Posts tagged ‘rock’

dicembre 4, 2013

Sono passati venti anni e io mi sento una merda.

 

agosto 18, 2013

Arriva il rock.

Rock and Roll sur les Quais, Paris, 1952

(Paul Almasy)

luglio 26, 2013

Se fosse lui presidente del Consiglio.

giugno 2, 2013

Moby Grape – Monterey Pop Festival (1967) ”Indifference”, “Sitting by the Window” & Omaha.

One of the best ’60s San Francisco bands, Moby Grape were also one of the most versatile. Although they are most often identified with the psychedelic scene, their specialty was combining all sorts of roots music — folk, blues, country, and classic rock & roll — with some Summer of Love vibes and multi-layered, triple-guitar arrangements.

giugno 2, 2013

Moby Grape – I Am Not Willing

I Moby Grape sono considerati da molti uno dei migliori, ma anche uno dei più sfortunati e sottovalutati, gruppi rock psichedelico di San Francisco della fine degli anni sessanta. Con tutti i membri che contribuiscono alla voce e alla scrittura delle canzoni, il gruppo fuse con successo elementi di rock, folk, blues, country e jazz in uno stile eclettico. Essi hanno anche il merito di aver creato uno dei migliori album d’esordio dell’era psichedelica mondiale.

Il gruppo fu originariamente formato alla fine del 1966 dal canadese Alexander “Skip” Spence (chitarra, voce) e dal manager/produttore Matthew Katz; entrambi avevano lavorato nei Jefferson Airplane, con Spence come batterista della band nel loro primo album e Katz come manager. Ma entrambi furono licenziati dal gruppo. In seguito Katz e Spence presero coraggio e formarono una nuova band simile ai Jefferson Airplane.

Il nome del gruppo, scelto da Bob Mosley e Spence, proveniva dalla battuta finale della barzelletta “What’s big and purple and lives in the ocean?” (“Chi è grande e viola e vive nel mare?”). Al gruppo si aggiunsero il chitarrista Jerry Miller e il batterista Don Stevenson (già membro dei Frantics, originariamente con sede a Seattle), il chitarrista (e figlio dell’attrice Loretta Young) Peter Lewis (dei Cornelis), il bassista Bob Mosley (dei Misfits, con sede a San Diego) e Spence, ora alla chitarra al posto della batteria.

Mentre Jerry Miller era il chitarrista principale, tutti e tre i chitarristi suonavano come chitarra solista in alcuni punti, spesso giocando uno contro l’altro, in una forma di strumentale chiamata dai Moby Grape “crosstalk“. Un altro importante gruppo di quel tempo che suonava con tre chitarre erano i Buffalo Springfield. La musica dei Moby Grape è stata descritta da Geoffrey Parr così: «Nessun gruppo rock and roll è stato in grado di utilizzare un trio di chitarra nel modo più efficace dei Moby Grape. Lewis era un chitarrista molto bravo complessivamente, ed eccelleva nel finger picking, come è evidente in diversi brani. E poi c’è Miller… il modo con cui suonava insieme ai Moby Grape è come nessun altro io abbia mai sentito in vita mia. Le chitarre sono come un collage di suoni che ha perfettamente senso.»[senza fonte]

Tutti i membri della band hanno scritto e cantato canzoni per il loro album di debutto Moby Grape (1967). Mosley, Lewis e in generale Spence scrivevano da soli, mentre Miller e Stevenson generalmente scrivevano insieme. Nel 2003, Moby Grape è stato classificato al 121º posto dalla rivista Rolling Stone fra i “500 Greatest Albums of All Time”[1]. Il noto critico rock Robert Christgau lo considera come uno dei 40 album fondamentali del 1967[2]. Nel 2008, la canzone di Spence Omaha, dal primo album dei Moby Grape, è collocata al 95º posto nella classifica della rivista Rolling Stone “100 Greatest Songs of All Time Guitar”[senza fonte]. La canzone è stata descritta come segue: «Sul loro miglior singolo, Jerry Miller, Peter Lewis e Skip Spence competono in una battaglia di chitarra a tre per due roventi minuti, ognuno di loro dà la carica alla canzone di Spence da diverse angolazioni, senza cedere a nessun altro.»[senza fonte]

Una delle prime grandi esibizioni dei Moby Grape fu al Mantra-Rock Dance, una manifestazione musicale tenutasi il 29 gennaio 1967 presso l’Avalon Ballroom di San Francisco. All’evento i Moby Grape suonarono insieme al fondatore degli Hare Krishna, Swami Bhaktivedanta, Allen Ginsberg, The Grateful Dead e Janis Joplin. A metà del giugno 1967, i Moby Grape parteciparono anche al leggendario Monterey Pop Festival. A causa di controversie giuridiche e manageriali, il gruppo non venne incluso nel film della manifestazione. Le registrazioni video dei Moby Grape rimasero inedite, presumibilmente perché Matthew Katz chiese un milione di dollari per i diritti. Il filmato dei Moby Grape è comunque stato mostrato nel 2007 nell’ambito delle celebrazioni del 40º anniversario del film.

Mag 30, 2013

Ciao Piccolo Antonio.

luglio 8, 2012

Grande Bruce.

"La finanza vuole il socialismo per sé e il capitalismo per tutti gli  altri. La gente ha perso casa e lavoro ma nessuno ha risposto dei crimini che hanno distrutto la vita di migliaia di persone". [Bruce Springsteen]
‎”La finanza vuole il socialismo per sé e il capitalismo per tutti gli altri. La gente ha perso casa e lavoro ma nessuno ha risposto dei crimini che hanno distrutto la vita di migliaia di persone”. [Bruce Springsteen]
marzo 25, 2012

Genesis – Anyway.

ottobre 31, 2010

Erykah Badu – Mama’s gun – Buonanotte compagni.

Ma da quale epoca viene? Ti verrebbe da chiederti, ma Erikah Badu è cantante ultramoderna. Esordisce nel 1997 con Badulzm nel 1977 e con Mama’ s Guns ha vendto milioni di dischi.

Green eyes è un pezzo di jazz anni 30 improvvisato, passando per un momento di illuminazione giocoso ma malinconico.Una canzone commovente e raffinata, perfetta per chiudere un grande album.

But what age is? You would wonder, but Erikah singer Badu is ultramodern. He debuted in 1997 with Badulzm in 1977 and Mama ‘s Guns Vendt has millions of records.

Green Eyes is a piece of improvised jazz 30 years, passing for  a moment of illumination, but full of playful melancholy. Song moving and elegant, perfect to close a great album.

ottobre 7, 2010

Ryuichi Sakamoto & Alva Noto.

Insen è il secondo album tra il compositore giapponese Ryuichi Sakamoto e l’artista tedesco Alva Noto.