Posts tagged ‘Repubblica’

luglio 27, 2016

Ricominciamo da una bella notizia

Più di 42mila chilometri percorsi in oltre un anno e quattro mesi, in tutto quasi 500 ore di volo attraverso quattro continenti, con 17 tappe. Solar Impulse 2 è riuscito nell’impresa di effettuare il primo giro del mondo senza utilizzare una sola goccia di carburante. La missione si è conclusa con l’atterraggio ad Abu Dhabi, da dove era iniziata il 9 marzo dello scorso anno con l’intento di promuovere l’uso delle energie rinnovabili. Per l’ultimo tratto del lungo viaggio l’aereo solare è stato pilotato dallo svizzero Bertrand Piccard: 2.763 chilometri dal Cairo alla capitale degli Emirati arabi uniti. Ad attenderlo sulla pista dell’Al-Batten un comitato d’accoglienza di tutto rispetto, di cui faceva parte anche il principe Alberto di Monaco, e il connazionale André Borschberg, con il quale si è alternato ai comandi del velivolo per tutti questi mesi.

“È così appassionante” volare su un aereo che “non fa rumore e non inquina”, ha commentato all’arrivo Piccard, che non mostrava alcun segno di fatica. “Si pensa che sia fantascienza e invece è realtà. L’avvenire è pulito”, ha aggiunto. Da parte sua Borschberg ha sottolineato che si è trattato di “una sfida più umana che tecnica”, ricordando le condizioni difficili in cui i piloti si sono venuti a trovare.(fonte:Re.It ambiente)

giugno 9, 2013

Solo chiacchere e distintivo.

febbraio 4, 2013

ll primo dei neomedievali.

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Il fondatore di Repubblica non è, come sostiene nei suoi libri, l’ultimo dei moderni, ma il primo dei neomedievali: come i teologi dei secoli bui affermavano che senza religione l’uomo sarebbe preda del male e la società si disgregherebbe, così Scalfari immagina eventi terrificanti in caso di fuoriuscita dell’Italia dall’euro. Ma questi eventi sono già accaduti e stanno accadendo mentre siamo nell’eurozona.

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novembre 21, 2012

Il terzo cavaliere dell’Apocalisse:la carestia.

 

fonte: la repubblica.

agosto 26, 2012

Guerre stellari.

maggio 31, 2012

Roberto saviano non si candida. E questa è una buona notizia.

“Mi capita spesso di leggere articoli che danno per certa la mia candidatura politica. Non è importante in quale ruolo e in quale partito, la cosa certa è, che dicono, “sto per candidarmi”. Ovviamente è falso. E’ dal 2006 che, mentendo, annunciano la mia candidatura. Chi fa disinformazione, quando terminò “Vieniviaconme”, dava per certa la mia candidatura. E ora che è finito “Quello che (non) ho “, spuntano notizie dello stesso tenore.
Il punto è che per queste persone, chiunque non venga percepito come schierato, fa paura e va delegittimato. Il messaggio implicito è: “Questo qui fa di tutto per ottenere consensi, perché il suo scopo è fare politica”. Il mio mestiere è quello di scrivere, ma non rinuncio alla possibilità di costruire un nuovo percorso in questo paese.  Ridare dignità alle parole della politica è invece la premessa alla rinascita. Ripartire dalle parole significa costruire prassi diverse. Perché le parole sono azione”.

Roberto Saviano

maggio 23, 2012

Quando Viola scrisse contro falcone. Anche così si ammazza un magistrato!

Ed eccolo, quell'articolo su Repubblica contro Giovanni Falcone.

È il 9 gennaio del 1992, un giovedì. Il quotidiano la Repubblica in quel periodo vende mediamente circa 750mila copie. Nella pagina dedicata ai commenti viene pubblicato un articolo dal titolo “Falcone, che peccato…” vergato da Sandro Viola, firma di punta del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari. L’argomento del commento è il giudice antimafia che Viola prende di mira per via della sua esposizione mediatica. Un pezzo durissimo che oggi, a vent’anni dalla strage di Capaci che fece saltare in aria Falcone, la moglie e la scorta, ritorna a galla con la violenza d’una colpa.

L’articolo, introvabile nell’archivio online di Repubblica, è oggetto di discussione in queste ore sulla Rete, ma nessuno l’ha pubblicato integralmente, in maniera da consentire al lettore un’autonoma valutazione.

