Posts tagged ‘riforma della giustizia.’

dicembre 26, 2014

Tutto quello che sai sulla giustizia in Italia è sbagliato. Ecco perché….

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Tutto quello che sai sulla giustizia in Italia è sbagliato. Ecco perché

‘Più di 5 milioni di arretrati nel civile’: il ritornello a uso mediatico usato spesso dai politici è smentito dai numeri. I processi più lenti sono al Sud mentre al Nord il problema è la mancanza di personale. Ma in entrambi i casi ci sono eccezioni positive.

aprile 12, 2012

Corte Europea: Italia maglia nera dei diritti umani.

 

Immagine di anteprima per giustizia.gifLa Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha pubblicato il suo rapporto annuale sulle sentenze emesse a carico degli Stati aderenti alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.

La Convenzione impone agli Stati aderenti il rispetto di tutta una serie di principi in materia di giustizia, diritto di difesa, equo processo e salvaguardia dei diritti umani fondamentali.

Per il quinto anno consecutivo, il rapporto ha evidenziato le enormi disfunzioni del sistema giudiziario italiano che, per molti versi, si è dimostrato addirittura peggiore di quello di Paesi come la Russia e la Turchia.

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aprile 16, 2011

Alfano contestato a Berlino rinuncia a parlare.

Con il titolo “The Fight against Organized Transnational Crime and Terrorism. An Italian Perspective”, era stato annunciato per questa mattina in pompa magna l’intervento del ministro della Giustizia italiano Angelino Alfano, nella Senaatsaal della Humboldt Universität nella sede centrale di Unter den Linden.

Alfano doveva parlare agli studenti tedeschi di come l’Italia combatte contro il crimine organizzato. Un giorno dopo l’approvazione in parlamento del polemico processo breve. Ad aspettarlo nella sala una contestazione vivace, con numerosi cartelli di protesta, in italiano e tedesco, con messaggi di vario tono:  “L’aquila breve”, “basta mafia”, “Alfano teorico ed esecutore del tagliaprocessi” , “vergogna” “il tuo capo bunga bunga ti ringrazia” “più giudici, più personale, più soldi, più tecnologia vere riforme”.

Un gruppo di italiani in piedi ha iniziato a gridare: “avete giurato sulla bandiera della Repubblica Italiana”. Un portavoce della Humboldt è intervenuto per invitare i presenti a permettere l’intervento di alfano, riservando poi l’espressione del dissenso al dibattito finale.

Verso le 10.40, circa dieci minuti dopo l’inizio previsto per l’intervento, lo stesso portavoce imbarazzato è dovuto tornare sul podio per annunciare che il ministro italiano aveva disdetto il suo intervento, a causa di impegni più urgenti. Dopo alcuni commenti fragorosi, qualcuno ha gridato “vigliaccheria”, in italiano, “Feigheit”, ha tradotto qualcun’altro in tedesco. “Na, ja”, ha dovuto ammettere il portavoce.

aprile 10, 2011

Cade, non cade?

