Posts tagged ‘riscaldamento globale’

gennaio 17, 2014

Ipcc, urge economia a basse emissioni CO2.

ROMA – Passare rapidamente ad un’economia a basse emissioni di carbonio. Questa la raccomandazione che sarebbe contenuta nella seconda parte del Quinto rapporto di valutazione (Ar5) – secondo alcune anticipazioni in circolazione – messo a punto dagli scienziati che studiano i cambiamenti climatici su mandato delle Nazioni Unite, l’Ipcc (Intergovernmental panel on climate change). Per gli esperti le emissioni sono ancora in aumento e, se non si agisce subito, gli effetti saranno peggiori, con un aumento dei costi. L’anticipazione del documento, la cui pubblicazione ufficiale è attesa per la primavera, arriva dopo la presentazione di fine settembre dell’anno scorso a Stoccolma sulle linee generali contenute nel Quinto rapporto. Tra i punti messi in evidenza in questo ‘nuovo’ report, l’Ipcc affermerebbe che “ritardare le azioni di contrasto al riscaldamento globale farà aumentare i costi e, allo stesso tempo, porterà ad una riduzione delle opzioni” per scongiurare gli impatti peggiori dei cambiamenti climatici. Le emissioni di CO2 e di altri gas serra, nonostante gli sforzi internazionali, aumentano “in media del 2,2% all’anno tra il 2000 e il 2010, rispetto all’1,3% l’anno dal 1970-2000”. I fattori principali che hanno contribuito sono la “crescita economica” e “l’aumento costante della popolazione mondiale”. Il maggior contributo alle emissioni globali è derivato dalla “combustione di petrolio e carbone”; e secondo alcune proiezioni – messe a punto dagli esperti e legate all’uso del carbone per rispondere alla crescente domanda di energia elettrica – “le emissioni del settore potrebbero raddoppiare o triplicare entro il 2050 rispetto al livello del 2010”.

ottobre 11, 2013

Una data da ricordare.

(Archivio)(Archivio)

(di Valeria Robecco)

NEW YORK – Per gli esperti, il 2047 e’ una data da segnare sul calendario, un vero e proprio punto di non ritorno: a causa del riscaldamento climatico gli anni considerati eccezionalmente caldi registrati nella storia recente potrebbero infatti diventare la norma prima della meta’ del secolo.

Secondo quanto rivela uno studio dell’Universita’ delle Hawaii, pubblicato sulla rivista Nature, se le emissioni di gas serra continuano la loro costante escalation, le temperature in gran parte della terra aumenteranno sino a raggiungere livelli senza precedenti: ossia, come spiega l’autore dello studio, Camilo Mora, “l’anno piu’ freddo del futuro sara’ piu’ caldo di qualunque altro mai registrato nella storia recente. Pensate al momento piu’ caldo che avete vissuto, molto presto sara’ la norma”, aggiunge lo scienziato. A New York, per esempio, le medie potrebbero raggiungere valori superiori alle massime di oggi. E ancora peggiore e’ la situazione nelle zone tropicali, dove le temperature record verranno toccate ancora prima, tra il 2020 e il 2030.

L’unico modo per rallentare il riscaldamento del pianeta e’ adottare misure piu’ efficaci per contenere le emissioni di gas serra: in questo caso, il punto di non ritorno sarebbe fissato al 2069.

settembre 18, 2013

in 100 anni temperatura globale aumenterà 5 gradi

PISA – ”In meno di cento anni la temperatura globale aumenterà di 5 gradi e la calotta polare dell’Antartide occidentale potrebbe collassare”. Lo ha detto Fabio Florindo, ricercatore dell’Ingv presentando a Pisa, nell’ambito di Geoitalia 2013, il nono forum nazionale delle Scienze della terra e illustrando i risultati di una ricerca del quale è co-coordinatore nel progetto Andrill.

