Posts tagged ‘rivolta in egitto’

luglio 3, 2013

Morsi non è più presidente.

Egitto.
Solo in Italia si poteva parlare di “Primavera araba” con l’esercito al potere,solo in Italia si potevano salutare “libere elezioni” che sancivano la presa del potere dei “Fratelli musulmani” .In questo contesto di pseudo democrazia non staro’ certo a piangere della cacciata di Morsi e degli islamici dal potere. Solo una piccola considerazione.In tutti quegli Stati caratterizzati da carenze democratiche  gli eserciti si sono fatti spesso “onore” sui campi di battaglia nelle guerre esterne dei loro paesi (vedasi le guerre dell’Egitto con Israele) per la loro codardia e inefficienza salvo poi essere “efficientissimi” in patria per usi finalizzati a golpe varie e per una oculata presa in mano dei centri direzionali e di potere.

gennaio 29, 2011

Egitto, una rivoluzione web sotto il segno #Jan25.

E’ iniziato tutto con l’hashtag (vuol dire ‘cancelletto’ in inglese ed è il modo per fare ricerche su Twitter) #Jan25. È stata quella la parola d’ordine sotto la quale la rivolta dei giovani egiziani ha iniziato a ripercorrere le orme di quella dei cugini tunisini. #Jan25 stava per gennaio 25, giorno della prima manifestazione di piazza in Egitto, poi è arrivato #Jan28.

Sotto quel segno la protesta si è diffusa e si sta ancora diffondendo fino ad incendiare le principali città del paese nordafricano. Twitt dopo twitt, messaggio dopo messaggio, l’aggiornamento delle proteste, dei morti per strada e dell’ingrossarsi dei cortei, sta assumendo le sembianze di un’onda crescente che punta a travolgere l’Egitto e forse non solo.

Ma contro #Jan25 si è mosso oggi il governo di Hosni Mubarak. E la paura di finire come Ben Ali ha spinto le autorità ad un gesto clamoroso: oscurare il web e i cellulari egiziani. Circola sul web il grafico che mostra l’andamento del traffico internet e mostra un crollo verticale di ogni comunicazione on line. Ma il web sta cercando di reagire. Da una parte i principali attivisti della protesta stanno cercando tutti i sistemi per aggirare il blocco e la censura che fa apparire i messaggi dei pochi ancora connessi a Twitter completamente schermati. Dall’altro, si è mosso Anonymous, il collettivo di pirati informatici che aveva bloccato molti siti internet ufficiali giudicati anti-wikileaks in solidarietà con Julian Assange, lo stesso gruppo che aveva attaccato le pagine web del governo tunisino a inizio gennaio, e che ora minaccia ora il regime egiziano di rappresaglie nel caso in cui le autorità del Cairo dovessero bloccare l’accesso a internet.