Posts tagged ‘riccardo lombardi’

giugno 4, 2022

RICCARDO LOMBARDI TRA MARX E KEYNES

di Giuseppe Giudice

Lombardi fu certamente uno dei primi uomini della sinistra che lesse approfonditamente Keynes. Ma il keynesismo di Lombardi era quello “di sinistra” – i postkeynesiani di Cambridge : Joan Robinson, Nicholas Kaldor, in particolare , di orientamento socialista rispetto al liberale Keynes. Quindi in Lombardi credo che si sia operata una sintesi tra il suo marxismo eterodosso ed il postkeynesismo. Che poi è alla base della sua ben nota teoria della Riforme di struttura come mezzo per una transizione democratica e graduale verso il socialismo. Di qui , anche la sua opposizione alla “politica dei redditi ” di Ugo La Malfa volta alla razionalizzazione del neocapitalismo e non al suo superamento. La prospettiva del Lombardi, a cavallo , tra gli anni 50 e 60, consisteva nella “politica di piano” o programmazione democratica che avrebbe dovuto orientare il processo di sviluppo dell’economia italiana , tramite l’intervento pubblico, verso parametri diversi ed alternativi rispetto al neocapitalismo. Da sottolineare , che anche tra i postkeynesiani inglesi il concetto di programmazione era un punto di forza. Dopo il 1968 Lombardi integrò nel suo schema teorico anche parte della teoria dei contropoteri , in particolare quella di Panzieri. Anche se egli non fu mai un “gauchiste” nondimeno dà centralità al movimento di massa, come leva essenziale per la modifica dei rapporti di potere nell’economia e nella società . Del resto è del 1968 il libro di Gilles Martnet “la conquista dei poteri” in cui viene coniato il termine riformismo rivoluzionario che Lombardi fece proprio. In Lombardi e Martnet non basta avere in mano le leve del potere pubblico: esso va radicalmente trasformato tramite un profondo processo di democratizzazione dell’apparato statale, in grado di permettere una trasformazione in senso democratico e socialista della società. Quindi il socialismo come processo dal basso, nella dialettica tra poteri e contropoteri, nel quadro della democrazia costituzionale repubblicana. In cui la socializzazione dell’economia si accompagna alla socializzazione del potere. Lombardi ha sempre difeso l’idea del sindacalismo confederale, nella forma specifica del “sindacato dei consigli”. Riteneva importante , ma non esaustiva la spinta alla crescita salariale, come fattore di ampliamento del mercato interno. Ma altrettanto decisiva la modifica profonda dell’organizzazione del lavoro. “Catene di montaggio socialiste” non esistono, ripeteva dire. E da Panzieri acquisiva la tesi della non neutralità dello sviluppo tecnologico ed anche il superamento dei residui economisti e produttivisti presenti in una certa ortodossia marxista. Certo il Marx che prediligeva era quello del Capitale e dei Grundrisse, il Marx critico dell’economia politica e non il marxismo inteso inteso come filosofia deterministica della storia. E non da dimenticare la sua forte insistenza sulla riduzione dell’orario di lavoro. Di qui l’attualità di Lombardi per un faticoso processo di ricostruzione della sinistra (che oggi appare quasi impossibile in Italia). Del resto il mondo pare andare in una direzione opposta a quella immaginata da Lombardi. Ma emergono, qua e là , delle controtendenze. Del resto in Melenchon e Corbyn appaiono molti temi sviluppati da Riccardo Lombardi

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona

aprile 19, 2022

LA NEUTRALITA’ ATTIVA DI RICCARDO LOMBARDI.