”Al Polo Nord – ha spiegato – sta diminuendo in maniera drastica la copertura del ghiaccio marino. Inoltre, ampie estensioni di permafrost, strati di suolo ghiacciati, si stanno sciogliendo. Ciò fa da tappo a cospicue quantità di metano e CO2 che potrebbero aggiungersi a quelle che noi umani stiamo emettendo in atmosfera. In Antartide la situazione non è migliore. Tutta la parte ovest soggetta alle variazioni del clima sta collassando”. Florindo ha anche sottolineato che ”in Antartide abbiamo effettuato delle perforazioni per studiare sedimenti del piocene inferiore che giacciono sotto al ghiaccio ed è emersa una profonda similitudine tra quanto accadde in quel periodo e quanto sta accadendo oggi, con la differenza che se non si inverte la rotta in un secolo accadrà quanto all’epoca accadde in milioni di anni”. ”Oggi in Antartide – ha concluso – piattaforme di ghiaccio estese anche per 3 mila kmq stanno scomparendo nel giro di poche settimane. La conseguenza di tutto questo sarà l’innalzamento di alcuni metri del livello globale degli oceani. Senza tenere conto, anche se non è un problema immediato, che stiamo perdendo enormi quantità di acqua dolce, per ora sotto forma di calotte di ghiaccio ai poli”. (ANSA).

 

agosto 16, 2013

Riscaldamento globale, futuro peggiore del previsto.

ROMA – Le emissioni da combustibili fossili potrebbero provocare in futuro un riscaldamento globale molto più prolungato e peggiore di quanto si immaginasse. Queste previsioni emergono da uno studio condotto da Richard Zeebe dell’Università delle Hawaii e pubblicato su Pnas, rivista dell’Accademia delle Scienze americana. I ricercatori hanno preso in considerazione gli episodi dei cambiamenti climatici e geologici avvenuti nel passato per poter elaborare delle proiezioni sul futuro del clima.

Gli esseri umani, sottolinea lo studio, continuano ad aggiungere grandi quantità di gas serra nell’atmosfera, tra i quali l’anidride carbonica (CO2), il principale gas a effetto serra di origine antropica. Nel corso degli ultimi 250 anni, le attività umane come la combustione di materiali fossili hanno aumentato la concentrazione atmosferica di CO2 di oltre il 40% rispetto al livello pre-industriale. Questo aumento è stato fino ad oggi di circa 280 parti per milione (Ppm). Nel maggio 2013, la concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera terrestre ha superato, per la prima volta nella storia dell’uomo, i 400 Ppm.

Un livello tale che molti scienziati considerano pericoloso per l’impatto sul clima della Terra.

agosto 15, 2013

Effetto serra: “una scomoda verità” Al Gore e le previsioni.

Una scomoda verità (An Inconvenient Truth) è un film-documentario sul problema mondiale del riscaldamento globale, diretto da Davis Guggenheim, e avente quale protagonista l’ex vicepresidente degli Stati Uniti d’America, Al Gore. Si basa in larga parte su una presentazione multimediale Keynote creata da Gore e da lui utilizzata per molti anni durante la sua campagna di informazione sui cambiamenti climatici.

Il film fu presentato per la prima volta al Sundance Film Festival del 2006 e proiettato a New York e Los Angeles il 24 maggio dello stesso anno. Ha vinto il premio Oscar 2007 come miglior documentario e per la migliore canzone originale.

Sia Gore, sia la Paramount Classics, distributrice del film, si sono impegnati a continuare in futuro la realizzazione e la diffusione di altri documentari per la campagna di sensibilizzazione sul riscaldamento globale.

Il film è uscito in DVD per la Paramount Home Entertainment, il 21 novembre 2006 negli Stati Uniti, e il 17 maggio 2007 in Italia.

novembre 27, 2012

Il disgelo del permafrost potrebbe accelerare il riscaldamento globale.

Il disgelo del permafrost, il suolo perennemente ghiacciato che ricopre quasi un quarto dell’emisfero settentrionale, potrebbe accelerare ulteriormente il riscaldamento globale, sprigionando nell’atmosfera le enormi quantità di emissioni di CO2 immagazzinate.

A rivelarlo è una recente proiezione dell’UNEP, Il Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite. L’UNEP spiega che il metano e la CO2 imprigionati nel permafrost che potrebbero liberarsi con lo scioglimento non sono stati inclusi nei modelli di previsione del cambiamento climatico, malgrado si parli di quantitativi ingenti, qualcosa come 1.700 miliardi di tonnellate di carbonio. L’impatto del riscaldamento globale, senza questa mole di emissioni, è ovviamente sottostimato.

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novembre 21, 2012

Altro che predizione Maia ci pensiamo da soli a far venire la fine del mondo.

