Posts tagged ‘rimborsi elettorali’

aprile 11, 2012

L’Angelo.

aprile 4, 2012

Li chaimano rimborsi ma è un finanziamento.

Nel 1993 la vittoria al referendum sancì la fine del finanziamento pubblico ai partiti. O perlomeno avrebbe dovuto. Perché il finanziamento pubblico ai partiti non è mai morto. Solo che adesso si chiama in un altro modo, “rimborsi elettorli”. Ma, se possibile, disegna uno scenario di spreco del denaro pubblico ancora peggiore e senza precedenti. Diamo un’occhiata alle cifre. E cerchiamo di restare calmi.
Il rimborso elettorale si calcola sulla base dgli elettori iscritti alle liste (circa 50 milioni) e poi dei voti ricevuti. Dal 2002 si paga 5 euro per ogni consultazione, Camera, Senato, europee e regionali. Bene, in questo arco di tempo i rimborsi sono lievitati del 1.110 per cento.
Il meccanismo di calcolo è tremendo. Paghi per le spese elettorali, ma incassi come rimborso tre-quattro volte tanto. La Lega, per esempio, ha incassato per le elezioni del 2008 ben 41 milioni e 384mila euro. Ne aveva spesi però 3 milioni e 362mila euro. Dove vanno a finire tutti questi soldi di differenza? (domanda retorica, lo sappiamo bene dove vanno a finire).
Ancora. I partiti che non raggiungono l’1% non hanno diritto ai rimborsi. I soldi vengono tuttavia spartiti lo stesso, tra le altre forze politiche.
I contributi privati sopra ai 50.000 dati ai partiti sono anonimi.
E poi ci sono soldi che arrivano alla casta da altre voci: finanziamento dei giornali di partito, contribuiti parlamentari, ecc.
In conclusione, nel 2008 le spese complessive di tutti i partiti per le elzioni sono state di 136 milioni di euro. I rimborsi elettorali di 503 milioni!
In 37 anni, calcolando insieme tutte queste voci di entrata, si sono spesi per il finanziamento pubblico ben 10 miliardi di euro! Senza nemmeno il controllo pubblico della Corte dei Conti, che nei bilanci dei partiti non ci può mettere il naso.
E la Casta continua a guadagnare…

aprile 3, 2012

Ladroni a casa nostra.

marzo 30, 2012

Illusionisti.

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febbraio 26, 2012

Lusi-Margherita: altri cinque milioni spariti.

Il metodo Lusi, dal nome di Luigi Lusi, il cassiere della Margherita che dal 2007 al 2011 ha amministrato ben 120 milioni di fondi pubblici del partito, è davvero un pozzo nero di cui non si vede il fondo.
Ora all’attenzione degli inquirenti sono apparsi una marea di assegni, per un totale di almeno 5 milioni di euro staccati dal cassiere con “beneficiario in bianco” per almeno 5 milioni di euro. L’importo di ogni singolo assegno era minimo, tra i 3000 e i 12000 euro, cioè appena sotto la soglia in cui scatta l’obbligo di segnalazione a bankitalia per le normative antiriciclaggio. Ma venivano staccati in serie e tutti poi contabilizzati in modo del tutto vago come “spese elettorali”.
A ben vedere quello dei tanti piccoli bonifici con beneficiario in bianco è lo stesso metodo con cui Lusi ha sottratto al partito 13milioni e seicentomila euro appropriandosene tramite la società TTT. Un format collaudato quindi, che però stavolta pone nuove domande. Chi sono i destinatari di quegli assegni? Sempre Lusi? E possibile che anche qui nessuno nel partito si sia mai accorto di niente!?
febbraio 5, 2012

Scheda: Come i partiti si sono intascati due miliardi di euro di rimborsi elettorali…

La scheda comparativa tra le spese complessive dei partiti e i rimborsi elettorali ricevuti in tutte le principali consultazioni elettive della seconda republica. Ovvero come i partiti si sono intascati due miliardi di euro in pochi anni…:

gennaio 24, 2012

C’è un partito che ha avuto 946 voti alle elezioni ma ha un gruppo Parlamentare. Con tutti i privilegi!

C’è un gruppo parlamentare alla Camera dei Deputati che si chiama “movimento politico pensiero e azione” e alle elezioni del 2008 ha avuto 946 voti, l’equivalente di un paio di (affollati) condomini.
Com’è possibile??
Sono i segreti per aggirare un regolamento che a parole vorrebbe limitare gli sprechi, ma nei fatti consente mille scappatoie. Ad esempio se vai nel gruppo misto non puoi costituire un gruppo a sé stante (con i relativi vantaggi di visibilità e, soprattutto, collaboratori e un ricco budget a disposizione) se non hai almeno 10 parlamentari. A meno che… a meno che non sei collegato a un partito presente alle scorse elezioni indipendentemente che abbia avuto degli eletti oppure meno. E’ quindi il caso di Miccichè e dei suoi amici del “Grande Sud”, transfughi del Pdl, che non arrivavano al fatidico numero prediletto di Pitagora. Ma un gruppo non si nega a nessuno e così eccoli scovare il “movimento politico pensiero e azione” costituendo il “Grande Sud-mpa”. E il gioco è fatto.
Stessa storia per altri 4 fuoriusciti dal Pdl che hanno promosso i Liberali per l’Italia-PLI, perchè una lista PLI si è presentata alle scorse elezioni… Naturalmente i titolari del marchio vanno remunerati (sempre con incarichi pubblici non dubitate…).
E ancora i profughi di Lombardo, i “repubblicani azionisti” e chi più ne ha più ne metta…

gennaio 19, 2012

Tutti insieme appassionatamente a rubare.