di Giuseppe Giudice

Il caro compagno Lombardi ha sempre avuto una posizione neutralista in politica estera. Era la sua posizione nel 1948 , alternativa sia al frontismo di Nenni e Morarandi, da un lato, che all’atlantismo di Saragat (che fino a tre anni prima era anch’egli neutralista). Era la posizione di molte parti della socialdemocrazia europea. La posizione di Kurt Schumacher , che rifondò la SPD nel 1945 (dopo aver trascorso 13 anni in un lager nazista); era la posizioone di una parte consistente (Bevan, Foot) del laburismo inglese. Nenni giustificò il suo filo-sovietismo nel nome del concetto di “unità di classe” . In quella fase , secondo lui, la unità della classse operaia imponeva lo schierarsi con l’URSS. Indubbiamente, quella posizione, sacrificò moltissimo alla autonomia ed alla specificità socialista, nella sinistra. Ma consentì di far mantenere un forte radicamento operaio e popolare al PSI, che pose le basi dell’autonomismo socialista dopo i fatti d’Ungheria. Anche se , per pagare pegno all’entrata nel governo di centro-sinistra , il PSI accettò la la NATO intesa come alleanza geograficamente e politicamente limitata. Del resto Berlinguer 13 anni dopo , accettò l'”ombrello protettivo della Nato”. C’è comunque da sottolineare che il PSI si mantenne molto distante dall’Atlantismo ideologico” del PSDI. Che fu una delle cause del fallimento dell’unificazione. Lombardi comunque continuò a rimanere sostanzialmente un neutralista. Ma in cosa consisteva il neutralismo di Lombardi? Era innanzi tutto un netto rifiuto dell'”atlantismo ideologico”, come “scelta di civiltà” (quella idea che ha portato alla mistificazione dell'”esportazione della democrazia”). Vi era in lui l’idea che europeismo ed atlantismo erano progetti contraddiottori, in quanto sanciva la piena subordinazione dell’Europa Occidentale agli USA non solo sul piano militare ma anche sui quello ideologico. E comunque Lombardi era un socialista occidentale ma non atlantico. Vedeva bene la differenza tra il concetto di occidente radicato in Europa, e quello declinato dagli USA. E vedete , non esiste neanche, una unità anglosassone. Questa era una idea dei conservatori da Churchill al Johnson. Non dei socialisti inglesi. Se è vero che il liberismo nasce in Inghilterra (ma ancora prima in Olanda), in questo paese (contemporaneamente alla Francia) nasce il movimento operaio e socialista. Nasce il movimento sindacale. La GB laburista vara il welfare universalistico, pubblico e gratuito, l’economia mista, la programmazione economica frutto della scuola post-keynesiana di Cambridge. Sviluppa il concetto di democrazia industriale. Nulla di più lontano dal modello economico e sociale USA. Ma torniamo a Lombardi. La sua idea di neutralismo era sostanzialmente vicina a quelli attuati dalla Svezia e dell’Austria socialdemocratiche. Nell’occidente, ma fuori dalla Nato. Vedeva, inoltre nell’Europa Occidentale il luogo privilegiato dove avviare una transizione democratica al socialismo, tramite un modello alternativo nel modo di produrre e consumare, che avrebbe reso possibile lo sviluppo del Terzo Mondo, ponendo fine allo sfruttamento imperialistico delle risorse. Anche se non accettò mai le ipotesi terzomondiste , il III mondo rimase sempre un oggetto costante di interesse. Per ultimo: Lombardi fu uno dei critici più acuti del leninismo e dei suoi sviluppi. Era un marxista laico ed eterodosso. La sua critica ai regimi sovietici si fondava non solo sul carattere dispotico e dittatoriale di quei sistemi, ma cercava di individuarne le basi strutturali. In definitiva l’URSS e i satelliti non erano paesi socialisti. Ma regimi di classe, fondate sul dominio organico di classe della burocrazie e della nomenclatura sulla società e l’economia…un tesi che richiama la previsione di . In conclusione, il neutralismo di Lombardi, oggi lo porrebbe in netta antitesi al ritorno all'”atlantismo ideologico” , quello che ha portato l’allargamento della Nato ad est (in cui è forte la componente relativa ai profitti fatti con la crescita delle spese militari), contro la subalternità dell’Europa agli USA. Senza alcun dubbio Lombardi sarebbe stato un critico feroce del regime reazionario, neo-zarista e del capitalismo oligarchico di Putin. Avrebbe condannato in modo netto l’invasione dell’Ucraina (ma, se mi consentite non avrebbe avuto fiducia in Zelensky). Anche se avrebbe riconosciuto il diritto di resistenza, sarebbe stato , senza alcun dubbio contrario all’escalation militare , ed al bellicismo di certi paesi europei. E per una soluzione negoziata del conflitto. Avrebbe visto , con chiarezza, che l’alternativa sarebbe stata la III guerra mondiale.