(Di Chiara Spegni) (ANSA) – BRUXELLES, 21 NOV – La febbre del Pianeta continua a salire e l’Europa non e’ scampata al ‘contagio’. Dopo il campanello d’allarme lanciato dalla Banca mondiale, che stima un riscaldamento di quattro gradi della temperatura della Terra nel 2060, a sferrare un contrattacco ai negazionisti dell’emergenza clima arriva anche l’ultimo rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente (Aea), che vede l’Europa alle prese con un riscaldamento record di 1,3 gradi negli ultimi dieci anni (2002-2011) rispetto alla media del periodo pre-industriale. ”Questo rapporto non fa che confermare i documenti degli esperti dell’Ipcc (Intergovernmental panel on climate change) e altre ricerche scientifiche” spiega Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell’Aea. Ma al tam tam della scienza continua a non corrispondere una riduzione delle emissioni globali di gas serra, che continuano a crescere: secondo l’analisi pubblicata oggi dal Programma Onu per l’ambiente, sono gia’ adesso circa il 14% in piu’ di quelle che dovrebbero essere nel 2020 per riuscire a mantenere la febbre del Pianeta entro i due gradi, la cosiddetta ‘soglia critica’ per gli scienziati, in questo secolo.
novembre 17, 2012

La crisi di cui nessuno parla.

Anche se se ne parla poco sui media, è bene tenere i riflettori accesi sul global warming. Nel mese di settembre 2012 si è registrato un nuovo inquietante record. La superficie dei ghiacci artici si è ridotta a soli 3,5 milioni di chilometri quadrati, la metà rispetto a 40 anni fa. Parallelamente la concentrazione di anidride carbonica in atmosfera continua a crescere e ha raggiunto i valori più alti degli ultimi 800.000 anni. Nel 2012 si toccheranno i 394 ppm, 44 in più rispetto alla soglia dei 350 da non superare per evitare conseguenze catastrofiche al Pianeta. Analisi della Nasa confermano come le aree definite “extremely hot”, inesistenti nel trentennio precedente

ottobre 18, 2012

Godetevi le ultime nevi.

I ghiacciai del Parco nazionale del Gran Paradiso hanno ancora solo 20 anni di vita, poi scompariranno. L’allarme e’ stato lanciato dai ricercatori dell’area protetta che hanno diffuso gli ultimi dati relativi ai rilievi effettuati dopo l’ultima estate, che e’ stata la piu’ calda: il valore massimo e’ stato registrato al ghiacciaio Aouillié in Valsavarenche (Aosta), che e’ arretrato di 90 metri ed e’ diminuito di spessore. ”Di questo passo – spiegano gli esperti – entro 20 anni i ghiacciai del Parco potrebbero in gran parte scomparire, sorte a cui non sfuggirebbero moltissimi altri ghiacciai dell’intero arco alpino”.

Un altro ‘grande malato’ a causa dei cambiamenti climatici e’ il ghiacciaio del Grand Etret, sempre in Valsavarenche, il cui bilancio di massa tra il 2011 e il 2012 e’ negativo con una perdita di oltre un metro di equivalente in acqua. Dal 1999 ad oggi il ghiacciaio ha perso piu’ di 13 metri di spessore. Le rilevazioni sono condotte dal servizio di sorveglianza del Parco e dagli operatori del Comitato Glaciologico Italiano, in collaborazione con l’Università di Torino e il Politecnico di Torino.

settembre 1, 2012

siamo messi proprio male.

Dopo l’ipotesi della creazione di nuvole artificiali sugli oceani, più stabili ed estese, in grado di schermare e riflettere i raggi solari, contrastando l’aumento delle temperature, continuiamo ad occuparci di geoingegneria. Uno studio condotto da un’équipe di fisici, pubblicato sulla rivista scientifica Environmental Research Letters, ha analizzato i costi di uno schermo artificiale, in grado di ridurre la luce solare che colpisce la Terra, contrastando il riscaldamento globale.

I ricercatori dell’Aurora Flight Sciences, dell’Harvard University e della Carnegie Mellon University, hanno esaminato la fattibilità del metodo, una tra le tecniche che rientrano nel Solar radiation management (SRM), solo in riferimento ai costi, senza tenere conto dei rischi di una simile procedura perché il loro obiettivo era determinare se l’alterazione fosse o meno proibitiva economicamente. Ebbene, non lo è: tutt’altro: i ricercatori sostengono infatti che oscurare parzialmente la Terra è più economico di quanto si possa pensare, vista la portata dell’impresa. Ma come funzionerebbe nello specifico lo schermo artificiale?

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