Posts tagged ‘Riforma dell’università’

dicembre 20, 2010

Da che parte sta la violenza?

Il capogruppo del Pdl torna all’attacco con frasi forti. Intanto gli studenti organizzano le proteste attraverso una road map che va da flash mob a cortei spontanei. Il giornale rilancia l’allarme infiltrazioni di gruppi ultras

Questa mattina la riforma Gelmini arriva in Senato. A sei giorni dagli scontri di Roma, comincia l’iter della legge che il governo intende approvare mercoledì. Mentre in tutte le Università d’Italia, gli studenti riuniti in assemblee organizzano le manifestazioni dei prossimi giorni. Dalla maggioranza, intanto, si continua a gettare benzina sul fuoco. Ed è sempre Gasparri,  capogruppo al Senato del Pdl: “Mercoledì in piazza ci saranno potenziali assassini” e dunque “invito i genitori a non mandare i propri figli in piazza”. Parole forti, dopo l’uscita di ieri in cui Gasparri invocava “un nuovo 7 aprile ’79″ e ” arresti preventivi per fermare i violenti”.

dicembre 1, 2010

Io, mia figlia e gli studenti.

Mia figlia 31 anni è giornalista professionista; lavora da precaria per una testata nazionale per pochi soldi al mese ed ha bisogno dell’aiuto della famiglia per sopravvivere a Roma.

Mia figlia è anche fotografa.

Ieri giornata campale per l’approvazione della riforma universitaria, mia figlia, a causa mia,  è rimasta ingolfata nella paralisi della città causata dallae manifestazioni studentesche.

Un giornalista, perlatro fotografo, si sarebbe fermato a registrare la protesta a darne conto, ma mia figlia si è limitata a imprecare contro gli studenti, che le impedivano dirientrare a casa per lavorare.

Io credo che mia figlia sia un poco stronza e anche un pò fascista.

E’ giusto quello che ha fatto o avrebbe dovuto comportarsi diversamante?

novembre 9, 2010

Scuola sempre più al collasso, adesso anche i direttori generali se ne vanno.

Complice la riforma Tremonti-Brunetta buona parte dei ruoli chiave dell’amministrazione restano vacanti. Molti hanno scelto il pensionamento. 

L’amministrazione scolastica italiana sull’orlo del collasso: da alcuni giorni, infatti, hanno lasciato il servizio i più esperti direttori generali, sia al centro che in periferia. A cominciare dal capodipartimento Giuseppe Cosentino, ossia il massimo responsabile della macchina organizzativa della scuola italiana, un funzionario che è stato punto di riferimento degli ultimi ministri dell’istruzione. Con lui se ne è andato Mario Dutto, che lascia scoperto la direzione degli ordinamenti, vale a dire uno dei settori nevralgici dell’amministrazione, quello per intenderci che scrive le circolari su cui si regge la filosofia degli interventi a cui devono attenersi presidi e insegnanti. 

Se n’è andata anche Maria Grazia Nardiello a sua volta perno del sistema dell’istruzione tecnica, professionale e istruzione degli adulti. E lascia pure gli affari internazionali (il collegamento con il sistema europeo) Antonio Giunta La Spada. Con questi sono usciti di scena anche alcuni vice che pure rappresentavano un punto di forza dell’amministrazione, magari per far fronte all’inesperienza di qualche capo arrivato al ministero per meriti politici (se non addirittura di semplice parentela). 

E certo tra questi vice si rimpiangerà Sergio Scala. In conclusione un fuggi fuggi generale che ha una sola spiegazione: i provvedimenti dell’accoppiata Tremonti-Brunetta sulle prospettive pensionistiche dei dirigenti generali che per non essere pesantemente penalizzati si sono visti costretti a chiedere di essere messi a riposo. “Non potevamo fare altrimenti – osserva un direttore generale appena pensionato – perché se fossimo rimasti l’avremmo pagata cara. Tremonti ha giustificato il nuovo sistema di pensionamento dicendo che lo Stato avrebbe ottenuto un grande risparmio. Niente di più falso. Perché a noi non possono togliere nulla, e chi verrà al nostro posto dovrà essere pagato.