Maggio 14, 2020

C’ERANO UNA VOLTA LE “RIFORME DI STRUTTURA”……

di Giuseppe Giudice
Visualizza immagine di origine
Quelle vere. Per ammissione dello stesso Riccardo Lombardi che delle “riforme di struttura” fece il suo cavallo di battaglia, il primo, in Italia,a pronunciarle , in uno scritto postumo, fu Rodolfo Morandi , quando era ministro dell’industria (nei governo di Unità Nazionale postbellici). Per Morandi tali riforme avrebbero dovuto modificare profondamente i rapporti di potere e gli equilibri tra le classi a favore dei lavoratori. In LOmbardi diventano lo strumento per avviare una transizione democratica e graduale al socialismo. Dopo il 68 Lombardi arricchì questa sua impostazione , tramite il recupero della tematica dei “contropoteri ” di Panzieri e Foa. Poi questo termine ha subito quello che Giorgio Ruffolo definiva come “rovesciamento semantico” . Le riforme strutturali diventano quelle del prof Monti, ispirate al monetarismo più duro, alle politiche di austerità e dei tagli alla spesa sociale , alla riduzione dei diritti dei lavoratori. L’opposto del loro significato originario. Ma è comunque doveroso per noi socialisti di sinistra reagire ai rovesciamenti semantici. E fare una battaglia di idee per ricondurre il termine al suo significato autentico per come storicamente si è espresso. Il non reagire ti porta alla subalternità.
aprile 25, 2020

IL SOCIALISMO LIBERATO DALL’ECONOMICISMO E DAL PRODUTTIVISMO.

di Giuseppe Giudice.

DISCORSO TENUTO DA RICCARDO LOMBARDI AL SALONE MATTEOTTI DI TORINO ...

