Posts tagged ‘rock. storia del rock’

luglio 9, 2011

Up On The Roof, The Drifters – Buonanotte compagni

Nel 1970 carole King ne incisa una versione cupa e lenta. Io preferisco l’originale.

maggio 14, 2011

Gimme Shelter – The rolling stone – Buonanotte compagni e forza Pisapia!

Da un certo punto di vista, Gimme Shelter è la perfetta sintesi di tutto il disastro emotivo che per gli Stones furono i tardi anni ’60… Una sintesi che in realtà Keith Richards ci mise appena 20 minuti a mettere nero su bianco. Due i punti nevralgici della canzone: l’intro, con l’arpeggio di chitarra modellato su un classico riff alla Chuck Berry, che nelle intenzioni doveva evocare un senso quasi di terrore e smarrimento. E poi quella specie di fine del mondo tirata giù dalla vocalist Merry Clayton quando la sua voce soul attacca il famoso verso: “Rape, murder, it’s just a shot away” (“Stupro, omicidio, è tutto appena un colpo di pistola più il là”). L’uso di una voce femminile è stata – per ammissione degli stessi Stones – un’idea del produttore Jimmy Miller, ma la band ne fu entusiasta. Uscita pochi giorni dopo l’omicidio di uno spettatore al festival di Altmont, Gimme Shelter ne raccoglieva l’atmosfera paranoica e apocalittica. Atmosfera confermata anche da un episodio raccontato da Richards: durante l’ultima session di registrazione, la sua chitarra è andata in pezzi. «Neanche l’avessimo fatto apposta!».

dicembre 15, 2010

Kid Rock – Born Free – Buongiorno compagni

Buona musica per cominciare la giornata.

luglio 1, 2010

Buonanotte compagni.

Parlando di questo album Swordfishtrombones Tom Waits dirà “Di questa musica mi piacciono i vuoti, tanto quanto mi è piaciuto ciò che vi ho trovato in essi.” Una dichiarazione misteriosa e geniale allo stesso tempo. In effettoùi la musica di Tom Waits non è riconducibile ad alcun canone, trattandosi di una muisica destrutturata e di avanguardia, che si pone nel panorama musicale americano come si è posto Bukowsky nel panorama letterario. Un sogno folle di avanguardia totale, che lascia senza parole l’ascoltatore.

aprile 3, 2010

La sacerdotessa maledetta.

Così è chiamata Patty Smith la cantante che a ventotto anni entrò nel mondo della musica, dapprima con timidi readings di poesia e suoni (con il chitarrista Lenny Kaye) poi con singoli di etichette indipendenti, infine con un album prodotto da John CaleHorses del 1975 fece epoca: per la voce passionale e inebriata, per la visionaria qualità poetica (dylanianamorrisoniana per certi versi) e per la sferza della musica, un nudo rock elettrico che qualcuno chiamò punk, anche se quel termine avrebbe preso poi un’altra piega con l’avvento dei Sex Pistols e delle band britanniche.

Per quattro anni fino al 1979 Patti fu regina di un rock intelligente e nuovo, ammaliando i critici ma visitando anche le classifiche (“Because the Night“, scritta con Bruce Springsteen) e riuscendo a mantenere credibilità nei passaggi più spericolati, come quando nelle note al quarto album,Wave, inserì una foto di Papa Luciani e la scritta “la musica è riconciliazione con Dio”. Nel 1979 dopo un trionfale tour italiano, Patti Smith annunciò a sorpresa il suo ritiro dalle scene, e sposò il chitarrista degli MC5 Fred ‘Sonic’ Smith, a cui è dedicato il brano Frederick e dal quale ebbe 2 figli: Jackson nel 1981 e Jessica nel 1987.