Eccolo, l’articolo, in versione integrale: recuperato grazie all’Emeroteca Tucci di Napoli. Che ognuno faccia le sue valutazioni dopo averlo letto.

Viola attacca definendo Giovanni Falcone “magistrato che alla metà degli anni Ottanta inflisse alcuni duri colpi alla mafia”. Una definizione quanto meno riduttiva per l’anima del maxi-processo di Palermo, per colui che, lo dicono i suoi colleghi magistrati, individuò nuove tecniche e nuovi metodi per l’approccio alla questione mafiosa. Continua Viola: “da qualche tempo sta diventando difficile guardare al giudice Falcone col rispetto che s’era guadagnato”.

Poi, l’accusa di essere diventato una sorta di esternatore, al pari dell’allora Capo dello Stato, il “picconatore” Francesco Cossiga: “Egli è stato preso – scrive Viola su Repubblica – infatti, da una febbre di presenzialismo. Sembra dominato da quell’impulso irrefrenabile a parlare, che oggi rappresenta il più indecente dei vizi nazionali. Quella smania di pronunciarsi, di sciorinare sentenze sulle pagine dei giornali o negli studi televisivi, che divora tanti personaggi della vita italiana – a cominciare, sfortunatamente per la Repubblica, dal Presidente della Repubblica”.

La preoccupazione dell’editorialista è che Giovanni Falcone abbia perso il suo equilibrio. Gli chiede di lasciare la magistratura viste le sue rubriche sulle pagine dei giornali: “Perché nessun paese civile ha mai lasciato che si confondessero la magistratura e l’attività pubblicistica”.

“Quel che temo, tuttavia – continua il pezzo – è che a questo punto il giudice Falcone non potrebbe più placarsi con un paio di interviste all’anno. La logica e le trappole dell’informazione di massa, le sirene della notorietà televisiva tendono a trasformare in ansiosi esibizionisti anche uomini che erano, all’origine, del tutto equilibrati”. Poi si passa all’analisi, anzi alla demolizione, del libro ‘Cose di cosa nostra’ scritto da Falcone con la giornalista francese Marcelle Padovani pure lei nel mirino della penna al vetriolo di Viola: “E scorrendo il libro-intervista di Falcone ‘Cose di cosa nostra’ s’avverte (anche per il concorso di una intervistatrice adorante) proprio questo: l’eruzione di una vanità, d’una spinta a descriversi, a celebrarsi, come se ne colgono nelle interviste del ministro De Michelis o dei guitti televisivi”.

Nel finale, Viola, pur ammettendo di trovarsi davanti ad un “valoroso magistrato” si chiede “come mai desideri essere un mediocre pubblicista”. Il giornalista ignorava che il giudice aveva intuito qualcosa: la necessità di comunicare ad una platea più vasta, da magistrato, la mentalità mafiosa. Inoculare il virus ai giovani, come come un vaccino, in maniera da renderli resistenti al fascino della cultura dell’omertà e della morte. “Non ha mai avuto una vita facile e anche stavolta c’è chi farà di tutto per rendergliela difficile”: qualche giorno dopo, dalle colonne della stessa Repubblica, qualcuno scriveva questa frase, riferendosi a Giovanni Falcone. Quel qualcuno si chiamava Giuseppe D’Avanzo.

continua su: http://www.fanpage.it/ed-eccolo-quell-articolo-su-repubblica-contro-giovanni-falcone/#ixzz1viAfLOrM
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aprile 9, 2012

Addio Miriam Mafai!

Si è spenta a Roma la giornalista e scrittrice Miriam Mafai. Aveva 86 anni. Era una delle firme più prestigiose del giornalismo italiano. Attenta osservatrice dei cambiamenti della politica e della società del nostro Paese, fotografati e analizzati con un’ampia produzione saggistica, Mafai aveva contribuito alla nascita di Repubblica e per il quotidiano, per decenni, ha svolto un’intensa attività di editorialista, inviato, cronista politico, diventandone una delle colonne portanti, grande testimone di quasi un secolo di vita italiana.

marzo 30, 2012

Grande figura di merda di “Repubblica”

Cienfuegos

Entra di diritto nello sciocchezzario del giornalismo italiano e in quello sul viaggio di Ratzinger a Cuba e in Messico, la Repubblica che confonde il rivoluzionario cubano Camilo Cienfuegos con Padre Felix Varela, sacerdote e pedagogo cubano della prima metà dell’800.

dicembre 27, 2011

Gli ultimi fuochi.