Anche se ho la testa da qualche altra parte, provo a scrivere due righe , un po’ per distrarmi. Il Coronavisus dovrebbe (uso il condizionale) far prendere coscienza dell’insostenibilità del sistema dominante globalizzato che ha operato negli ultimi trent’anni. La globalizzazioni finanzcapitalista (con le sue varianti europee) ha non solo accresciuto le disuguaglianze , lo sfruttamento (anche del lavoro minorile) , le ingiustizie, anche la crisi della democrazia (nei paesi a tradizione democratica) , ma ha determinato un vulnus terribile all’ambiente naturale. E le due realtà sono strettamente connesse. Con grande semplicità , come è suo solito, Papa Francesco ha detto che se Dio perdona, la natura no. Nella Genesi viene dato il potere all’uomo di trasformare la natura, ma anche il dovere di custodire il creato. In soldoni i processi di trasformazione sono necessari allo sviluppo delle civiltà, ma incontrano i loro limiti inderogabili. Ma certo non voglio fare teologia. Che lo sviluppo di nuovi virus (non solo questo della brutta pandemia che stiamo attraversando, ma anche il Virus Ebola ed altri nuovi ceppi virali) sia una delle conseguenze delle devastazioni ambientali , è sostenuto da molti esperti ormai. Certo da quelli indipendenti e non sul libro paga delle multinazionali , soprattitto quelle dell’estrattivismo e del land grabbing (ma anche delle espansioni urbanistiche incontrollate , in Africa, Asia ed America Latina. La socialdemocrazia e il “comunismo” reale (pur nelle differenze profonde) avevano in comune l’idea centrale dello sviluppismo e del produttivismo illimitato. Un paradigma insostenibile. Certo nella socialdemocrazia tedesca (quando era all’opposizione , negli anni 80) anche grazie a Lafontaine iniziò una seria riflessione sui rapporti tra socialismo ed ecologia. Ma certo , in Italia, colui , che , già negli anni 70 , inizio una seria riflessione sui limiti del produttivismo, di un uso alternativo delle nuove tecnologie, connessa ad una critica strutturale al consumismo fu Riccardo Lombardi un socialista “eretico” marxista eterodosso, studioso e lettore dei processi economici e sociali inerenti a quello che allora si chiamava “neocapitalismo” ….sappiamo tutti della sua idea di “una società diversamente ricca” rispetto a quella proposta dal neocapitalismo. Non c’era in Lombardi certo una certa idea sbagliata di austerità, il ritorno a forme premoderne di consumo. C’era l’idea di un modello alternativo di sviluppo , basato sulla sobrietà nei consumi di energia , del primato del valore d’uso (dell’utilità) del bene (anche privato) , sullo sviluppo della cultura , dei beni sociali e relazionali (lo stimolo allo sviluppo di relazioni non mercantili) . La pianificazione democratica, processi di socializzazione ed autogestione erano i cardini su cui avrebbe dovuto innestarsi questo nuovo modello di sviluppo che avrebbe trasceso il capitalismo , sia pur gradualmente. Insomma in Lombardi c’è una anticipazione di quello che oggi chiamiamo eco-socialismo . E che lo ritroviamo , attualizzato, in molti punti del Programma Del Labour Inglese , di Corbyn e Mc Donnell e nonostante la”sconfitta ” (pare che alcuni esponenti del PD avessero stappato lo spumante) una sconfitta con 10 milioni e mezzo di voti (il PD li sogna) . In quel programma ci sono gli elementi portanti di quell’eco-socialismo democratico che è l’unica alternativa ad un profondo imbarbarimento ed anche peggio, dopo la fine o la forte mitigazione di questa brutta pandemia

aprile 17, 2020

CONTRO I RADICALI

di Giuseppe Giudice

Visualizza immagine di origine
mi riferisco ai “pannelliani” e suoi discepoli. Da segretario della FGS mi sono sempre rifiutato di formare documenti con i radicali. Non mi piaceva Loris Fortuna (della destra PSI) ….ho sempre pensato che per essere garantisti e difensori della dignità e libertà della persona umana bastava la tradizione socialista. Perchè c’è una profonda differenza tra il libertarismo dei socialisti e l’individualismo esasperato dei radicali. Essere socialisti libertari sia marxisti (come la Luxemburg o Lombardi) che non marxisti (come Rosselli) aveva il chiaro significato di contestare una deriva dispotica, dittatoriale (fino ai limiti della spietatezza sanguinaria) del socialismo. E quindi rivendicare una società in cui socialismo, democrazia e libertà della persona fossero fortemente interconnesse tra di loro. I radicali sono per una società radicalmente individualista ed ipercompetitiva (sono sostenitori accaniti del MES – in una visione molto simile a quella olandese. Sono mercatisti. Rosselli li avrebbe disprezzati . Ricordo Riccardo Lombardi (il quale diceva sempre che i diritti civili non possono mai essere separati da quelli sociali), che nel 1975 disse no alla richiesta del compianto Pannella di prendere la tessera del PSI. Certo Lombardi teneva molto al rapporto con i cattolici socialisti come Labor o Carniti. Ma esprimeva un punto di vista molto diverso dai radicali sull’uomo e e società. Ricordo che sul tema dell’aborto, in aperta polemica con Spadaccia, disse (difendendo la 194 – che i radicali rifiutavano perchè era per la totale libertà di aborto) che la depenalizzazione dell’aborto non poteva essere considerato un diritto civile (come il divorzio o il diritto di famiglia) quanto la risposta ad un problema sociale grave come l’aborto clandestino che colpiva prevalente donne più povere. Anche se la decisione finale andava lasciata alla donna (ma che avrebbe dovuto avere assistenza). Ma è solo un esempio. Il socialismo come lo intendevano Lombardi, De Martino, Basso, Foa , era una società fondata sulla piena capacità della persona di sviluppare liberamente la sua personalità, in un quadro di una società in cui fossero prevalenti i valori di cooperazione, e soprattutto in una società liberata dall’economicismo e dal produttivismo (come pensava Lombardi). La Bonino pensa invece ad una società dominata dalla logica delle Start-Up , radicalmente competitiva e mercatistica

marzo 16, 2020

SUL SOCIALISMO COME PROGETTO.

