Posts tagged ‘rock’

settembre 24, 2010

Birds – Neil Youngh – Buonanotte compagni.

Mentre l’Italia affonda nella merda ascoltiamo questa dolce canzone di Neil Youngh. Parla di un amore finito, ma chi se frega.

luglio 5, 2010

Buonanotte compagni.

L’album di cui parliamo questa sera ha due caratteristiche; è il primo album registrato su Cd; la seconda caratteristica è che Mark Knopfler abbandona la chitarra Fender Stratocaster per adottare la Gibson les Paul. stiamo parlando di Brothers in arms dei    Dire Straits. U35.000.000  di copie vendute, un rock morbido per tutte le bocche, con vaghe reminiscenze di blues. Un grande successo commerciale cui non corrisponde altrettanta qualità.

Brothers in Arms (Compagni d’armi) è il quinto album dei Dire Straits registrato tra il novembre 1984 ed il marzo 1985 agli Air Studios di Montserrat, Indie Orientali, agli Air Studios di Londra e ai Power Station di New York.

luglio 4, 2010

Buonanotte compagni.

The Replacements fu una band alternative rock statunitense che si formò nel 1979 a Minneapolis, Minnesota.

La line-up della band, per la maggior parte della sua esistenza, fu composta dalla voce e chitarra Paul Westerberg, il chitarrista Bob Stinson, il bassista Tommy Stinson, e il batterista Chris Mars. Nei primi album si ritrovano principalmente sonorità tipicamente hardcore caratteristico del movimento punk-rock americano dei primi anni Ottanta: il periodo “hardcore” regala al rock’n’roll album quali Sorry Ma, Forgot to Take Out the Trash e Stink, preceduti da un EP di 4 canzoni, Raised in the City. Sviluppano già dall’album Hootenanny (1983) un suono più eterogeneo ma sempre contaminato dal punk, ottenendo un discreto successo con l’album Let It Be (1984), ad oggi considerato il loro capolavoro, e che li porterà a firmare un contratto con una major, l’etichetta Sire Record. Di ottimo livello anche i successivi Tim (1985) e Pleased to Meet Me (1987), mentre gli ultimi due album della band (Don’t Tell a Soul e All Shook Down) rappresentano già gli indizi di quella che a breve diventerà la carriera solista di Paul Westerberg. Considerato negli anni Novanta un padrino del nuovo movimento grunge, Westerberg suonerà la colonna sonora del film generazionale Singles – L’amore è un gioco.

Let It Be è il terzo album dei The Replacements, pubblicato nell’Ottobre 1984 su Twin/Tone Records.

luglio 3, 2010

Buonanotte compagni.

The Unforgettable Fire è il quarto album degli U2, pubblicato il 1 ottobre 1984.

Pride (In the name of love) fu il primo grande successo internazionale del gruppo (raggiunse la top ten in Inghilterra e le top forty negli Stati Uniti, avendo buon successo anche in Italia) e rimane uno dei loro brani più celebri e più spesso riproposti nelle performance dal vivo; ad oggi è stata suonata infatti un totale di 773 volte nel corso di 771 concerti (dato di ottobre 2009).[1]

Pride è uno dei due tributi contenuti nell’album, l’altro è MLK, a Martin Luther King. La canzone era stata inizialmente pensata per il presidente degli Stati Uniti, Ronald Reagan, famoso per il suo orgoglio. Dopo alcune riflessioni, Bono, autore del testo, decise di cambiarlo poiché Reagan, a suo dire, non meritava una canzone. Curiosamente, il verso del brano che si riferisce all’assassinio di Martin Luther King (Early morning, April 4/Shot rings out in the Memphis sky, “mattina presto, 4 aprile/si sente uno sparo nel cielo di Memphis”) contiene un errore storico, perché King fu assassinato nel pomeriggio (intorno alle ore 19). Bono ha in seguito cercato di correggere l’errore cantando “early evening” anziché “early morning” in molte versioni dal vivo. Il video del brano era ambientato nella zona del porto di Dublino.Bono dirà che l’album è “leggermente fuori fuoco”, ma è facile rispondere che è proprio questo che lo rende fondamentale.

giugno 26, 2010

Buonanotte compagni.

