Posts tagged ‘robert plant’

settembre 3, 2011

Led Zeppelin – Dazed and Confused – Buonanotte compagni.

Da teenager nelle English Midlands, Robert Plant era ossessionato dal blues americano più crudo. «Quando ho visto Sleepy John Estes e ho sentito quella voce – in parte dolore, in parte di un altro mondo – ho pensato: “Voglio quella voce”», Plant ha detto a Rolling Stone nel 2006. In qualche modo, ha avuto quella voce, e altro: l’ululato disumano che emetteva coi Led Zeppelin era quello di un bluesman incrociato a una divinità vichinga. Cantare come una ragazza non è mai sembrato così maschile, e innumerevoli cantanti hard-rock avrebbero fatto a pezzi le proprie corde vocali cercando di raggiungere le note che Plant aveva ricevuto in dono dalla nascita. «La sua voce è pittoresca», dice il collaboratore Alison Krauss. «Suona così nuova e così vecchia allo stesso tempo, con l’aggiunta di questo pazzo mistero europeo».

luglio 23, 2011

Robert Plant e Ben Harper, una grande serata all’arena civica di Milano

Robert Plant, ex leader dei Led Zeppelin, e Ben Harper, si sono divisi il palco dell’Arena Civica a Milano servendo al pubblico miscele di blues, black-music, folk-Rock soul e Rock per un concerto diviso in due set.

Il carismatico e ruggente Robert Plant (63 anni) con la sua Band of Joy ha presentato alcuni tra i suoi migliori pezzi scritti come solista dopo lo scioglimento degli Zeppelin di cui rimane l’interprete intramontabile di canzoni come “Black dog”, “Stairway to heaven”,  “Whola lotta of love”, “Kashmir”, “Heartbreaker” e moltissime altre perle che hanno segnato in modo determinante il passo della musica Rock tra gli anni 60 e 70

Nel secondo atto della serata è salito sul palco Ben Harper, sicuramente un erede musicale di “King Robert”, e uno dei migliori compositori e rappresentanti del Rock degli ultimi 20 anni.

L’Arena era gremita di fan che hanno così potuto gustare anche le canzoni del suo ultimo album “Give Till It’s Gone”, nel quale Ben ha collaborato con Jackson Browne e Ringo Starr. In Italia il concerto è stato anticipato dal singolo “Don’t Give Up On Me Now”.

maggio 1, 2010

Buonanotte compagni.

Il primo maggio è passato. Non è cambiato niente. Come poteva. La gente per un giorno ha provato a dimenticare. La gita fuori porta, la campagna, gli amici, la musica. Molti sono andati ai comizi dei sindacati fra le bandiere rosse e in mezzo ai compagni. Io sono arrivato tardi. Ho passato la giornata a tavola con Lucio medico, mio coetaneo,  in pensione da poco, Antony americano in crisi perchè non si riesce ad abituarsi alla nuova realtà  e sogna di andar a vivere in sudamerica. Mia moglie Pinuccia che viaggiava fra la cucina e il tavolo perchè ama farci star bene  e infine un simpatico  anarco-comunista: Nino. Una bella realtà a parlare male del Papa e racontarsi addosso, mentre la campagna sembrava una bella donna vestita a festa.  Anche questo è rock. Come dicevano i Led Zeppelin “è un bel pò che non facciamo del rockn’roll. Led Zeppelin IV è appunto il quarto album, quello del successo. In questo album c’è tutto la struttura del blues,la sonorità del folk, i timbri esotici degli strumenti non occidentali e la batteria di John Bonham. To Heaven, un punto di svolta secondo Robert Plant con una struttura quasi sinfonica fa entrare il Led Zeppelin nell’Olimpo dei grandi del Rock. Tutto il resto è musica. Così tutti gli anni sono i migliori.