 

fa704-karlmarxjenny

Per Marx i termini socialismo e comunismo erano interscambiabili. Sostanzialmente il comunismo è la piena e compiuta realizzazione del socialismo. Dunque il socialismo non è una fase di transizione tra capitalismo e comunismo come pretendeva Lenin (che ha un po’ manipolato la “critica al programma di Gotha di Marx), ma due fasi dello stesso processo evolutivo una volta “abolito” (uso questo termine improprio per consuetudine) il capitalismo. E questi concetti li spiega bene l’importante economista marxista-critico Paresh Chattopaday , canadese di origine indiana (e collaboratore della rivista marxista americana Monthly Rewiew). Del resto Marx diceva che non “abbiamo le ricette per le osterie dell’avvenire”; e per questo molto spesso è vago e poco determinato sulle forme future che dovrà assumere una società che superi il capitalismo. Nel 2020 molta acqua è passata sotto i ponti rispetto al 1875. In realtà Marx volle allora contestare un concetto piatto di uguaglianza che non teneva conto delle differenze tra le persone. Di qui l’idea di una società che distribuisse a “ciascuno secondo i propri bisogni. Ma d’altra parte lo stesso Marx dice che i bisogni sono storicamente determinati e quindi non sono una invariante antropologica. Per questo molti socialisti (come Gilles Martinet e Riccardo Lombardi) hanno messo in evidenza che la teoria dei bisogni è inadeguata. Perché presuppone uno sviluppo illimitato delle forze produttive che oggi cozza contro i limiti ecologici dello sviluppo. Solo nel campo delle informazioni e del loro scambio non ci sono limiti di scarsità. Per cui una gerarchia di bisogni che va decisa democraticamente , con l’intreccio della pianificazione democratica e dell’autogestione (come processo e non modello modello rigido) può effettivamente coniugare eguaglianza e diversità, certamente sottraendo al mercato capitalistico una vasta area di attività. E stimolando lo sviluppo di scambi non mercantili, possibili tramite un uso socialista delle nuove tecnologie dell’informazione. Questo potrebbe essere il percorso di un nuovo socialismo democratico, un percorso lungo e non facile. Ma l’unica alternativa ad una caduta nella barbarie. E comunque concordo con Riccardo Lombardi quando sosteneva che anche in una società che superi l’alienazione economica capitalistica, continueranno ad esistere conflitti da regolare democraticamente e da risolvere nella libertà. Non tutti i conflitti infatti hanno radici economiche. Una società di eguali, liberi e diversi ma non omogenea.

rubato al compagno Giuseppe Giudice

ottobre 30, 2013

Gramsci, tradito da Togliatti ebbe Lombardi come tutor

 