Il 3 gennaiom dell’82, nella camera da letto di casa sua a Colts Neck, New Jersey, Bruce Springsteen collega il suo registratore a cassette a quattro piste Teac, che gli ha procurato un suo tecnico del suono a un mixerino echoplex che ha in casa. Così registra quanto ha scritto negli ultimi mesi. Affidando una copia del nastro al suo produttore dichiara che è quello che ha in mente in quel momento. Quel nastro in sala d’incisione non riesce a trasmettere la stessa forza e si decide di farlo uscire così com’è. Nebraska racconta storie di dolore e morte, di solitudine. anche se Bruce non se ne rende conto questo è il momento migliore della sua produzione. Queste musiche lo consacreranno come il custode dell’ortodossia del rock.

giugno 25, 2010

Buonanotte compagni.

Joe Jakson si trasferisce da Londra a New York per scoprire lo swing, il rhythm and blues, scopre così Cab Calloway e Louis Jordan. nasce così Night And day che dovrebbe illustrare il giorno e la notte della civiltà.

Jackson ebbe grande successo con l’album del 1982 Night and Day, che rese tributo al genio e allo stile di Cole Porter (e indirettamente a New York). Night and Day fu l’unico disco di Jackson ad arrivare nei primi 10, classificandosi al 4° posto.

Quindi incise l’album Body and Soul, in classifica al n°20, pesantemente influenzato dal pop, dal jazz e dalla salsa. Il disco ebbe modesto successo commerciale; è oltremodo apprezzato tra gli audiofili per una registrazione digitale di altissima qualità.

Jackson proseguì pubblicando Big World, un disco doppio con tre lati incisi (il quarto non è inciso ma è utile per la taratura del giradischi), registrato interamente dal vivo di fronte ad un pubblico cortesemente pregato di non applaudire. Il brano strumentale “Will Power” pose le basi per i lavori successivi; egli, prima di abbandonare il pop, pubblicò due dischi più cerebrali e celebrativi, Blaze of Glory e Laugther & Lust. Per alcuni anni si discostò dallo stile pop, lavorando per la Sony Classical con cui nel 1999 pubblicò il disco Symphony No. 1, per il quale ricevette un Grammy Award.

giugno 20, 2010

Salviamo il rock.

giugno 18, 2010

Buonanotte compagni.

 Talking Heads sono stati un gruppo musicale angloamericano di “avanguardia-pop” con forti sperimentazioni in campi come il punk rock, il post-punk, il funk e la world music, formatisi a New York nel 1974 e attivi fino al 1991.

Formatisi nel 1974 e guidati da colui che è forse l’emblema dell’approccio avanguardistico alla musica pop, David Byrne, i Talking Heads si ricordano per una discografia ed in generale una proposta artistica caratterizzata da un’ecletticità spinta verso estrosi eccessi e per i concerti dal vivo dalla grandissima carica emotiva, orchestrale e dall’inusitato impatto sonoro e scenico, live puntualmente ed inevitabilmente documentati da diversi supporti in diverse occasioni.

Cresciuti nella New York degli anni settanta, ne hanno vissuto e assimilato i fermenti. Il periodo era quello di Andy Warhol e delle nuove avanguardie nelle arti visuali e grafiche. Dopo aver frequentato un istituto d’arte, Byrne fonda il gruppo con Chris Frantz, un suo compagno di corso, e assoldando Tina Weymouth (bassista) e Jerry Harrison (chitarrista).

Il quarto album, Remain in Light (1980), si compie una svolta significativa verso un funky molto ritmato, dove le percussioni sono ossessive e il ritmo è velocissimo (tra le hit, Once in a lifetime e Houses in motion). Dal quinto in poi entrano elementi di musica etnica e la sonorità si fa meno rock, ma resta sempre originale. Da segnalare che negli anni ottanta i Talking Heads erano accompagnati, sia in studio che in tournée, dal bassista e chitarrista Busta Jones.

giugno 14, 2010

Buonanotte compagni.