Cade, non cade, o resiste anche nell’evidente agonia dei due sistemi, antropologico e di potere, che incarna?
L’interrogativo si fa pressante man mano che si avvicina la fatidica data del voto sulla prescrizione breve, quel mercoledì 13 aprile che molti, rammentando l’orologio della storia, leggono come un possibile 25 luglio.
Come fu nella seduta del Gran consiglio che destituì Benito Mussolini, anche Silvio Berlusconi cadrà per mano dei suoi? E chi sarà a tirare le fila dell’imboscata? Giulio Tremonti, che gli ha via via creato il vuoto nei santuari del potere fino a osare l’inosabile con la cacciata di Cesare Geronzi dalle Generali di Trieste? O Claudio Scajola, forte di tessere e deputati, che deve vendicare l’irrisione con cui lo trattarono i suoi compagni di partito dopo la vicenda della casa con vista Colosseo?
Alla vigilia della settimana decisiva per le sorti del Cav, si rincorrono rumori e bagliori che annunciano l’inopinata resa dei conti. Il premier sembra sempre più solo, e soprattutto sempre più immerso in una realtà parallela oramai autoreferenziale, fatta di barzellette, invettive, commiserazioni e sospetti. Solo contro tutti, solo contro il mondo che nel suo eterno complicarsi (vedi la tragica questione dei migranti) più non padroneggia.
FUORI DALLA REALTÀ. Il fatto che, mentre a Trieste si consumava il regicidio di Geronzi, Berlusconi fosse impegnato nel suo ennesimo show, con immancabili inviti al bunga bunga per il pubblico femminile e dopolavoristiche barzellette a sfondo pecoreccio per quello maschile, testimonia un cortocircuito tra la dimensione oramai privatistica in cui l’uomo si è relegato, l’unica che percepisce, e ciò che gli accade intorno.
L’impressione è che il premier tenda sempre più a ricreare un proprio universo dove, forte delle illimitate risorse di cui dispone, può scegliersi trame, sfondi e figuranti, bastando così a se stesso. È la classica sindrome da accerchiamento, dove l’imminente catastrofe viene però spacciata e vissuta nel segno di una indomita potenza. «Vinceremo le amministrative» ha detto nel suo discorso ai cofondatori del Pdl sabato 9 aprile, «e poi riformeremo la giustizia e il fisco».

aprile 4, 2011

Pdl no alle intercettazioni.

Giustizia, blitz del PdL: “Intercettazioni non per la ricerca delle prove”.

Perfetto, usiamole soltanto per farci i cazzi degli altri.

aprile 3, 2011

Alfano è fuori di testa.

“Ci batteremo per far passare la riforma della giustizia nelle piazze”. Lo ha detto il ministro Angelino Alfano parlando di giustizia al convegno di Rete Italia a Riva del Garda. “Sarà necessario l’impegno di un grande partito come il nostro, guidato da Berlusconi”, ha detto. Quindi il Guardasigilli ha attaccato l’opposizione che non condivide la nostra proposta  pur di far male al premier”. Secondo Alfano l’opposizione “si rifugia nel benaltronismo per uccidere il riformismo. Sono i titolari della virtù e la nostra riforma non la accettano perché siamo brutti e cattivi”.

Il pensiero del fallimento della sua proposta di riforma della giustizia, lo manda fuori di testa.

marzo 19, 2011

Giustizia, il segretario dell’Anm al Pdl “Non avete legittimità per fare la riforma”

Tenuto conto che appena una settimana prima della presentazione della riforma costituzionale sulla giustizia “il Pdl ha definito gli uffici giudiziari di Milano avanguardia rivoluzionaria, a mio avviso questa maggioranza non ha la legittimazione storica, politica, culturale e anche morale per affrontare questo tema”. E’ duro l’attacco del segretario dell’Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Cascini, nel suo intervento a un convegno su processo breve e riforme costituzionali della giustizia organizzato da Nichi Vendola.

“L’ipotesi di riforma costituzionale è una sorta di distrazione di massa” nei confronti di quanto sta avvenendo in Parlamento, ovvero la battaglia sul processo breve e “l’idea diffusa anche a sinistra secondo cui Berlusconi un po’ di ragione in fondo ce l’abbia, denota una subalternità culturale e politica a un tema declinato dalla destra. Dalla sinistra – ha aggiunto Cascini – vorrei una risposta realmente di sinistra”. Per il futuro, poi, l’invito del segretario dell’Anm è a “non farsi intrappolare dall’idea che dire no significhi essere conservatori”.

marzo 14, 2011

Controriforma della giustizia.

“La preannunciata “riforma epocale della giustizia” credo costituisca un grave e serio pericolo per la democrazia.Sostituire l’obbligatorietà dell’azione penale con un’azione penale soggetta alle indicazioni di indirizzo del potere politico, portare il P.M. al di fuori dell’ordine giudiziario ed assoggettarlo di fatto al potere politico, limitare l’autonomia e la possibilità di difesa dell’ordine giudiziario aumentando il peso del potere politico nell’organo di autocontrollo, attribuire la direzione delle indagini alle forze di polizia invece che al magistrato (così da permettere al potere politico di controllare che le indagini non prendano pieghe sgradite), sottrarre al magistrato inquirente strumenti di indagine introducendo allo stesso tempo strumenti intimidatori con evidente finalità dissuadente dal rompere troppo i c……… integra un evidente ritorno al passato anche rispetto ai principi dello stato liberale.