Gramsci, tradito da Togliatti ebbe Lombardi come tutor

Il Migliore, Palmiro Togliatti, lo tradi’, non fece nulla per liberarlo anzi, insieme ai compagni di partito, ostacolo’ ogni iniziativa volta a ottenere dal Duce la liberta’ condizionata e poi, dopo la Liberazione, sfrutto’ la sua immensa opera teorica dei Quaderni del carcere per proporre da unico interprete ‘la via nazionale al socialismo’ restando sempre ‘staliniano’. Viceversa, Linge o l’Inge, cioe’ l’Ingegnere acomunista Riccardo Lombardi, gli fece da ‘tutor’ affiancando ed aiutando la cognata russa Tatiana Schucht nell’assistenza all’illustre compagno finito in carcere nel 1926. E’ quanto sostiene nel libro appena uscito per Marsilio Editori, ‘Il tradimento, Gramsci, Togliatti e la verita’ negata’, il docente di Storia Contemporanea all’Universita’ di Camerino, Mauro Canali che svela, a 76 anni dalla morte, il 27 aprile 1937, di Antonio Gramsci, “la sapiente opera di adattamento con cui il Pci ha costruito il mito della continuita’ Gramsci-Togliatti” e, per la prima volta, chi si nascondeva realmente dietro il nome di battaglia ‘l’inge’ o ‘linge’ o ‘l’ingegnere’ che torna frequentemente tra le carte del Partito comunista alla fine degli anni ’20. “E’ l’intoccabile Riccardo Lombardi prima vicino al gruppo di Guido Miglioli poi azionista quindi socialista – dice Canali – che all’epoca partecipa attivamente alla lotta antifascista: e’ un ‘compagno di strada’ di tutti gli antifascisti e anche dei comunisti, senza mai aderire al Pci. Di lui tutti hanno il numero di telefono per ogni evenienza: a Milano dove lavora ha un’unita’ operativa per l’espatrio, il depistaggio, la protezione dei ricercati”. Amico dell’avvocato Giovanni Ariis che si occupa dei ‘compagni’ finiti nella rete della polizia fascista o dell’Ovra, e dei comunisti milanensi, Lombardi, conosce a Milano la cognata di Gramsci, Tatiana, pochi mesi dopo l’arresto, e le fa da intermediario con i compagni comunisti. Non solo, ma entra in contatto anche con Piero Sraffa, l’economista della Bocconi che seguira’ anche lui dall’esterno il grande e prezioso prigioniero. “Lombardi poi e’ molto amico di Romano Cocchi che in quel momento e’ responsabile di Soccorso Rosso: e’ quindi probabile che si presti alla funzione di assistere Gramsci su indicazione o pressione di Cocchi”, aggiunge Canali. “Tatiana restera’ fedele e seguira’ sempre Gramsci: dopo la morte tornera’ a Mosca e con la sorella Giulia, moglie di Antonio, segnalera’ ai dirigenti del Pcus le manchevolezze di Togliatti ed i sospetti di Gramsci sul doppiogiochista Togliatti, mentre Sraffa cambiera’ idea ed opinione rispetto a Togliatti: fatto sta che Tatiana la spunta e Togliatti-Ercoli viene tolto da posti di responsabilita’ e gli viene affidata solo la propaganda per l’Italia”. Il tradimento di Togliatti verso Gramsci e’ duplice: inizia nel ’26 quando Gramsci a differenza di Togliatti non condivide ‘il metodo’ staliniano di repressione fisica e psichica del dissenso per arrivare alla ‘famigerata lettera’ spedita da Mosca e fatta recapitare in carcere a Gramsci nel ’28 prima del processo. “L’istruttoria finisce il 20 febbraio, la famigerata lettera di Grieco con tanto di francobollo russo arriva l’11 febbraio a San Vittore: come si fa a sostenere che essa non poteva far male? Ha nuociuto eccome a Gramsci, come gli disse il procuratore Macis! Perche’ Gramsci sospetta di Togliatti? Perche’ di lui non fidava, sin da quando, nel ’23, per isolare Bordiga, lui lavora per il centro e Togliatti non ha ancora deciso se mollare Bordiga: e di questa indecisione  Gramsci si lamenta con Leonetti: l’Ercoli ancora una volta subisce le personalita’ vigorose! Poi altri gravi espisodi, come la propaganda dell’Humanité sulla sua malattia ed i contrattempi sulla concessione di liberta’ condizionata, se non direttamente, non possono non vedere la presenza e la mano di Togliatti: non a caso Gramsci aveva sempre pregato Tatiana di non svelare mai i suoi intendimenti”. E dopo la Liberazione, ecco il secondo tradimento: tornato in Italia, Togliatti usa, sfutta, manipola, abilmente la straordinaria opera teorica di Gramsci per accreditare ‘il partito nuovo’ e per proporre ‘la via nazionale al socialismo’ elaborata in carcere da Gramsci il quale, conclude Canali, “ha una posizione molto laica, a differenza di Togliatti che non ci pensa due volte a votare l’art. 7, cioe’ il concordato che per Gramsci e’ la capitolazione dello Stato. E, a differenza di Gramsci, Togliatti restera’ sempre staliniano di ferro: basti pensare al ’56, all’invasione sovietica dell’Ungheria o al silenzio, nonostante il XX Congresso del Pcus: chissa’ come sarebbe andata la storia del Pci se non avesse avuto lo straordinario Gramsci alle spalle!”.