Los Angeles è il primo disco del gruppo punk californiano degli X. prodotto da Ray Manzarek è considerato uno dei dischi fondamentali del punk statunitense. 

Si tratta di una classica rock band: alla batteria siede D.J. Bonebrake, dal ritmo indiavolato e dallo sguardo che tradisce la sua giovane età, il chitarrista è Billy Zoom, biondo e algido, il basso è in mano a John Doe, innamorato di Woody Guthrie, che scrive e canta, dividendosi alla voce con Exene Cervenka, femme fatale capace di improvvisi picchi di dolcezza.

Si fanno strada per un paio di anni negli stage dal vivo prima di affrontare l’avventura in studio, che li preoccupa: sarà possibile racchiudere in un album in studio la furia esplosiva dei loro live, oramai celeberrimi?

In studio va a dargli una mano Ray Manzarek, la memoria storica dei Doors, altra band californiana (quando la California aspirava alla libertà e non aveva ancora subito il peso della storia), e i quattro lo omaggiano con una versione irriconoscibile di “Soul Kitchen”, caustica e rabbiosa.

Il punk degli X non è classico né ovvio; al suo interno si ritrovano sprazzi di r’n’r, briciole di psichedelia (ascoltare “Nausea” per credere, con quell’organo suonato da Manzarek a straniare l’ascolto), e spesso la rabbia lascia spazio ad atmosfere decadenti e surreali.

Le loro canzoni, tutte scritte da John e Exene, nascono da piccoli avvenimenti, suggestioni, e le liriche seguono un andamento scomposto come fossero frutto di semplici associazioni mentali: emblematico, al riguardo, il brano di apertura “Your Phone’s Off the Hook, but You’re Not”. “Johnny Hit and Run Paulene” è la narrazione di uno stupro e si apre con un riff chitarristico debitore di Chuck Berry.

I pezzi da novanta sono sicuramente la title-track, trascinante e spezzata, “Sex and Dying in High Society”, che mischia sapientemente Lou Reed, i Ramones, e i Modern Lovers del primo album e “The Unheard Music”, che cita T.S. Eliot (nel titolo) e che mostra come Doe vivesse la nascita della No Wave (e del suo manifesto “No New York”) come qualcosa di fertile ed estremamente positivo.

giugno 10, 2010

Buonanotte compagni.

Ne abbiamo già parlato, ma ve lo ripropongo.

The Wall è il nono album registrato in studio della band inglese Pink Floyd. Fu pubblicato come doppio album il 30 novembre 1979 e fu seguito da un tour di concerti dal vivo, che avevano effetti scenici elaboratissimi, e dal film Pink Floyd The Wall.

L’album è un’opera rock incentrata sul personaggio Pink; egli durante la sua infanzia ha subito un profondo trauma, quale la morte del padre nella seconda guerra mondiale, al quale si aggiunsero altri disagi: la madre iperprotettiva, i maestri eccessivamente autoritari e, in età adulta, i tradimenti della moglie. Tutti questi sono i fattori che portano alla costruzione del “muro” di Pink, da cui il titolo dell’album.

Come le opere precedenti del gruppo, anche The Wall è un concept album e fu ispirato da un evento che accadde durante il tour “In The Flesh”, quando Waters sputò addosso ad uno spettatore troppo molesto, dopo il quale fu ammesso da lui stesso il desiderio di costruire un muro tra lui ed il pubblico. Il pianista Richard Wright non partecipò alla registrazione dell’album, ma fu presente nella band durante il tour di promozione.

Il successo dell’album fu enorme: fu l’album più venduto negli Stati Uniti nel 1980[1], divenendo uno degli album doppi più venduti nella storia.

Si è posizionato all’87° posto nella lista dei 500 migliori album secondo Rolling Stone[2].