A fronte di ciò la sinistra non trova nulla di meglio che blaterare in modo più o meno confuso sulle solite leggi ad personam, sottovalutando ancora una volta la gravità del problema.

Anzi mentre  Berlusconi riconosce candidamente che, se fosse stata in vigore la sua “riforma della giustizia”, questa avrebbe impedito l’inchiesta di tangentopoli e le inchieste odierne, che lo riguardano, D’Alema dichiara che il problema è che la proposta viene da Berlusconi, perchè se questi se ne andasse se ne potrebbe discutere !

Secondo D’Alema il problema non è il merito ?
L’unica risposta possibile credo sia quella di uscire dall’olimpo di un oscuro intellettualismo e, calatisi nel mondo reale degli umani di oggi e spiegare con linguaggio semplice e chiaro comprensibile a tutti:
A) i principi fondamentali della Costituzione, il perchè delle scelte a suo tempo fatte dal Costituente, le garanzie che tali scelte offrono ai cittadini;
B) il contenuto della “riforma epocale”, le sue reali conseguenze per i cittadini e la democrazia, le ragioni delle scelte dell’attuale potere politico.
Se non si spiega chiaramente la Costituzione, non si può far comprendere che si tratta del tentativo di un ritorno al passato e non del tentativo di ammodernare una Carta datata.

In altre parole mentre nei paesi del Nord Africa le popolazioni rovesciano i regimi dittatoriali, reclamando la libertà, nel nostro Paese si tenta di restaurare sistemi tipici dei regimi assolutistici, mentre la sinistra è alquanto distratta.

Avv. Angelo Iannaccone.

marzo 13, 2011

La riforma epocale della giustizia.

Le assoluzioni in primo grado saranno inappellabili.

Un bel risparmio per i corruttori.

marzo 12, 2011

Costituzione, oggi 100 piazze per difenderla.

PIAZZA DOPO PIAZZA, LA MAPPA DELLA FESTA
In testa, un gigantesco tricolore di 200 metri quadri, da tendere insieme allo striscione «La Costituzione è viva» e poi via, attraverso il centro della Capitale, con la Carta alla mano. Oggi per il C-day, la mobilitazione nazionale organizzata a difesa della Costituzione e della scuola pubblica, l’evento clou che si svolgerà a Roma si annuncia così. Con il corteo che partirà dalle 14 da piazza della Repubblica per arrivare alla grande festa di piazza del Popolo, dove, tra tante testimonianze, a cominciare da quelle del mondo della scuola, si alterneranno sul palco costituzionalisti, attori – da Ottavia Piccolo a Monica Guerritore e Ascanio Celestini – e musicisti, da Roberto Vecchioni e Daniele Silvestri fino all’orchestra che eseguirà il Dies Irae di Mozart e il Va’ pensiero di Verdi. Ma la mobilitazione (tutte le info su www.cday.it) non si ferma a Roma: sono cento le piazze di tutta Italia che si animeranno fra tricolori sventolanti, sit-in, reading degli articoli della Costituzione e flash-mob, da Trieste a Palermo. A Milano – appuntamento alle 15.30 a Largo Cairoli – parteciperanno anche Dario Fo e Franca Rame, Vincenzo Consolo e Nando Dalla Chiesa. A Udine, invece, il Pdregalerà ai cittadini mille copie della Costituzione, mentre a Fano (Pesaro) saranno distribuiti segnalibri con gli articoli della Carta che non vengono rispettati. E attraverso il tam tam di facebook presìdi e appuntamenti sono stati organizzati anche all’estero, da Londra ad Amsterdam, Siviglia, Parigi, Praga, Bruxelles, Edimburgo, Madrid