agosto 20, 2013

Nessuna sinistra è possibile senza i socialisti.

Per ricostruire la sinistra italiana occorre ribaltare e contestare apertamente la vulgata berlingeriana secondo la quale l’unica sinistra in Italia , dopo il 1976 , era il PCI. E che lo stesso Psi anteriore a quella data sia stato qualcosa che non ha prodotto nulla di significativo. Come se lo Statuto dei Lavoratori o la nazionalizzazione dell’energia elettrica non fossero stati enormente più significativi di ciò che produsse la politica di Berlinguer. Ma anche dopo il 1976 , nella prima fase della segreteria CRaxi (1976-81), vi fu uno straordinario lavoro di elaborazione politica e culturale (nella mia esperienza politica diretta non ho mai assistito a nulla di simile) che si svolse sulle colonne di Mndoperiaio. Fu il più generoso tentativo di rinnovare profondamente la sinistra italiana e si poneva in piena continuità ideale (anche se in un contesto storico mutato) rispetto al primo revisionismo socialista (fondamentale) di LOmbardi e Giolitt…Continua a leggere

Del compagno Giuseppe Giudice.

settembre 18, 2011

Riccardo Lombardi: i veri socialisti non lo dimenticano.

27 anni fa, esattamente il 18 settembre 1984 moriva  RICCARDO LOMBARDI. Mi definivo Lombardiano e per questo non riuscivo a contare niente nel vecchio PSI, ma mi sentivo orgoglioso di appartenere ad una corrente del partito che faceva del rigore politico, della correttezza e della lealtà la propria arma vincente. Come dimenticare un personaggio così bello e autenticamente socialista?

I compagni socialisti e dell’intera Sinistra italiana non lo dimenticheranno mai.

Crebbe orfano dall’età di 3 anni, figlio di un capitano toscano dei Carabinieri proveniente dalla gavetta e deceduto a causa di servizio in Sicilia, dove aveva sposato Maria Marraro. Ricevette l’educazione media dai Gesuiti presso il Collegio Pennisi di Acireale. Durante gli studi al Politecnico di Milano, dove si laureò in Ingegneria Industriale, aderì al Partito Popolare Italiano di don Luigi Sturzo. Simpatizzò poi per il Partito Cristiano del Lavoro, fondato nel 1920 dagli esponenti di sinistra del Partito Popolare Italiano nel quale fu seguace di Guido Miglioli. Partecipò ad alcune azioni degli Arditi del popolo, tra cui la difesa del giornale L’Avanti! dall’assalto dei fascisti. Nel 1923 collaborò con Il Domani d’Italia, giornale della sinistra cattolica. Quando il cattolicesimo italiano rinunciò ad opporsi attivamente al fascismo egli si avvicinò alla cultura marxista. Dopo la soppressione dei partiti politici decretata il 5 novembre del 1926 continuò a partecipare all’attività clandestina con esponenti antifascisti di varie tendenze. Di conseguenza, nel 1930, a seguito di un’azione di volantinaggio fu arrestato torturato nella sede del Fascio. Non si riprenderà mai completamente dai postumi delle violenze.

Fu deputato ininterrottamente dal 1948 al 1983. Diresse l’organo ufficiale Avanti! nel 1949-1950 e di nuovo nel 1963-1964.