Dal 1994 ad oggi i partiti italiani si sono intascati una cifra che supera i 2,7 miliardi di euro – 5 mila miliardi di vecchie lire – entrate cresciute del 1.110% dal 1999 al 2008. Due virgola sette miliardi di euro, a fronte di una spesa che si aggira sui 600 milioni. In pratica spendono 100, incassano 500, anno dopo anno, e meno male che il finanziamento pubblico ai partiti è stato abolito nel 1993, grazie allo schiacciante “basta!” referendario degli italiani. Ad ogni cittadino i partiti costano 3,38 euro, più degli spagnoli (2,58), e più del doppio di Germania (1,61) e Francia (1,25) …

Spendono 100, incassano 500, soldi nostri, e parliamo di cifre enormi. Ma se c’è da pagare le multe per i manifesti abusivi, ecco che rispunta un altro bel condono, e la questione è risolta. Proprio ora, che i cittadini sono chiamati a sacrifici mai visti prima. Proprio ora, che quel denaro farebbe così comodo. Il sesto condono in 10 anni, per evitare di versare nelle casse dello Stato la somma monstre di oltre 100 milioni di euro, pagando invece un ridicolo nonnulla, 1.000 euro per ogni provincia interessata, per ogni anno anno contestato. L’emendamento porta la firma di Pdl e Pd, sul punto la convergenza è totale – per ora solo i Radicali annunciano battaglia – e presto tutto questo potrebbe finire in Gazzetta Ufficiale. Dal 1996 ad oggi i partiti si sono condonati più di 1 miliardo e 300 milioni di euro, una vergogna civile, politica, finanziaria, che lede diritti e dignità di cittadini onesti e di quei partiti che vogliono fare le cose per bene, e che vedono soffocare la loro azione sotto strati e strati di illegalità. Abusiva.

gennaio 10, 2012

Padania ladrona.

I soldi della Lega emigrano all’estero, più precisamente nello stato africano della Tanzania.
Si tratta in buona parte dei cosiddetti “rimbordi elettorali” che lo stato versa ai partiti politici per sostenere campagne e spese elettorali.
Invece nell’ultima settimana di dicembre, da un solo conto bancario intestato alla Lega Nord, sono partiti una decina di milioni, almeno sette verso l’estero. La fetta più grossa è stata stanziata per un fondo basato in Tanzania da 4,5 milioni. In Tanzania? Si, in Tanzania. Non è un paradiso fiscale la Tanzania, ma comunque uno stato dove gli speculatori si muovono con una certa facilità.

L’operazione in purchase investment sui fondi africani coinvolge il consulente finanziario Stefano Bonet, coinvolto in un rocambolesco fallimento societario nel 2010 e in affari con l’ex ministro “meteora” dell’ultimo governo Berlusconi, Aldo Brancher (si dimise dopo 17 giorni perché indagato sulle scalate ad Antonveneta).
Insomma se pubblicamente tuonano contro la finanza internazionale, la massoneria e le banche, in privato non disdegnano di affidarsi a loschi personaggi dell’alta finanza per avventurarsi in grandi operazioni speculative.
luglio 23, 2011

Mentre l’italia piange i partiti si ingrassano.

La manovra non tocca la rata annuale del rimborso elettorale versato dal Tesoro

Pronti i mandati di pagamento per complessivi 100 milioni di euro a favore dei partiti. Saranno accreditati il prossimo 29 luglio, quando verranno pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale.

ECCO I DINDI – Massima riservatezza degli uffici di Camera e Senato, ma i numeri della quarta (e penultima) rata annuale del cosiddetto rimborso elettorale, versato dal Tesoro e girato dalle Camere, a quei partiti che hanno ottenuto almeno l’1 per cento dei voti validi (senza necessariamente riuscire ad eleggere parlamentari) nelle elezioni politiche del 2008, e’ gia’ possibile calcolarli.

CINQUE ANNI DI FORTUNA – Nei cinque anni, dal luglio 2008 al luglio 2012, secondo quanto stabiliscono le norme relative ai rimborsi elettorali, i partiti italiani hanno avuto assegnato un “monte premi” di 503.094.380 euro. Da suddividersi, appunto, in cinque rate annuali. Ecco i rendiconti divisi per enti, su un totale complessivo di 206.518.945:

Al Pdl quest’anno andranno 41.303.789 di euro
al Pd 6.046.301 di euro (su 180.231.505 totali),
alla Lega 8.276.910 di euro (41.384.550),
all’Udc 5.179.170 di euro (28.895.850),
all’Idv 4.329.845 di euro (21.649.225),
a Sinistra-Arcobaleno 1.858.244 di euro (9.291.220),
a La Destra 1.240.583 di euro (6.2020.915),
Mpa 955.377 euro (4.776.885),
al Psi 498.351 euro (2.491.755),
all’Svp 329.264 euro (1.646.320),
a Svp+Autonomie 261.112 euro (1.305.560),
a Vallee’ Aoste 44.804 euro (224.020).