ottobre 14, 2010

Riforma dell’università, stop dal Tesoro. “Non c’è la copertura economica per i ricercatori”

Lo stop è arrivato ieri pomeriggio dalla Ragioneria generale dello Stato. In sostanza manca la copertura finanziaria. Provvedimento rimandato di almeno un mese

La riforma dell’Università non vedrà l’aula di Montecitorio. La Ragioneria di Stato ha bocciato la copertura finanziaria del disegno di legge che oggi doveva arrivare in pompa magna alla Camera. E per non ricevere il parere negativo della Commissione bilancio, il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, è stata costretta a rimandare il provvedimento di almeno un mese.

I tecnici del del Tesoro hanno spiegato che mancano i soldi su diversi emendamenti, compreso il cosiddetto “salva ricercatori” col quale il ministro sperava di placare gli scioperi della didattica e sbloccare gli atenei che non hanno ancora cominciato l’anno accademico. Infatti non ci sono i finanziamenti per l’assunzione di 9 mila professori associati entro 5 anni come previsto dal governo. Oltre al milione e 350 mila euro di tagli sul finanziamento ordinario che rischiano di mettere definitivamente in ginocchio l’università italiana.

novembre 8, 2009

La riforma Gelmini dell’università.

gelminiPer quanto concerne le Università, la nuova legge prevede la trasformazione delle stesse in Fondazioni: viene offerta la capacità di raccogliere finanziamenti privati. ciò implicherà:
1) La natura pubblica delle Università verrà annullata
2) Dividerà gli Atenei in Fondazioni di classe A e di classe B in funzione della capacità economica della regione di appartenenza.
3) Il sistema del “diritto allo studio” verrà cancellato e non sarà più assicurata la possibilità di studi  universitari ai “meritevoli anche se in condizioni disagiate” (Art. 34 della Costituzione)
4) Sparirà la differenza rispetto alle Università private, ad esempio per le tasse universitarie: (alla Bocconi ammontano attualmente da 4300 a 9650 euro/anno)

Tagli del FFO nel DL 112/08 (Fondo Funzionamento Ordinario): finanziamento ministeriale del sistema universitario: 63,5 milioni di euro per il 2009
190 milioni di euro per il 2010
316 milioni di euro per il 2011
417 milioni di euro per il 2012
455 milioni di euro per il 2013

1,5 miliardi di euro più che una ristrutturazione sono la distruzione di un sistema già sotto finanziato!
In Media nei paesi dell’OCSE si spende per l’istruzione pubblica di ogni studente: 8400$, in Italia: 5400$
Le Naturali conseguenze più dirette a questa stretta saranno:
I) riduzione dei servizi agli studenti
II) riduzione delle infrastrutture (aule, laboratori, biblioteche)
III) peggioramento della qualità della didattica
IV) riduzione delle attività di ricerca
La Legge prevede anche un Dimezzamento dei Docenti attraverso il blocco del TurnOver delle assunzioni: In 4 anni. Anche qui la situazione già al momento sarebbe da capovolgere piuttosto: LA Media del rapporto Docenti/Studenti nei paesi dell’OCSE è di 1 a 15,3 mentre in italia abbiamo un professore ogni 20,4 alunni. Sul lungo periodo pagheremo un abbassamento generale della qualità della didattica, Lo studente non potrà interagire con il mondo della ricerca e della produzione di nuove conoscenze. Impossibilità di svolgimento di tesi sperimentali causa l’assenza di laboratori di ricerca. Non si potranno formare nuovi ricercatori: le scuole di dottorato spariranno in assenza di attività di ricerca. Sparizione delle Università pubbliche come sedi dello sviluppo delle nuove conoscenze. Gli Atenei si trasformeranno in super-Licei. Può esistere una nazione sviluppata senza la ricerca di base svolta nelle Università?
Ciliegina sulla torta la sparizione delle SISS le Scuole di Specializzazione per la Formazione Insegnanti.