagnitto, 24 anni, italiano, assistente sociale. (da Marginalia)